Collaborazione

La domanda è, se ognuno sceglie di andare con il proprio flusso come può esserci collaborazione?

Ci sono tre modi per seguire il flusso –

un modo è prendere il controllo della situazione,
costruire una canoa o una zattera, la migliore che ci sia,
calcolare tutti i rischi possibili del fiume.
Con molte persone sulla barca,
si può governare la barca,
vedere se ci sono rocce o pezzi d’albero d’intralcio,
si possono fare dei turni
e fare tutto quello che va fatto.

Oppure ci si può rilassare completamente ed essere trasportati inconsciamente dove l’acqua ti porta,

forse giù per una ripida, colpendo molte rocce,
forse finendo in una secca piena di erbacce,
rimanendo bloccati fino al prossimo flusso
d’acqua che pulisca tutti i detriti,
compresi se stessi,

Un altro modo,

è di rilassarsi completamente ma rimanendo svegli e allertati,
capendo dalla turbolenza dell’acqua
cosa c’è sotto,
dov’è la corrente più veloce,
dove nuotare e dove andare navigare,
e dove attraccare.
Si possono incontrare altre persone,
che possono aiutare o forse no –
disposte a collaborare
a condividere le abilità,
a costruire relazioni
in base a quello che succede in ogni momento,
capendo anche che
si può viaggiare da soli per un po’,
può succedere anche questo.

Julian King-Salter
22 febbraio, 2017

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