Come ho incontrato Chögyal Namkhai Norbu

Will Shea

Sono felice di aver incontrato gli insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu più di quanto 500 parole, o di qualunque numero, possano esprimere. Sono stati il faro di quella che altrimenti sarebbe stato un percorso scarsamente illuminato.

Credo di dover ringraziare anche la mia adolescenza travagliata per avermi fatto sviluppare un desiderio spirituale. Guardando indietro non ritengo che le mie circostanze fossero così terribili, piuttosto sono state opprimenti. Credo fossi sensibile alle limitazioni del samsara sebbene non mi fossero chiare le cause.

Consideravo la spiritualità come una fuga dalla sofferenza e non avevo idea che si potesse integrare la spiritualità nella propria vita per non parlare di rendere la mia vita una sua espressione. Forse evado dalla realtà ancora un po’.

Dopo un mezzo tentativo di considerare più seriamente la mia formazione cattolica giovanile ho iniziato a interessarmi ai maestri Hindu e a quelli americani pseudo Hindu. Per questo ho cominciato a girare gli Stati Uniti in autostop. La mia prima destinazione è stata la California in cerca della scena spirituale.

Queste avventure in generale non sono andate bene e ho avuto anche un paio di episodi traumatici. Nell’anno seguente gradualmente sono diventato più pratico, ho lavorato e sono andato a scuola – più per sopravvivenza che come espressione di uno scopo più alto. Quando ora vedo dei giovani desiderosi di realizzarsi in quanto espressione di una obiettivo o almeno di una buona intenzione mi rendo conto di come sia stato modesto il mio approccio. Finalmente ho iniziato ad affrontare la vita con una intenzione più consapevole.

Negli anni ’80 ho vissuto e lavorato a New York. Ho incontrato molti maestri tibetani e sono rimasto colpito da quanti di loro manifestassero una tangibile presenza spirituale. Molti di questi primi gruppi che ho incontrato promuovevano sinceramente l’unicità dei loro maestri. C’erano molti maestri tibetani impegnati che sostenevano che la loro via sia in grado di trasformare molte persone.

In quel periodo sono rimasto influenzato dall’enfasi non duale degli aspetti esoterici dell’induismo come Advaita Vedanta e Kashmir Shaivism. L’aspetto pragmatico orientato al raggiungimento di un obiettivo del Vajrayana tibetano mi sembrava in disaccordo con la visione radicale non duale. Non solo, lo stile di vita richiesto non era compatibile con con quello che era, sotto questo di vista, la mia relativamente ordinatia vita mondana.

Nel 1992 ho partecipato a un insegnamento di Rinpoche alla Columbia University. La mia prima esperienza con lui è stata un hedewa – l’interruzione della mente. Sebbene avessi la convinzione di aver capito qualcosa del buddhismo tibetano non riuscivo a comprendere la trasmissione diretta dello Dzogchen che lui ha dato. Dopo aver studiato i suoi libri e averlo incontrato nuovamente Rinpoche nella sua successiva visita a New York ho capito con euforia che era il maestro che stavo cercando da così tanto tempo.

La mia storia non è rimarchevole in termini di coincidenze e di attività paranormali ma sembra che ci sia stata una progressione logica che mi ha portato a Rinpoche. In ogni caso è stato miracoloso aver incontrato lui e i sui preziosi insegnamenti!

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