Discorso introduttivo ai Teacher Training

Chögyal Namkhai Norbu

Discorso introduttivo ai Teacher Training per il rilascio degli attestati
Dzamlingar, 12 novembre 2016

Buongiorno a tutti dappertutto. Siamo a Dzamlingar e oggi inizia il Teacher Training. Conoscete già il programma, ci accingiamo a fare un Teacher Training per insegnanti di Santi Maha Sanga, Danza del Vajra e Yantra Yoga. A questo scopo è molto importante sapere il significato di Santi Maha Sangha. Sangha è una parola nella lingua di Oddiyana, nel linguaggio comune, in particolare in occidente, diciamo Comunità Dzogchen. Questo è importante da conoscere e capire, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che Santi Maha Sangha sia un testo, una qualche disciplina, qualche cosa che si fa in modo intellettuale, da imparare e fare.
Noi più o meno abbiamo un’ idea di che cosa è la Comunità Dzogchen, che ggi è arrivata a quasi mezzo secolo di vita. Studiamo, sviluppiamo, collaboriamo fra di noi, questa è la Comunità Dzogchen. Molti pensano che sia come un Centro del Dharma. ma il suo principio non è quello di essere come un Centro del Dharma.
Sappiamo che cosa significa Dzogchen, è quello che da anni studiamo e cerchiamo di applicare. La nostra vera natura è lo Dzogchen e per ottenerla abbiamo l’insegnamento Dzogchen, che da molti anni sto cercando di insegnare e comunicare e che la maggior parte di noi sta cercando di imparare. Lo scopo dello Dzogchen è di entrare nella nostra vera natura, quindi prima di tutto dobbiamo scoprirla perchè se ciò non accade non possiamo entrare in quello stato. Quindi per questo motivo studiamo e applichiamo questo metodo e questo insegnamento.
Maha Sangha significa Comunità: Maha significa totale e  ha lo stesso significato  nella lingua di Oddiyana e in sanscrito, ma il modo di usare questa parola non è lo stesso. In sanscrito l’aggettivo si colloca in modo diverso rispetto alla lingua di Oddiyana, che lo utilizza come si fa in tibetano.
Non è difficile, ad esempio la maggior parte dei titoli dei Tantra Dzogchen è nella lingua di Oddiyana perchè l’origine degli insegnamenti Dzogchen è l’Oddiyana, non l’India. Inoltre la maggior parte del Vajrayana e degli insegnamenti tantrici più elevati proviene da Oddiyana. Se si vuole studiare in modo più intellettuale, sappiamo che anticamente quasi tutti i più famosi mahasiddha dall’India si recarono in Oddiyana, ne arrivarono molti e ricevettero insegnamenti, li studiarono e poi introdussero il Vajrayana in India. Alcuni non giunsero mai in Oddiyana ma ricevettero gli insegnamenti lungo il cammino. Quindi Oddiyana è la fonte dello Dzogchen e del Vajrayana.
Conoscete molto bene la storia e la biografia di Garab Dorje, la sorgente degli insegnamenti Dzogchen nella nostra epoca e nella condizione umana. Guru Garab Dorje nacque e insegnò in Oddiyana, ecco perchè la lingua di quel paese è importante per lo Dzogchen. Ad esempio, quando Guru Padmasambhava arrivò in Tibet insegnò il Vajrayana, i tantra superiori e inferiori e tutto il resto. In seguito, quando insegnò lo Dzogchen, disse ai suoi studenti che sarebbero dovuti andare in Oddiyana per imparare gli insegnamenti Dzogchen e poi tradurli in tibetano. Fra questi ci fu il famoso traduttore Vairocana, che si recò con i suoi collaboratori in Oddiyana. Là ricevettero gli insegnamenti Dzogchen e li tradussero tutti in tibetano. Dunque la lingua di Oddiyana è molto importante nell’insegnamento tibetano dello Dzogchen e del Vajrayana.
