Recensione – Buddhahood in This Life

Buddhahood in This Life
The Great Commentary by Vimalamitra

Tradotto da Acharya Malcolm Smith
Introduzione di Chokyi Nyima Rinpoche
Edito da Michael Tweed e Osa Karen Manell
Wisdom Publications, 2016

Circa quindici anni fa molti di noi, al tempo della nostra giovinezza, in cui ci siamo risvegliando grazie ai profondi insegnamenti del Buddha, c’erano poche risorse per educare noi stessi nelle nostre lingue native – solo un pugno di libri divulgativi qui e là; poi l’avvento di Maestri qualificati asiatici hanno impegnato la prima generazione di occidentali. Anche loro avevano bisogno di essere tradotti per poter comunicare la completa trasmissione così come l’avevano ricevuta.

Malcolm Smith

Non dimenticate poi che non c’era internet per cercare ed acquistate testi online come oggi. Si poteva contare solamente nella fortuna di trovare testi e commentari nelle librerie di zona o nelle biblioteche accademiche. Pere me è iniziata nel 1968, mi è sembrato di seguire una coda di briciole, libro dopo libro, fino ad incontrare il mio Maestro attuale – ogni boccone è come un’apertura dell’esperienza visiva che mantiene viva la fiamma della mia ricerca.

Ancora più raro di ciò che è già raro è stata la possibilità di incontrare gli insegnamenti della Grande Perfezione che chiamiamo Dzogchen – sia attraverso i testi che di persona. Oggi ci sono centinaia di titoli sul buddhismo tibetano pubblicati in lingua occidentale. Amazon.com attualmente ha un alista di 11.388 titoli, solo in inglese. Si stanno sviluppando progetti di traduzioni sofisticate nonché lo sviluppo di dipartimenti accademici specializzati nell’intero buddhismo, dall’iniziale Sutra allo Dzogchen. Con il continuo avvento della tecnolgia del web si possono ottenere ulteriori insegnamenti dalla poltrona del vostro soggiorno o nel vostro pigiama, se preferite, senza dover affrontare i perigliosi viaggi di una volta e il loro costo. Questo è così speciale!

Mi ricordo di un viaggio con Chögyal Namkhai Norbu e un piccolo gruppo di noi dell’Istituto Shang Shung nel maggio 2002, durante il suo ritiro a Cambridge, MA, quando siamo andati a visitare il famoso archivio di Gene Smith prima di andare a New York. Rinpoche era molto contento di ricevere in formato digitale MP3 alcuni testi di Mingyur Dorje. Come molti sanno Gene Smith negli ultimi anni ha collezionato testi tibetani rari e ha creato un archivio digitale oggi conosciuto come il Tibetan Resource Center. In macchina dopo, Rinpoche ha commentato che in Tibet sarebbe praticamente impossibile riceve una copia di una serie completa di testi. Quando si discuteva del suo commentario sul Dra Thalgyur che ha dato nel 2010 nuovamente gli ho sentito dire di come fosse difficile la ricerca di versioni mancanti o diverse per poter confrontare diverse versioni così da trovare le parti mancanti e correggere i molti errori. Insomma, non è facile. Sapendo questo rendiamo omaggio a tutti (passati e presenti) che portano avanti la torcia della rara conoscenza, incrollabili nella loro determinazione, incuranti degli ostacoli o delle difficoltà. Oggi siamo i contenitori di questo magnifico bouquet di conoscenza come lo sono quelli che verranno dopo di noi.

Una pubblicazione come Buddhahood in his Life è un’occasione rara. È l’emblema di una corrente importante di insegnamenti preziosi che da millenni sono stati tenuti vivi nella tradizione orale, nascosti per essere scoperti successivamente come Terma, la cui panoramica storica è presente nell’introduzione del libro. Perlopiù segreti, ora abbiamo un accesso diretto a questi insegnamenti in modo impensabile dalle generazioni precedenti. Ancora più importante, abbiamo la trasmissione diretta grazie ad alcuni Maestri viventi in grado di collegare il contesto storico/intellettuale alla nostra personale realizzazione in “Questa” attuale di vita – la chiave per comprendere il nocciolo del commentario di Vimalamitra dei 17 Tantra. Ed è questo commentario che in seguito ha ispirato Longchenpa, come anche senza dubbio noi.

Mentre il mondo combatte in infinite tensioni e disarmonia, da alcuni definito il Kali Yuga, sembra che in questo momento ci sia un contrappeso, un’alternativa per quei fortunati ad esserne interessati e a praticare di conseguenza. Per i membri della Comunità Dzogchen, specialmente per chi partecipa al Training del Santi Maha Sangha, un testo come Buddhahood in This Life risuonerà familiare nelle varie citazioni e argomenti che ci sono stati già introdotti dal nostro Maestro, Chögyal Namkhai Norbu – uno straordinario studioso di impareggiabile livello e profondità i cui insegnamenti Longsal rivelano la quantità dei Terma da lui rivelati in questa epoca. Leggere questo libro all’interno del flusso-mente della trasmissione viva come quella che abbiamo è molto diverso da una mera curiosità intellettuale o accademica. Non dobbiamo mai dimenticarci di questo. Però per quelli fortunati che hanno già ricevuto l’introduzione non c’è dubbio che la comprensione del punto di vista si evolverà. Essere in grado di leggere nella sua interezza un tale straordinario testo, che rappresenta uno dei primi commentari dei 17 Tantra Upadesha suddiviso in undici argomenti che vanno dalla Base alla Grande Liberazione, può essere considerata solo una circostanza speciale.

L’eccellente introduzione di Acharya Malcolm Smith contiene un’importante e sottile sinopsi del contesto storico e linguistico. Ho personalmente molto amato la sua esegesi dei vari termini in sanscrito e tibetano per parole come “mente”, un tema a cui mi sono sempre più interessato recentemente, man mano che invecchio. Non solo, con i sui editori è riuscita ad illustrare il significato più profondo usando un linguaggio che supera quella che a volte è una caratteristica pedante di questi testi Upadesha fino a usare un linguaggio a volte persino poetico.

Altrettanto utile sono le citazioni bibliografiche dei testi e l’equivalente in tibetano nel glossario che si trova alla fine.

Sebbene non conosca le attuali tendenze nella traduzione, mentre leggevo il testo sono rimasto colpito della intelligente traduzione in inglese. Per esempio “Dzogchen” diventa “Grande Perfezione” , così facile da usare piuttosto che contorte parole che molti, soprattutto neofiti, non sanno neanche pronunciare correttamente. Potrei menzionare molte citazioni qui ma vorrei rispettare gli aspetti del samaya di questi insegnamenti. Se vi potete permettere di comprare il libro o unirvi con alcuni amici per poterlo comprare, non ne sarete delusi!

L’attenzione attenta al dettaglio è un gesto di amorevole generosità. Tutto il libro è un capolavoro e un prodotto di valore per cui la Wisdom Publications è così famosa.

Di cuore dico, citando i Buddha e i Bodhisattva, “Ben fatto, ben fatto.”

 

Jacqueline Gens
Tsegyalgar East
All’approsimarsi del solstizio d’inverno 21.12.2016

 

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