Cultura e Khaita..

Prima che la consegna dei diplomi ai neo diplomati di Khaita a Dzmling Gar il 31 marzo, Chögyal Namkhai Norbu e il Prof. Alkis Raftis, presidente del Consiglio Internazionale di Danza, hanno parlato dell’importanza dei balli Khaita.

Presentatore: Siamo molto felici di dare il benvenuto al Prof. Alkis Raftis che è qui per partecipare con noi a questo evento speciale. Il Prof. Alkis Raftis è il presidente del Consiglio Internazionale di Danza, una organizzazione non governativa fondata nel 1973 presso la sede dell’UNESCO a Parigi. Il Consiglio Internazionale di Danza è partner ufficiale dell’UNESCO e riunisce le organizzazione internazionale, nazionali e locali di danza come anche singoli danzatori.
Il Prof. Namkhai Norbu ha incontrato il Prof. Alkis Raftis a Mosca nel 2011 al Forum Dzogchen organizzato da Yeshi Silvano Namkhai e subito dopo è iniziata una collaborazione con l’entrata della Danza del Vajra nel Direttorio Globale della Danza del Consiglio Internazionale della Danza.
Recentemente i Khaita Joyful Dances sono stati inclusi in questo direttorio.
Con grande piacere presentiamo i nostri istruttori della Danza del Vajra e qualificati esperti dei Khaita che riceveranno I certificati dal Consiglio Internazionale della Danza. Vi ringraziamo per essere qui con noi in questa speciale occasione.

Chögyal Namkhai Norbu: Sono molto felice di essere qui a questo incontro internazionale dei balli Khaita. Considero questo evento molto importante e per questo sono molto felice avere qui con noi il presidente del CID, il Prof. Alkis Raftis. Il loro riconoscimento che quello che stiamo facendo è molto importante e molte persone non lo sanno. Si tratta di una situazione più internazionale.

Qui abbiamo anche il Maestro Denys della tradizione Shangpa, un importante esponente in quel campo di conoscenza.

In generale quando diciamo ‘danza’ la riteniamo un’arte. Nell’arte abbiamo le arti del corpo, voce e mente, non si considera solo la pittura come unica arte. La danza è molto importante a livello internazionale per questo motivo la sosteniamo.

Un altro motivo per cui la sosteniamo è che usiamo canzoni e balli tibetani. Perché li usiamo? Non perché sono in tibetano. Molti lo pensano. Ma questo non è il principio, il principio è la condizione del Tibet odierno. Il Tibet è un paese che è rimasto isolato per secoli e secoli. Sono rimasti isolati anche la sua cultura e la sua conoscenza che sono stati coltivati in modo autentico per secoli e secoli.

Oggi, per esempio, quando parliamo di via spirituale, come l’insegnamento della tradizione buddhista, sutra e tantra, questo insegnamento si è diffuso ovunque. Tuttavia, nel vero senso la sua fonte originale è la collezione di 108 volumi di Kangyur e i suoi commentari tradotti dal sanscrito in tibetano in tempi antichi. Abbiamo ancora questi insegnamenti vivi, non solo nei testi ma viva è anche la loro conoscenza, la trasmissione, tutto. Abbiamo più di 200 volumi del Tengyur. Questa conoscenza non esiste da nessuna altra parte al mondo, solo in Tibet, nella lingua tibetana.

Oggi esiste il rischio di perdere la lingua tibetana. Il Tibet fa parte della Cina e la lingua ufficiale è il cinese. E anche se le persone studiano e imparano il tibetano non è di alcuna utilità per la gente comune e in questo modo in una o due generazione rischiamo di perdere la lingua. Quindi è molto importante sostenere questa cultura, mantenendola viva così che non scompaia. Per questo motivo lavoriamo con quello che chiamiamo Khaita: cantando, ballando, divertendoci.

Lo scopo non è solo sostenere i tibetani ma anche per sostenere i nostri abitanti. Oggigiorno le persone sono molto agitate. Se danziamo e cantiamo ci sentiamo più contenti e possiamo così rilassarci. Questo è un tipo di pratica particolare per tutti gli abitanti in generale ed è molto utile.

Per questa ragione questa autorità è presente oggi. Grazie molto per essere qui. Sono molto felice che stanno collaborando con noi, è molto importante. Per questo motivo questo incontro è molto importante e sono molto felice di essere qui con voi tutti.
Anche i rappresentati della Comunità Dzogchen internazionale sono presenti.
Ora presenteremo 60 danzatori che si sono qualificati. Si sono allenati per molti giorni. Questo è qualcosa di concreto. Non solo ballano ma si sono qualificati e possono insegnare.

Diamo il benvenuto a tutti e grazie per essere presenti.

prof-raftis-e1465631927705-241x300Prof. Raftis: cari amici, caro professore, grazie per avermi invitato qui. Sono felice essere con voi. È la mia prima volta nelle Canarie, sono particolarmente felice di salutare i primi insegnanti qualificati dei vostri balli. Ovviamente ogni volta che consegno un certificato a un insegnate sono felice ma oggi lo sono particolarmente ancora di più perché i balli che fate hanno qualcosa di speciale. Potreste pensare che Alkis Raftis vada in tutti i paesi e dica le stesse cose a tutti ma pcredetemi, sono sincero.

Questi balli hanno qualcosa di più degli altri balli. Innanzi tutto incarnano pienamente le idee dell’UNESCO e delle Nazioni Unite. Raccolgono insieme persone provenienti da dozzine di nazionalità e queste persone non solo danzano insieme ma vivono insieme, si conoscono e tornano alle loro comunità sparse nel mondo e promuovono la pace e la comprensione attraverso la danza.

Come sapete l’UNESCO da la priorità a quei paesi che sono piccole e poveri. La Spagna e la Russia e gli altri paesi da cui provenite non sono né piccoli né poveri ma state promuovento le idee dell’UNESCO perché vi considerate parte di una comunità più estesa, non solo del vostro paese ma cittadini del mondo. Per questo mondo che attualmente ha così tanti problemi con il terrorismo, con la mancanza di rispetto per i diritti umani, con la mancanza di istruzione, con la discriminazione, con la crisi economica e con così tante malattie, è molto importante risolvere tutto questo, trovare una risposta a questo. E voi siete la risposta a questo. E questa è una ragione molto importante perché quello che fate con la danza è speciale. Dico questo come presidente dell’organizzazione ufficiale della danza nel mondo.

Ma c’è un secondo motivo che è più personale e di cuore. E non ha a che fare con l’UNESCO o il CID. Mi sta a cuore perché i balli che fate non sono solo una pratica ma anche una filosofia. Se uscite e a andate in una qualunque scuola di danza – di tango, di salsa o di hip-hop o di danza del ventre o qualunque danza scegliate – fareste solo la pratica. Ma i vostri balli sono collegati a una teoria. Il professore Norbu l’ha appena detto: questo fa parte una cultura più ampia. Non fate questi balli solo per divertimento. Ovviamente i balli sono divertenti, ci sono molti aspetti, ma fate questi balli in quanto parte di una cultura, e i vostri balli sono imprescindibili da questa cultura. Questi balli sono unici. Non sono solo dei balli, e questo perché fanno parte di una cultura e parte della storia. Come persona, come storico della danza e come manager culturale mostro il mio profondo rispetto per quello che state facendo. Grazie.

Trascritto ed edito da Liz Granger

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