Dipingere il mistero – Alla scoperta dei colori, di culture e di idee

L’artista britannica Jennifer Baird descrive come il suo punto di vista in quanto artista sia cambiato e come si sia evoluto nel tempo intrecciandosi con le sue esperienze e le sue idee

Sono cresciuta in una famiglia di artisti, soprattutto da parte di padre, con zie, zii e cugini più grandi me, tutti artistici che mi hanno influenzata. Mio padre è stato un ottimo insegnante sin da presto, dipingo da quando avevo circa 2 anni.

Fin da subito ho sempre voluto ritrarre i mondi interiori, misteriosi per me anche a due anni. Crescendo e leggendo storie come quelle di C. S. Lewis ecc., storie che anelano alla luminosità, al mistero, a una guida spirituale – questi simboli e racconti archetipici sono emersi abbastanza presto nella mia pittura. Non ho mai veramente deciso di essere un’artista. È quello che ho sempre fatto.

Poi sono andato più o meno direttamente dalla scuola al centro di meditazione di Lama Chime vicino a Saffron Walden. In quei giorni si chiamava Kham Tibetan House. Ho incontrato Lama Chime quando avevo 17 anni e lì ho passato molto tempo. Permetteva alla gente di restare solo per periodi di un anno e poi tornare nel mondo per un po’. In quei periodo ero assistente cuoca di Deirdre, così era chiamata allora per poi diventare Pema Chödrön. È stato proprio un bel periodo e vivevamo tutti insieme nella casa con Chime Rinpoche finché lui e la sua famiglia hanno avuto la propria casa in paese. Mentre ero lì ho imparato a leggere e a scrivere in tibetano secondo l’iconografia pittorica che ha nutrito la mia arte. Spesso ho inserito scritte tibetane nei miei dipinti, in particolare lo stile Lantsa e più recentemente il Phag perché penso che siano esteticamente molto belli.

Quando avevo circa 23 anni sono andata a Tobago. Vivevo allora nella Kham House quando i miei genitori sono venuti a trovarmi. Stavano organizzando il viaggio da una vita portando brochures di isole tropicali. Ho pensato che Tobago fosse la più bella anche non ne avevo mai sentito parlare. Così hanno prenotato lì la loro vacanza e un paio di settimane prima che partissero mi hanno invitato ad andare con loro dato che il mio periodo alla Kham House stava finendo ovviamente ho accettato! Il mio secondo giorno lì ho incontrato un ragazzo sulla spiaggia e me ne sono innamorata pazzamente, cosa che sarebbe successo se fossi andata a Tahiti, alle Seychelles o alle Mauritius o qualunque altra isola. Era l’idea del luogo nativo e del bellissimo scenario. Così ho finito per vivere a Tobago per 34 anni, dipingendo tutto il tempo, facendo spesso mostre sia a Trinidad che a Tobago.

Non appena arrivata ho iniziato ad essere affascinata da diverse cultura e da tutte le influenze che hanno prodotto – dalla grande influenza della cultura africana fino a quella caraibica e quella di Arawak. È stato facile trovare frammenti di ceramica con fantastiche teste di animali e disegni di fantasia e tutto questo ha intrecciato la mia arte così come anche vari interessi mistici che avevo nel buddhismo, nella fisica quantistica e nella cosmologia e nelle antiche mitologie come quella greca, egiziana, Norrena, celtica ecc. Ho sempre letto molto e tutto quello che suscitava la mia curiosità o mi ispirasse l’ho integrazo nella mia pittura. Dipingere per 30 anni a Tobago mi ha portato a partecipare a un corso molto diverso da quelli che avrei fequentato se fossi rimasta in Inghilterra o in qualunque paese occidentale. Pensavo di essere in grado di evitare, in qualche modo, il condizionamento del post modernismo – soprattutto quello artistico.

ORNAMENTS OF THE NATURAL STATE
Sopra un sottofondo di un chiaro cielo stellato la libera pennellata ‘Enso’ – che simboleggia lo ‘Stato naturale’ – è decorato con geometrie simili a gioielli che rappresentano tutte le esperienze dei nostri sensi in una condizione di meraviglia e stupore del grande mistero dell’essere

DEEP TIME 8. PROTOLANGUAGE FLOW
Un dipinto dalla serie di 8 dipinti che esplorano vaste estensioni temporali mentre la terra si evolve attraverso gli eoni – formando e riformando, diventando sempre più complessa quando dimensioni e matrici emergono e quindi si avvolgono e codificano. Spostando, trasformando, inventando novità sempre più complesse.

