La bellezza salverà il mondo? – La storia di Lidiya Dzhebisahvili

Lidiya Dzhebisashvili

La praticante del Chöd e creatrice di gioielli autodidatta Lidiya Dzhebisashvili della Crimea parla del suo percorso creativo e del suo viaggio spirituale

Mi chiamo Lidiya Dzhebisashvili. Sono nata e cresciuta in Crimea insieme alle mie due sorelle con mia madre che ci ha insegnato a salvare gli animali e ad aiutare gli anziani e con mio padre che ci ha insegnato ad essere creativi e saggi. Casa nostra era sempre piena di artisti provenienti da Mosca e da San Pietroburgo che adoravano mia madre e mio padre e la nostra libreria era piena di libri d’arte e di letteratura esoterica.

Un giorno, erano nella scuola secondaria, mio padre mi ha chiesto dove mi sarebbe piaciuto andare a studiare una volta finita la scuola. Senza pensarci troppo ho risposto: “Da nessuna parte. Possa imparare tutto da sola”. Ricordo ancora il suo sorriso e il suo sguardo di approvazione. Questa sicurezza delle mie capacità viene da lui. Non solo perché assorbivo tutto da lui, osservando la sua sicurezza e il suo approccio ingegnoso nel risolvere i problemi ma anche perché i miei genitori organizzavano le mie giornate in modo tale che dopo scuola andavo a fare sport e a frequentare gruppi artistici, dal karate alla fotografia, dal piano alle lezioni di flauto alla scuola d’arte. Mio padre riteneva che queste attività fossero di maggior beneficio del semplice curriculum scolastico anche se per me a volte mi annoiavo e così con il permesso dell’insegnante, una volta ho fatto un esame registrando una melodia Khachaturiana con le mie narici, e facendo così sempre ridere i miei genitori.

Mio padre da giovane era stato nell’esercito di Baikonur [Kazakhstan], e come molti suoi commilitoni essendo stato esposto alle radiazioni era molto malato e ha lasciato questa vita presto lasciandomi in dono il credere in me stessa e nelle mie capacità. Conservo questo dono con gratitudine nel mio cuore e cerco di arricchirlo sviluppando tutto ciò che mi interessa. Non solo, imparare qualcosa di nuovo è un allenamento utile per pensare e per la pratica.

Nel frattempo nostra madre ci ha insegnato ad aiutare e a salvare tutto ciò che è vivo – insetti, animali e persone. Faceva tre lavori e in più riusciva ad occuparsi di tutti noi e ci ha insegnato a fare di tutto per aiutare i bisognosi. Nessuna anziana con sacchi pesanti andava a casa senza il nostro aiuto. Tutti i meriti provenienti dalle attività caritatevoli delle mie sorelle vanno a lei.

Gli anni passavano e finita la scuola sono andata a Mosca per lavorare e aiutare mia madre e le mie sorelle. Velocemente ho imparato ad applicare unghe e ciglia dalla zia del mio ragazzo Maxim, Nadezhda e grazie a Maxim ho potuto comprere tutto il materiale. Ho iniziato a lavorare con successo in un centro di bellezza e studiavo canto. Così passarono quattro anni senza che vedessi alcun tipo di realizzazione personale nella società.

Sono tornata in Crimea e insieme ai miei amici d’infanzia mi sono trasferita nell’antica città rupestre di Mangup-Kale, leggendo testi buddhisti e tornando a casa a Simeiz di tanto in tanto. Nel 2002 finalmente ho incontrato i miei due maestri, Namkhai Norbu Rinpoche e Bogdo Gegen Rinpoche, quest’ultimo il mio maestro del Chod, da cui andai nel 2003 in India e in Nepal per imparare la pratica del Chod. Per due anni ho fatto ritiri personali in luoghi sacri vicino alle caverne di Padmasambhava, ricevendo anche insegnamenti da S.S. il Dalai Lama e da Lama Wangdu Rinpoche. È stato grazie al mio ex marito Maxim che ho potuto fare questo viaggio!

Quando sono tornata due anni dopo ho incontrato Fabio Andrico e mentre stavamo a Tashigar North in Venezuela, vicini al nostro maestro Chögyal Namkhai Norbu una mia amica mi ha chiesto di aiutarla ad aggiustare una collana rotta. Sedute a terra nella nostra stanza ho messo tutte le perle a terra e la luce del sole ha fatto correre liberamente la mia fantasia. Volevo che la collana fosse ancora più bella di prima che si rompesse. Ero così presa dalla cosa che non avevo notato Fabio che mi osservava incuriosito. Mi disse che avevo talento e che avrei potuto vivere facendo gioielli.