Dunque in sanscrito l’aggettivo si mette prima del sostantivo. Ad esempio, se diciamo Mahayana, Maha è totale e Yana veicolo, come in Vajrayana. In tibetano invece l’aggettivo si  mette dopo il sostantivo, non prima. Se ad esempio diciamo uomo buono, una persona buona, in tibetano si dice mi, buono yagpo – quindi diciamo mi yagpo, mi è il sostantivo, yagpo l’aggettivo.  Quindi in Santi Maha, in sanscrito o nella lingua di Oddiyana, l’aggettivo è dopo. Non è necessario usare Santi Maha Sangha, ma è importante capirlo, in modo da non avere un’idea nebulosa. In particolare, dato che stiamo imparando gli insegnamenti Dzogchen, dovremmo seguire tutto in modo più concreto, non nebuloso. Per questo motivo, prima di tutto, dobbiamo sapere che cosa significa Santi Maha Sangha.
Abbiamo iniziato a studiare e imparare il Santi Maha Sangha quando ho fatto il suo programma. Sapevo molto bene che, per poter studiare bene il Santi Maha Sangha,  ci serviva una base generale di tutta la conoscenza globalmente. Perchè quando si studia qualcosa non ci si può fermare a un certo punto dicendo che quello è tutto.
L’antica tradizione tibetana, chiamata Nyigmapa, deriva da quello che Guru Padmasambhava insegnò quando era in Tibet. Tutto quello cheinsegnò è stato mantenuto e continuato ed è chiamato la scuola Niyngmapa. Quando in questa scuola si parla degli Insegnamenti si dice che ci sono nove veicoli, che comprendono tutti gli insegnamenti del Buddhismo relativi alla tradizione tibetana. Ad esempio abbiamo l’Hinayana e il Mahayana, la tradizione del Sutra, ossia gli insegnamenti orali di Buddha Shakyamuni. Poi c’è la tradizione Vajrayana, con i livelli superiori e inferiori, anche questi relativi agli insegnamenti di Buddha. Ma il punto essenziale non è l’insegnamento orale di Buddha che significa che, essendo un essere umano, parlava e gli studenti ascoltavano e prendevano qualche appunto. Lo facciamo anche  oggi, gli insegnanti spiegano e gli studenti ascoltano: questo è orale. Ma non è il principio del Vajrayana, è quello del Sutra che è l’insegnamento orale di Buddha. Invece sono state le trasmissioni del Buddha a trasmettere il Vajrayana, dove abbiamo i tantra minori e superiori. Nel primo caso, nella tradizione Nyingmapa, si parla di tantra esterni e interni delle tre serie Kriya, Ubaya e Yoga, che sono sempre le stesse in tutte le scuole. Ma riguardo ai tantra superiori invece di sono diverse scuole in Tibet.
I tantra superiori nella tradizione Nyingmapa sono divisi in tre serie chiamate  nang gyud de sum, che sono i tantra interni detti così perchè  Kriya, Ubaya e Yoga sono esterni. Tantra interno vuol dire che si va più a fondo nella conoscenza e sono un poco più elevati. Quindi non sono chiamati tantra ma nang gyud de sum, i tre yoga. Yoga significa conoscenza e comprensione.
Questa classificazione si trova solo nell’antica tradizione Nyingmapa, sono i nove veicoli. Nei tantra superiori ci sono Mahayoga, Anuyoga e Atiyoga, le tre serie del Vajrayana, che però non esistono nelle altre scuole dove c’è solo il Mahayoga, perchè Guru Padmasambhava iniziò con quello.
Ad esempio, all’epoca di Padmasambhava furono tradotti molti tantra radice, come il Guhyasamaja. In seguito altre scuole dissero che queste erano antiche traduzioni e così andarono in India per cercare i tantra originali.  Trovarono ancora praticanti e alcuni esperti di quei tantra e li tradussero nuovamente. Queste sono state chiamate nuove traduzioni, dove a volte ci sono leggere differenze con quelle più antiche, a volte non ce ne sono.
Sono leggermente diverse perchè questi studiosi più recenti che fecero le traduzioni avevano un approccio molto più intellettuale, davano molta importanza al lessico piuttosto che al senso, al loro significato. Gli antichi traduttori invece, come Vairocana, andavano all’essenza e conoscevano il vero senso. Ecco perchè a volte si possono trovare piccole differenze. Ma l’essenza di questo insegnamento è una traduzione più autentica.Quindi nella tradizione Nyingmapa si parla di nove veicoli.