Questo mi ha dato molte opportunità di continuare le mie pratiche Vajrayana in un ambiente incontaminato, né orientale né occidentale, un ambiente molto diverso.

Nel 2004 un mio amico inglese mi ha mandato un ritaglio dal giornale della Snow Lion con l’annuncio di un ritiro di Chögyal Namkhai Norbu a Margarita. Avevo sentito di Namkhai Norbu da tempo e sapevo che questo era un grande Maestro Dzoghchen. Non ci potevo credere, che questo incredibile Maestro stesse andando a Margarita che si trovava vicino a Tobago. A quel tempo viveco come una reclusa un una foresta pluviare dove ho passato gli ultimi anni del mio soggiorno a Tobago – su nelle montagne in un posto molto isolato, dipingendo e facendo uno di queste pratiche molto lunghe Anuttarayoga Tantra che richiedono un condizione di ritiro. Stavo finendo in quel periodo, l’ultima fase dello stato di completamento, quando ho ricevuto questo ritaglio di giornale e senza pensarci sapevo di dover andare.

Così ho preparato il mio zaino, preso il mio passaporto e sono partita e fortuna ha voluto che Namkhai Norbu fosse appena tornato dal Messico dove era andato alla ricerca di un terreno che qualcuno potesse offrire alla Comunità. Era lì! Non c’era un ritiro e quindi non c’era molta gente, quelli presenti venivano da tutto il mondo. Ho incontrato personalmente Rinpoche e sono stata lì 4, 5 giorni poi sono tornata a Tobago per finire lo stato di completamento della mia pratica per poi tornare direttamente a Margarita. Per un po’ sono andata avanti indietro – non era costoso per me andarci, mi bastavano una tenda e la mia pittura.

Era fantastico lì. Tutta la comunità internazionale era magnifica. Mi ha aperto gli occhi su come i praticanti di diverse culture possono lavorare e praticare insieme e questa era una grande risorsa. Le persone non erano limitate dal loro punto di vista culturale, erano più aperte e interattive.

Nel 2009 ho iniziato a sentire che il mio tempo a Tobago era finito e che dovevo spostarmi nel mondo. Avevo la anche la sensazione che qualcosa stava succedento nel mondo, una specie di risveglio e forse avevo bisogno di esserne coinvolta. Non sapevo bene come, forse attraverso l’arte. Ancora non lo so. Per un periodo sono andata avanti indietro dall’Inghilterra per vedere come fosse – è cambiata molto – e e per capire da cosa mi sentissi attratta. Così nel 2012 sono andata a vivere a Hastings e ho capito subito che era il posto giusto. È un po’ spigolosa e bohémien e ha una scena artistica e musicale straordinariamente vivace.

Il mio punto di vista in quanto artista è cambiato e si è evoluto nel tempo grazie alle mie esperienze e alle mie idee. Per me è stato un cambio radicale che mi ha portato a vivere in Inghilterra. Per prima cosa sono cambiate le tavolozze di colori. Ho notato che le persone in Inghilterra non indossano colori così brillanti come nei Caraibi e la scelta dei colori nelle case sono più spenti quindi per un po’ ho abbassato il tono dei miei colori anche se in pochi anni il colore ha ricominciato a riaffacciarsi nuovamente. Sono incantata dal colore e dal sperimentarlo. Ho sentito che non ci sono limiti a ciò che si può scoprire.

OPENING THE WISDOM EYE
Sopra un sottofondo di molti OM AH HUM sillave seme, due foglie dalla foresta, incastonate con dei gioielli, per svelare l’occhio della saggezza. L’Occhio di Horus

JOY AT SUNSET
Questo dipinto descrive la grande gioia e beatitudine che spesso provo – la vita selvaggia e libera nella lussureggiante foresta pluviale incontaminata di un’isola tropicale. Con la curiosità di culture antiche che celebravano l’armonia con la natura esplorando la libertà diretta senza alcuna interfaccia culturale

