Danze Khaita – ‘Il calore della nostra forza vitale’

2.1.1 lá-sòg gĭdrǒd-kol

Il calore della nostra forza vitale

Rinpoche ha spiegato che questa canzone è importante perché ricorda ai tibetani di non dimenticare la loro lingua e la loro cultura. Rinpoche ha dato queste spiegazioni a Merigar West a luglio 2016 durante una sessione di Danze Khaita. Qui trovate il testo sia in tibetano che nella fonetica Drajyor.

“È veramente una bella canzone. Se dovessi lasciare un testamento ai tibetani lascerei questa canzone in particolare. Significa che le persone devono ricordare la loro cultura, non devono abbandonarla. Inizia con ga, ka,gǎ, ŋa, che è l’alfabeto tibetano. ga, ka, gǎ, ŋa majéd amai bǔ: figli delle vostre madri, non dimenticate! Dice anche di non dimenticare la cultura tibetana, di non dimenticare la nostra terra. Chi è nato e ha vissuto in un paese deve avere questo sentimento. È molto importante, altrimenti che succede? Finisce come è successo in occidente. Oggi si dice che un tempo ci furono i vichinghi. E chi erano i vichinghi? Magari avete visto dei film in cui sono presentati come persone un po’ selvagge, con la barba. In realtà sono stati una civiltà antica con una propria storia, o no? Poi, se non c’è continuità, se non c’è qualcuno che ama la propria cultura, tutto finisce come è finita per i vichinghi.

Sono molto preoccupato per questo aspetto dei tibetani. Per questo ho scelto tutte queste canzoni, per prima cosa per conservare almeno un po’ la cultura tibetana. Secondariamente anche per la melodia, per danzare bene e anche per rilassarsi. Chi vuole aiutare i tibetani un po’ può cercare di capire quello che queste canzoni dicono, il significato: questo è molto importante. Qui, il significato di questa canzone è magnifico, davvero magnifico, e anche la danza è molto bella, mi piacciono molto i movimenti. Rilassa anche un po’ la vostra mente. Non solo la rilassa ma la coordina anche.

Molti danzatori guardano quelli che sanno come danzare, guardano quale mano muovere, quale piede muovere. Guardano solo a queste cose e le ripetono. Questo non va bene. È necessario ma dopo aver danzato uno volta o due dobbiamo pensare per esempio a quanti passi abbiamo fatto, dove, in quale direzione? E come abbiamo mosso le nostre mani? Dopo una, due volte ce ne ricordiamo no? Quindi coordiniamo tutto. Dobbiamo pensarci un po’ su e usare la nostra testa. Questo è molto importante. In occidente non si usa molto il cervello, tutti pensano “ho da studiare” e quando qualcuno studia e legge poi dice “devo fare questo e quello” e ricorda “devo fare in questo modo”.

Quando faccio qualcosa, per esempio, molte persone mi chiedono dove l’ho imparato. Imparo con la mente, giusto? Usiamo e lavoriamo con le circostanze, con quello che riusciamo a fare, con le possibilità che si presentano. Le nuove generazioni non fanno così, non lo fanno proprio. Chiedono sempre “dove hai imparato questo, dove hai studiato queste cose?” Questo non va proprio bene. Dovete usare un po’ il cervello. Quindi, anche quando danzate, usate un po’ il cervello, non guardate solamente quelli che conoscono le danze. Se vi limitate a ripetere, oggi, domani e dopodomani, ripeterete per tutta la vita senza mai imparare. Se pensate un po’, per esempio alla domanda, “a quante volte abbiamo battuto le mani” abbiamo detto undici volte. È vero. E quando battete le mani potete contare le volte fino a undici. “Ah, ora devo danzare”. È così che usare il cervello. Se non lo usate e guradate solamente – oggi, domani, il mese prossimo, l’anno prossimo – invecchiamo e non impariamo nulla.”

2.1.1

 IL CALORE DELLA NOSTRA FORZA VITALE

Tibetani delle nevi!
Il calore della forza vitale!
è KA KHA GA NGA, imparatelo!
Il nostro antenato è il re Songtsen Gampo.
colui che ha aperto la porta della conoscenza è l’insegnamento Thonmi.
La lingua e le lettere sono il gioiello delle nostre famiglie.
Non dimenticate KA KHA GA NGA, figli della montagna di neve!
Non dimenticarli, figli della montagna di neve!

*****

Tibetani delle nevi!
Brillante sulla cima del mondo
È la lingua pura dei nostri padri, parlatelo!
Che brilla sulla cima dell’esistenza!
Le trentaquattro consonanti e vocali sono il cuore del nostro lignaggio.
Il puro linguaggio è il calore della nostra vita,
La luce del sole che brilla sulla cima dell’esistenza.
Non dimenticare la cultura tibetana, figli delle vostre madri!
Non dimenticarlo, figli delle vostre madri!

*****

Tibetani delle nevi,
Formatasi naturalmente ed incontaminata
è la vostra gloriosa patria, preservatela!
La fortezza rossa è l’ancestrale castello dei tibetani,
La poderosa forza dei primi re
e la traccia lasciata dai nostri antenati.
Non dimenticate la nostra forte patria, figli della neve!
Non dimenticate figli della neve!
È la traccia lasciata dai nostri antenati
Non dimenticate figli della neve!
Non dimenticate figli della neve!
Non dimenticate figli della neve!

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