Siamo praticanti Dzogchen e seguiamo gli insegnamenti Dzogchen e in questi si fa riferimento ai tre tantra interni e l’ultimo , il più essenziale, è l’Ati yoga, l’insegnamento Dzogchen. Il secondo dei tre tantra interni è l’Anuyoga. Entrambi questi Yoga non sono diffusi nelle scuole della tradizione moderna, in particolare nella tradizione Gelugpa e Sakyapa. Nella scuola Kagyupa vennero diffusi più tardi grazie ai terton, ce ne furono molti e i primi furono nella scuola Kagyupa. Questi  trovarono molti insegnamenti di Guru Padmasambhava riguardanti lo Dzogchen e l’Anuyoga. Poi in seguito scoprirono che questi insegnamenti appartenevano alla scuola Nyingmapa, ma nel frattempo si erano diffusi anche nella scuola Kagyupa.
Nei Sakyapa questo è avvenuto molto poco. Ci fu un terton chiamato Tsharchen Losal Gyatso, fondatore di una della correnti della tradizione Sakyapa chiamata Tshar.  Questi ebbe alcune visioni e trovò un terma che era un insegnamento di Guru Padmasambhava, che poi entrò a far parte della tradizione Sakyapa, anche se i Sakyapa  considerano che questi insegnamenti appartengono alla tradizione Sarpa, che è la più esssenziale ma non è da loro ufficialmente riconosciuta. Per questo motivo non è molto diffuso e neanche lo Dzogchen e l’Anuyoga. Ma ovviamente non vuol dire che  non ci siano praticanti Dzogchen nelle scuole Kagyupa, Sakyapa e Gelugpa. In particolare fra questi ultimi di solito i praticanti Dzogchen vengono scoperti quando muoiono perchè praticano in segreto. Infatti se lo facessero apertamente molti maestri Gelugpa non sarebbero d’accordo perchè i Gelugpa sono molto intellettuali.
Se si va all’essenza dell’insegnamento non si incontrerà nessuno di questi problemi. Ma noi viviamo nella visione dualistica, nella nostra società tutto è limitato. Quindi, in questo caso dobbiamo accettare e rispettare, altrimenti non saremmo in grado di fare molto. Allora dobbiamo capire che ciò che stiamo cercando di fare è imparare gli insegnamenti Dzogchen.  Per questo motivo ho iniziato a preparare il programma di studio e pratica del Santi Maha Sangha. Non è sufficiente studiare  uno dei Tantra Dzogchen, abbiamo bisogno di una conoscenza di base globale (dell’insegnamento).
So bene che non è così facile, soprattutto per gli occidentali che non conoscono la lingua tibetana,  ci sono tanti libri e modi diversi di spiegare. Non potevo chiedervi di leggere un libro di Longchenpa e Jigme Lingpa. Non avremmo potuto progredire in questo modo.
Ecco perchè ho pensato e preparato la base del Santi Maha Sangha. Per anni ho studiato e letto molti testi, da cui ho preso i punti più significativi. Dopo di che quel testo è stato tradotto in inglese e altre lingue occidentali. Poi l’ho trasmesso in modo che lo si potesse  studiare e applicare. Quindi oggi stiamo dicendo che dovremmo studiare la base del Santi Maha Sangha, di cui c’è un libro dove si possono imparare molti aspetti significativi dell’insegnamento buddhista in modo generale. Poi pian piano si va avanti  con il training del primo e secondo livello.
Molti dicono: “Sto facendo il Santi Maha Sangha per diventare un istruttore”, ma non è corretto, è solo la vostra idea. Non bisogna pensare che prima di tutto si vuole insegnare a qualcuno, ma  piuttosto: “Voglio prima di tutto scoprire la mia vera natura. Voglio essere in quello stato e quando  mi sarà familiare allora potrò insegnare”. Se non siete in questa conoscenza e state solo leggendo un libro è un modo intellettuale e si dice che “danzare su un libro”. Non potete comunicare nulla della vera essenza dell’insegnamento. Dovreste quindi imparare la base del Santi Maha Sangha in questo modo.