Poi c’è un tema che mi interessa in modo particolare. C’è questa questa idea (Immagino che fosse già presente nell’arte, e questo è stato documentato, anche se al momento non se ne parla abbastanza) – della spiritualità nell’arte e di come la consapevolezza degli artisti influenzi la forza del risultato finale, come anche tutte le tecniche che un artista ha imparato, che si è creato, che ha sperimentato nella sua vita artistica. Tutta la loro complessa conoscenza su come usare i colori, le linee, le forme, le proporzioni, gli strati e le texture con i colori per ottenere particolari effetti. Negli ultimi decenni la moda nell’arte è stata quella di essere spontanea ed emotiva, di buttare, sgocciolare, schizzate molto la pittura e qualunque cosa ne esca, che sia accidentale o intenzionale, va bene. Posso capire come questo si sia evoluto e come questo dovesse accadere e oggi è cosi normale che nessuno si domandi da dove provenga l’abilità di un artista o come sia in grado di capirlo o di giudicare le capicità di un artista, se sia intenzianale o se sia capace di produrre qualcosa almeno in parte intenzionale nella coscienza dello spettatore. Sono molto interessata da questa dinamica. Quando ho fatto un’esposizione a maggio ho cercato di incoraggiare le persone a parlare di questo argomento, perché a causa di questa visione nell’arte contemporanea qualunque cosa può essere essere chiamata arte, è tutto soggettivo, ecc. – ma chiedere troppo sembrava essere un taboo.

Da quando sono tornata in Inghilterra ho fatto due mostre che hanno avuto successo, entrambe ad Hastings dove ho scelto di vivere. Ho anche partecipato a esposizioni a San Francisco e in Ungheria. Non so sicura di quando organizzare una prossima mostra. Il modo in cui ho sempre lavorato è quello di dipingere intensamente per quattro anni e creare quadri sufficienti per una mostra. Questo è il modo di lavorare piuttosto che avere qualcosa ti tanto in tanto. Per la mia pittura in particolare, 50 o più quadri per una personale in una galleria ‘parlano’ in profondità tra loro e creano un ‘campo’. In questo modo è più facile per le persone entrare nel lavoro.

ANUPRAVISHTA
Questo quadro una ‘ diversa sensazione del mondo’. Un cielo alieno. Si formano galassie in quella che sembra la costa di un’isola vista dall’alto. Questa parola in sanscrito significa ‘interpenetrato’ – come tutte le realtà lo sono e si contengono reciprocamente. Un antico concetto buddista che troviamo in alcune interpretazioni della meccanica quantistica e della fisica sul campo unificato

Ho portato un libro chiamato ‘The Enchantment Aesthetic’ al tempo della mia ultima mostra. L’ho dedicata ai miei maestri Chögyal Namkhai Norbu e Kyabje Chime Rinpoche. È più di un semplice catalogo di circa 100 pagine – compresa l’introduzione di una professore d’arte e filosofo, una introduzione introspettiva, una biografia con foto a colori e descrizione delle opere. Ora molti artisti non amano parlare dei loro lavori – deve decidere chi guarda. Nel mio caso penso che le persone hanno bisogno di un accesso all’opera perché spesso ci sono storie interessanti dietro ogni quadro o simboli o significati esoterici che ho usato in un dipinto che sfuggono a molte persone. Allo stesso tempo sono liberi di farsi la propria interpretazione. A volte certi aspetti di un lavoro possono avere un significato personale. Mi piace che la gente abbia l’opportunità di leggere cosa ho da dire. I due approcci non si escludono.

Oggi ho 63 anni e non sono più sicura se ho ancora voglia di passare altri quattro anni per accumulare quadri per una mostra. Ma voglio esplorare le idee di cui ho parlato prima, la connessione tra le coscienze e l’artista, il lo sviluppo spirituale ed artistico che hanno avuto e la loro capacità di produrre un lavoro che abbia un effetto diretto. Si potrebbe immaginare per esempio di dare a Namkhai Norbu Rinpoche della carta e pennelli. Qualunque cosa facesse, anche solo far sgocciolare del colore sulla carta deliberatamente (o accidentalente) avrebbe questo pezzo di carta la vibrazione del suo stato risvegliato così da avere il potere di trasmettere qualcosa a chiunque lo veda? O perché questo accada avrebbe bisogno delle abilità tecniche e la conoscenza dell’effetto del colore sugli altri colori ecc. tutta la formazione che ha un artista? L’idea è interessante e mi piacerebbe approfondirla.

https://www.jenniferbairdartist.com/
Tutte le immagini sono copyright dell’artista

Download PDF