Celebrazione dei quarant’anni di insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu

Nel pomeriggio di domenica 26 febbraio 2017, il primo giorno dell’anno tibetano dell’Uccello di fuoco, si è svolta una celebrazione a sorpresa nel Gönpa di Dzamling Gar . Dopo una breve Ganapuja, seguita da una offerta per ringraziare il Maestro, istruttori,, collaboratori e donatori, la Comunità Internazionale Dzogchen ha organizzata una speciale presentazione per ringraziare Chögyal Namkhai Norbu per quarant’anni di insegnamento. Due studenti di Rinpoche, presenti al primo ritiro che ha dato a Subiaco in Italia nel 1976, Fiorenza (Poupé) Cozzi e Nancy Simmons, hanno letto un discorso rispettivamente in italiano ed in inglese con cui hanno espresso il grazie di cuore di tutta la Comunità Dzogchen al Maestro.

celebrating 40 years teaching

Caro Maestro,

Siamo arrivati a un momento molto significativo nel nostro percorso insieme, oggi celebriamo i 40 anni del tuo insegnamento. Sono passati già 40 anni da quando generosamente decidesti di insegnare, nel 1976, a Subiaco e a Costa Paradiso ai tuoi primi fortunati discepoli.

Da allora non hai mai più smesso, e i ritiri, gli insegnamenti si sono moltiplicati giorno dopo giorno. La tua vita è stata un dono continuo ed è molto difficile adesso per noi poter fare anche una semplice sintesi di quanto sei riuscito a donare.

Come un fiume in piena che travolge qualsiasi argine, senza limiti di lingua, cultura, razza e religione hai iniziato a dare in modo inarrestabile.

Sembra retorico, ma è così da quando hai insegnato, migliaia e migliaia di persone sono venute in contatto con te, hai aperto a noi la porta della perfetta conoscenza, ci hai rivelato i tuoi insegnamenti, con un amore e una semplicità che non ha eguali al mondo.

Come un medico generoso che sà dare a ognuno la sua medicina, ci hai accolto, ci hai guidato, ci hai mostrato la via.

Ti sei inabissato negli oceani più profondi del samsara, senza paura, senza mai fermarti, con la tua leggerezza con il tuo caldo, irresistibile sorriso.

Ridendo, giocando, danzando, cantando ci hai insegnato la strada, l’unica grande via possibile. Così forte, così sicura e pur così difficile e a volte impraticabile. Ti abbiamo seguito, ci abbiamo provato, siamo caduti, ci siamo persi.

Siamo tornati. Tu ci hai sempre accolto di nuovo, sempre con il tuo amore inarrestabile, il tuo cuore immenso. Quando sei arrivato in Occidente, in Italia erano pochissimi i maestri buddhisti, e tanto meno si sapeva cosa fosse lo Dzog chen. Tu lo hai insegnato per primo in Occidente.

Insegnamenti segreti e preziosi difficili da capire, li hai svelati con una chiarezza unica. Quello che era incomprensibile lo hai reso comprensibile, quello che era sconosciuto lo hai fatto conoscere, i tuoi tesori della mente li hai rivelati ai tuoi studenti. Ci hai nutrito con il tuo nettare sublime, ci hai curato con la tua panacea che cura tutti i mali.

Sei il gioiello che esaudisce i desideri, Yid shin Norbu. E sei davvero l’unico Maestro, quello che anche solo con uno sguardo ti può introdurre alla vera conoscenza di questo stato al di là della mente concettuale.

Quanti testi hai rivelato, quanti tantra hai commentato, quante pagine hai scritto, prima, con la tua penna agile e veloce, poi, con il tuo laptop per ore e ore interminabili, di giorno e di notte. E non basta, sei anche un grande pandit, un grande maestro erudito. I tuoi studi sulla storia antica del Tibet hanno fatto scuola, non c’è studioso in Tibet che non ti citi e che non conosca a memoria i tuoi lavori. Ma non sono semplicemente pietre miliari degli studi sul Tibet, sono anche il punto di riferimento per l’identità culturale del popolo del Paese delle nevi. Questa gente che ha una cultura antica preziosa, una identità fortissimo, un patrimonio di conoscenza vastissimo trova in te un grande maestro e una guida altissima. Non solo noi qui in Occidente, ma anche in Tibet sei l’unico grande maestro che ha indicato con semplicità e chiarezza la direzione. E tutte le altre tue conoscenze? E la tua grande competenza nella medicina? Nell’astrologia? Nella geomanzia? E nell’arte? La musica? La danza? Hai fatto costruire scuole, collegi di studi e pratica, ospedali e cliniche nella tua terra. Hai realizzato progetti in India, Nepal, Sri Lanka, Mongolia e Birmania per la gente più povera e indifesa. Sostenuto migliaia di studenti tibetani e di monaci agli studi attraverso l’Organizzazione ASIA da te fondata qui in Occidente hai realizzato l’Istituto di studi internazionali Shang Shung, che si è ramificato in diverse città europee, con il compito di sviluppare e diffondere le conoscenze che vengono dal Tibet per aiutare l’umanità a progredire e vivere in maniera più armonica e felice . A tal fine hai insegnato e diffuso lo Yantra Yoga, le danze Khaita, la medicina tibetana, la conoscenza della lingua tibetana, lingua nella quale sono preservati tutti gli insegnamenti del Buddha.

Infine, pochi mesi fa hai realizzato ad Arcidosso un magnifico museo sulla storia e la cultura tibetana, unico nel suo genere in Italia, che permetterà alle nuove generazioni di entrare in contatto con questa immensa cultura.

Oggi noi tutti, praticanti della Comunità Dzogchen del mondo, vogliamo celebrare con te questi primi 40 anni da quando Tu hai deciso generosamente di girare la ruota del Dharma in Occidente per il bene di tutti gli esseri viventi e ti chiediamo con tutto il nostro cuore di continuare a trasmetterci il prezioso Insegnamento Ati fino a che tutti gli essere viventi si saranno liberati dalle catene del samsara.

Grazie

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