Prima di tutto dovreste costruire la vostra conoscenza e una base concretamente. Naturalmente se già avete quella base potete comunicare e fare del vostro meglio per aiutare gli altri. Quindi è molto importante avere una conoscenza qualificata. In secondo luogo, dovete provare a dare insegnamenti agli altri. In questo modo  vi allenate a essere  istruttori di Santi Maha Sangha. Così prima si fa l’esame della base, poi del primo livello, del secondo livello e si va avanti. Ma questo non è  il  Teacher Training. Teacher Training significa che avete fatto una formazione per istruttori e che quindi dovreste diventare un  insegnante, perché dovreste di insegnare agli altri.
Dovremmo osservarci un po’. Come posso insegnare agli altri? Si insegna attraverso i tre aspetti di corpo, voce e mente. Noi abbiamo queste tre esistenze  che devono corrispondere con la base. Dovremmo  imparare e applicare ciò che è spiegato nella base degli insegnamenti. Se voglio insegnare qualcosa agli altri, prima di tutto ho bisogno di avere una conoscenza sufficiente per insegnarlo in modo concreto. In secondo luogo, devo sapere  che ho un rapporto con la persona con cui parlo e comunico. In questo caso quello che faccio deve corrispondere a questo.
Almeno dovremmo pensare un poco a queste piccole cose, al nostro atteggiamento e al nostro modo di essere presenti. Se volete essere un istruttore non potete essere una persona strana, dovreste almeno essere una persona normale, ossia che vi guardate intorno e vedete che cosa sono le persone normali. Non vi chiedo di diventare monaco o monaca, di tagliarvi i capelli, ecc. Ma che vi presentiate come una persona normale e che applichiate il vostro atteggiamento in modo normale. Se fate cose strane allora è molto difficile che gli altri vi accettino davvero. Un insegnante non deve essere strano, io non sono strano. Ad esempio,  cerco di insegnare lo Dzogchen presentandomi come  un insegnante, vivo e faccio tutto in modo normale. E che cosa fate voi? Se accettate il mio atteggiamento, allora posso comunicare con voi. Se facessi cose strane non mi accettereste. Ad esempio non credereste a quello che dico. Questo è legato al livello fisico, al nostro corpo.
Poi abbiamo l’aspetto della voce. Insegnare vuol dire che stiamo comunicando e parlando, parlare significa che dovremmo conoscere e trasmettere il vero senso dell’insegnamento, il modo in cui comunichiamo e collaboriamo con quella persone, i desideri di quelle persone e le loro idee, ecc. Non basta dire di aver imparato che in un libro si dice che dovresti essere così e che ora devi fare questo. Tutto è nella condizione relativa e lavorare con le circostanze è molto importante nell’insegnamento Dzogchen. Pertanto anche questo è relativo all’aspetto della voce.
E ovviamente con l’aspetto della mente cerchiamo di fare del nostro meglio – prima di tutto sappiamo qual è il punto principale dell’insegnamento. Osserviamo noi stessi, come integriamo questo e come questo corrisponde al nostro atteggiamento, al nostro modo di pensare,  tutto.
Quindi sono molto felice quando dite di voler fare il Teacher Training del Santi Maha Sangha. Lo state facendo seriamente e naturalmente è molto importante. Da anni e anni sto cercando di far comprendere  il senso reale degli Insegnamenti  ai miei studenti. Non lo sto facendo  per sentirmi importante, un insegnante con alcuni studenti. Conosco molto bene la condizione umana, ci sono tanti problemi e pensando a come sono i nostri problemi, gli insegnamenti Dzogchen sono molto preziosi in quanto possono veramente portare benefici per superare tutti questi problemi.
Voi sapete che la prima cosa che impariamo nello Dzogchen è  osservare noi stessi. E che cosa scopriamo? Scopriamo quanti tipi di limitazioni abbiamo. Vi ho detto molte volte, ripetutamente, che quando incontrai il mio maestro Changchub Dorje, prima di lui avevo avuto molti maestri e avevo ricevuto molti insegnamenti di Sutra e Tantra, ecc. Non pensavo certo che non fossero importanti. Pensavo che fossero tutti  molto importanti e non solo, ma pensavo di aver capito tutto. Avevo studiato in collegio per molti anni ed ero orgoglioso perchè ero diventato un esperto di buddhismo. Conoscevo tutti gli insegnamenti Sutra e Tantra. Ma più tardi, quando incontrai il mio maestro Changchub Dorje, lui mi ha fatto capire il vero senso degli insegnamenti Dzogchen. Pensavo di sapere tutto, ma nel vero senso non ero in quella conoscenza.
