Artista nella Comunità Dzogchen – Sachiko Fullita

Sachiko / foto di Paolo Fassoli

Sin dall’infanzia mi ha sempre affascinato il movimento e la sua espressione. Fin da allora ho capito che con la danza il mio cuore si curava.

Ho cominciato con la danza classica ma sebbene il mio corpo aveva tutte le condizioni per svilupparsi bene con quello stile mi sono annoiata velocemente. Da piccola volevo divertirmi danzando ma in quel periodo a Lima non c’erano molte scelte per danzare. Più tardi ho iniziato ginnastica acrobatica e me ne sono innamorata ma ho dovuto lasciare per motivi esterni. Ho danzato da sola per cinque anni, alla scoperta del mio corpo e dei miei movimenti. Sentivo la danza come un rifugio.

Nel 1996, avevo 18 anni, ho visto una piece teatrale di danza per la prima volta e immediatamente ho capito cosa volevo fare come professione. I miei genitori non erano felici della mia decisione, volevano che andassi all’università. Per fortuna sapevo di poter lavorare nelle arti dello spettacolo frequentando una delle più prestigiose università peruviane e questo ha reso felici tutti. Il mio percorso era più concentrato sull’interpretazione drammatica che sul movimento così parallelamente ho frequentato una scuola di danza. In questi anni ho capito maggiormente il potere trasformativo dell’arte, ma anche del teatro e dell’espressione.

Già durante i miei studi avevo iniziato a lavorare con rinomati coreografi, registi teatrali e creativi multidisciplinari. Da loro ho imparato molto ma soprattutto ho sviluppato maggior sicurezza, sebbene esternamente potessi sembrare sicura non lo ero. Subito dopo aver finito gli studi sono stata invitata a insegnare danza contemporanea presso la mia università che nel 2003 aveva implementato la danza contemporanea come parte del programma dell’arte dello spettacolo. È così che ho iniziato a insegnare. Alla fine di quello stesso anno ho creato il mio primo spettacolo di danza e movimento con cui ho scoperto una nuova passione, creare.

A febbraio 2005 ho incontrato RInpoche. In quel periodo danzavo, insegnavo, creavo e esploravo le emozioni in grado di guarirci attraverso l’espressione e la consapevolezza nel movimento. Incontrare Rinpoche e il Suo Prezioso Insegnamento è stata l’evento più importante della mia vita. Ho notato come e quanto questo abbia curato la mia vita, la esistenza. Prima di Rinpoche avevo la danza, il movimento e la sua espressione come rifugio. Alla fine di quell’anno mi sono fatta molte domande sulla direzione della mia carriera. Ho avuto una specie di crisi e ho sentito di dover dedicare maggiormente il mio tempo a portare l’arte a persone con diversi bisogni così ho sentito la necessità di continuare la mia formazione per ottenere gli strumenti adatti per lavorare con persone diverse con il potere curativo dell’arte.

Ho deciso di andare a Barcellona, dove vivo dal 2006. Dal 2006 al 2008 mi sono diplomata in Expressive Arts Therapy and Human Development (Terapia espressiva delle arti e sviluppo umano). Sono arrivata a Barcellona nuovamente da studente. Non volevo insegnare danza e neanche lavoravo sulle mie creazioni, in qualche modo volevo cambiare direzione alla mia vita professionale. Nel 2007 ho incontrato la Danza del Vajra, prima non credevo possibile che esistesse un metodo talmente incredibile! Anche se ho continuato a danzare professionalmente con la compagnia di danza “Kònic Thtr” con diversi spettacoli di danza, di telematica con scene interattive come danzatrice e aiuto regista dal 2006 fino al 2012 non ero più interessata a sviluppare la mia danza.

Nel 2009 sono diventata madre, è nata Nyma, e nel 2012 è nato il secondogenito, Marcel. I miei due figli hanno aperto, e continuano a farlo, nuove direzioni e nuovi insegnamenti.

Dopo un po’ di questa specie di divorzio dalla danza, esattamente nel 2012, quando sono rimasta incinta per la seconda volta, sentivo fortemente di dover riprendere a creare danza, danza teatrale, improvvisazione, e sentivo di essere pronta a insegnare danza e a condividere le mie diverse esperienze con e attraverso il movimento e in generale con le arti espressive con le persone, non solo quelle bisognose ma anche quelle giovani desiderose di intraprendere una carriera nella danza o nelle arti dello spettacolo.

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