Ad esempio, quando si studia in scuole diverse, in ciascuna di esse si imparano tawa, gonpa e chopa, e quindi l’applicazione e l’atteggiamento. Questi sono punti molto importanti nelle scuole, ciascuna ha il suo  punto di vista. Quando seguivo la tradizione Sakyapa, imparai il punto di vista dei Sakyapa. Il maestro più importante dei Sakyapa è Sakya Pandita., che  spiegò la sua conoscenza del Buddha. Ma tutte le altre scuole, i Kagyupa e i Gelugpa, non accettavano ciò che Sakya Pandita  diceva. Seguivano il loro modo di vedere, un modo diverso.
Quindi ogni scuola ha il suo punto di vista, lo sostiene e pensa che sia molto importante. Come sono nati questi punti di vista? Con la logica e lo studio. Ci sono tre logiche: diretta indiretta e la logica della fede e con questo hanno stabilito tutto.  Una volta stabilito il proprio punto di vista con questa logica, erano sicuri al cento per cento che fosse la vera condizione. Così, vedete, ogni scuola ha un punto di vista diverso. Se si trattasse di qualcosa di reale e concreto, perché ci sono differenze? Ma affermano sempre  che questo è l’insegnamento del Buddha. Ma Buddha non ha creato queste scuole diverse, si sono sviluppate in seguito.
Quando incontrai il mio maestro Changchub Dorje credevo davvero di sapere tutto. Quando mi spiegò l’insegnamento Dzogchen disse: “Ora vi spiego il punto di vista dello Dzogchen. Prima di riceverlo dovete distinguere la differenza tra la funzione degli occhiali da vista e lo specchio. Gli occhiali da vista sono per guardare esternamente. Se avete occhiali da vista molto potenti e forti potete vedere cose anche molto piccole. Ma in questo modo vi concentrate al di fuori, dualisticamente. Voi state guardando e voi state vedendo qualcosa. Questa si chiama visione dualistica”.
Poi ha detto che quel tipo di logica e di punto di vista (che avevo studiato) non hanno alcun valore. Naturalmente da un punto di vista relativo vanno bene  per il mantenimento di scuole e tradizioni, ma se vogliamo andare nell’essenza del vero insegnamento del Buddha, non hanno alcun valore.
Qual è il valore del modo di vedere Dzogchen, di quel punto di vista?  L’esempio è lo specchio. La funzione dello specchio è differente dalla funzione degli occhiali. Noi guardiamo nello specchio, non stiamo guardando al di fuori. Tu guardi e pensi che lo specchio sia di fronte a te, ma ciò che appare è il tuo volto. Quello che scopri è il tuo volto, non è lo specchio. O qualche oggetto al di fuori di te. Quindi è un buon esempio di come dobbiamo osservare i nostri aspetti del corpo, della voce e della mente. Quando osserviamo noi stessi, scopriamo tutti gli aspetti del nostro corpo, voce e mente e gli infiniti limiti che abbiamo, che  sono la fonte del samsara, della sofferenza.
Vedete, anche  nella nostra condizione umana a livello relativo ogni paese dice: “Noi abbiamo il governo” per esempio e come è il governo? Ci sono i partiti di destra e di sinistra che sono sempre in lotta. Che cosa significa? Questo è un limite. Poi è molto bello quando si parla di pace del mondo e diciamo: “Oh ci piace molto la pace.” A tutti piace, ma come possiamo avere la pace?  avere la Solo se andiamo al di là di questi limiti. Se uno è a destra,  l’altro a sinistra, non c’è pace. Se si ha una visione dualistica, io sono qui, loro sono lì, non c’è pace. Se vogliamo la pace, dobbiamo  andare oltre questo. Questo principio è spiegato direttamente dall’insegnamento  Dzogchen. Questa conoscenza è indispensabile non solo per fare la meditazione, ma anche a livello relativo per vivere nella nostra società. Per questo motivo cerco di spiegare e far capire questa conoscenza. Dico che ciò che dovremmo imparare è l’insegnamento Dzogchen e applicarlo. Ad esempio, stiamo facendo Ati Guruyoga e l’abbiamo imparato e lo applichiamo, in quel momento, in che stato siamo? Siamo nello stato oltre i limiti.

Esssere nello stato di Ati Guruyoga, anche  solo per pochi secondi, vuol dire essere al là di questi limiti. Naturalmente possiamo fare questa pratica molto spesso. Ma non siamo sempre in quello stato. Abbiamo un corpo fisico e il corpo ha bisogno di muoversi, ha bisogno di mangiare, ha bisogno di dormire, se non facciamo tutto questo la nostra vita non continua. Quindi è indispensabile che rispettiamo la nostra condizione relativa. Così possiamo imparare e applicare Ati Guruyoga, ma dopo pochi secondi dopo aver fatto la pratica, siamo di nuovo nella visione dualistica. Ma se avete la fortuna di imparare l’insegnamento Dzogchen e fin dall’inizio il maestro vi ha introdotto, questa si chiama condizione mentale, la natura della mente.
Quando sei oltre i tuoi limiti, sei nella natura della mente. Quando giudichi e pensi sei sempre nel tempo e nello spazio. Questi si chiamano concetti mentali. Tu lo hai già imparato. Poi sai “Ah, sì, ora capisco, il principio dell’insegnamento è essere nello stato della contemplazione” che e significa essere al di là dei limiti e al di là del giudizio e del pensiero. Questo è essere nello stato di Ati Guruyoga, anche se siamo stati in quello stato solo per un breve periodo. Dopo di che, siamo nella visione dualistica. In questo caso stiamo pensando che questa è la vita normale. Poi seguiamo la mente, Crediamo a ciò che la mente giudica e pensa e così lentamente sviluppiamo, diventiamo al cento per cento sicuri, schiavi della nostra mente e avremo o tanti problemi.
Ecco perché dico sempre che cosa è la cosa  più importante dopo l’Ati Guruyoga è essere presenti. Quindi questo è ciò che dovremmo imparare e applicare. Ad esempio, per essere presenti non c’è bisogno di andare in un tempio o di fare una particolare posizione con il proprio corpo fisico. Non è necessario cantare mantra o qualcosa del genere. Non è necessario fare una visualizzazione o qualcosa che si ha bisogno di imparare con la mente. Si può essere presenti a ciò che sta accadendo nella propria vita. Se parli con qualcuno  sei presente, sai che stai parlando, se stai dormendo sai che si stai andando a dormire. Tutto ciò che stai facendo, sai che la stai facendo. Questa si chiama presenza. Presenza negli insegnamenti Dzogchen significa che osserviamo quello che stiamo facendo. Se hai questo tipo di presenza, puoi fare del tuo meglio con qualsiasi cosa.
Quindi, se volete diventare istruttori di Santi Maha Sangha,  dovreste avere questo tipo di atteggiamento. Sapete che viviamo nella visione dualistica dove tutto è interdipendente. Quindi abbiamo questa presenza. Quando sappiamo questo, sappiamo che dobbiamo rispettare gli altri a come è la loro dimensione. State diventando istruttori e dovete sapete come lavorare con tutti gli esseri senzienti. Questo è ciò che dovremmo imparare e ciò che dovremmo fare.
Questo è l’obiettivo del nostro training di Santi Maha Sangha e quello che stiamo imparando. Per esempio, quando domani faremo il Teacher traing del Santi Maha Sangha,  vi verrà fatta  una domanda e dovreste rispondere in base a ciò che avete imparato nel libro della base del Santi Maha Sangha. Lo dovreste spiegare. Ma non staremo solo facendo un esame di ciò che si sta spiegando. Avremo anche bisogno di comprendere il vostro atteggiamento e il modo di pensare. Avremo anche bisogno di capire il vostro modo di comunicare alle persone – la vostra conoscenza dell’interdipendenza nella vostra dimensione. Se mancano queste cose, anche se siete molto intelligenti nel ripetere le parole,  la lettura e la spiegazione dei libri non è sufficiente. Abbiamo anche molti istruttori di Santi Maha Sangha qui che hanno già avuto questa esperienza e hanno fatto questo per molti anni. In questo esame non sono l’unico a giudicare, anche loro vi giudicano, così dovreste saperlo e  cercare di fare del vostro meglio. Questo è il nostro training del Santi Maha Sangha.

Download PDF