Dal successivo viaggio a New York Fabio mi aveva portato un sacco di perle, fili e attrezzi che uso ancora adesso. Dopo aver ricevuto alcune istruzioni da Fabio – da giovane per viveve faceva braccialetti – mi sono immersa in questa nuova ricerca e in un paio di settimane dopo sono andata con le mie sorelle del Vajra nelle infinite spiagge di Margarita. Mentre loro nuotavano e prendevano il sole io dal bordo dell’oceano offrivo in vendita i miei gioielli ai turisti. Non so da dove mi venisse il coraggio perché riguardando indietro ora so che è stato rischioso. Il Venezuela non è il posto più sicuro al mondo. Conoscevo i ‘frequentatori’ della spiaggia, altri venditori, cuochi, i camerieri dei caffè e anche qualche delinquente locale. Gli artigiani erano gentili e mi hanno accettata nel loro circolo spiegandomi le regole locali – non competere mai con un collega, lasciare che un collega mostri qualcosa a un gruppo di turisti anche se questi sono interessati alle tue creazioni. Mi piacevano queste regole e con facilità mi sono inserita in questo mondo e nei problemi dell’isola invisibili agli occhi dei turisti.

“Bella ragazza, se qualcuno cerca di offenderti rispondigli che Don Jose lo ucciderà per te” – è quello che un ganster locale a cui piaceva il mio coraggio mi disse quando mi chiese cosa facessi in Venezuela.

La vendita dei gioielli sulla spiaggia andava molto bene. Creativamente ho elaborato nuovi disegni e senza accorgemene ho iniziato a pensare usando nuove categorie. Anche se avevo molto insegnanti disposti a condividere con me i loro segreti e i dettagli nella realizzazione dei gioielli tutto è iniziato dal pavimento della nostra casa in Venezuela. Così Fabio non solo mi ha aiutata ad avvicinarmi di più a RInpoche ma è stato la mia guida nel mondo della creazione di gioielli.

Ho iniziato a viaggiare per il mondo seguendo Namkhai Norbu Rinpoche cucinando per lui e ogni tanto tornavo da Bogdo Gegen Rinpoche per fare dei ritiri in Himalaya. Quando poi sono tornata in Crimea ho raccontato a una stilista, da cui ordinavo dei vestiti per il Maestro e per me, dei miei viaggi, che vivevo a volte nell’isola Margarita e della mia intenzione di fare dei gioielli in argento. Questa stilista conosceva una gioielliera di Sevastopol, Elena.

Elena desiderava andare a Margarita da tanto e quando è venuta a sapere che ci vivevo per lunghi periodi mi accolse calorosamente. Ancora oggi mi prepara i filo d’argento e le basi per fare anelli. Ma la cosa più importante che mi ha insegnato è come saldare l’argento e negli anni mi ha sempre incoraggiata in tutti i modi di studiare saldature e gli smalti a caldo. Altri fantastici amici come Yomaira di Caracas, Lalita, Morgan, ed altri che mi hanno aiutata con i materiali, dandomi informazioni sui materiali e gli strumenti di lavoro a cui sono molto grata. L’estate scorsa sono andata nella bella San Pietroburgo per un corso sugli smalti a caldo tenuto da un magnifico insegnante e ora padroneggio questa ipnotica tecnica.

Amo ricevere messaggi di gratitudine da chi mi ha comprato orecchini o anelli e quando condividono le loro emozioni positive indossandoli. Mi piace lasciar andare liberamente la mia creatività e vedere nascere delle nuove creazioni dalle mie dita. Per me è veramente magico – prima era solo nella mia mente e ora è di fronte a me sul tavolo.

Lidiya DzhebisashviliMa forse se non fosse per mia madre e la partecipazione a un’associazione benefica (a casa abbiamo un piccolo rifugio con 20 gatti e 4 cani), non sarei così attiva, piuttosto passerei più tempo in ritiro in qualche caverna nepalese, ma il sentimento di responsabilità per coloro che mi sono vicini, per quelli che posso aiutare con la bellezza, mi ispira a continuare. La Crimea del sud è uno dei posti più belli al mondo e ho la possibilità, vivendo una vita semplice, di lavorare, praticare e studiare a casa mia. Ho il mio senso della bellezza e se risuona con quello di un’altra persona questo mi rende molto felice. Traggo ispirazione dai maestri del passato, vissuti molti secoli fa, e sono in molti a percecire un’aria antica nei miei lavori.

Vivendo in Crimea sono molto fortunata ad avere vicino la creatura del Maestro Chogyal Namkhai Norbu, Kunsangar South.

Come forse sapete esiste una tradizione artistica che viene da Rinpoche stesso. Spesso l’ho osservato come piegava gli origami, come ritagliasse dalla carta un doppio dorje o come preparava o braccialetti di protezione. In parte li metteva subito alle aste organizzate per raccogliere fondi e contribuire al mantenimento del Gar o per il luogo dove si teneva il ritiro. Ma il suo ornamento più prezioso, La Preziosa Ghirlanda, il regalo più importante tra i suoi Insegnamenti, vive nei suoi studenti. Per questo qualunque cercatore sincero, pur senza soldi ma avendo ricevuto la Trasmissione, può entrarci in contatto.

Insieme al Gakyil di Kunsangar South stiamo creando dei Melong dalla cui vendita, a netto delle spese dei materiali, sarà devoluto destinato ai ritiri a Kunsangar South. In questo modo rendiamo omaggio a Fabio, il mio primo insegnante di gioielleria, con i fondi della prima serie di Melong destinandoli alla copertura dei costi per l’organizzazione del suo prossimo ritiro al Kunsangar South.

I prossimi set di Melong saranno destinati all’organizzazione dei ritiri con altri istruttori della Comunità Dzogchen. Questo progetto ha avuto molto successo e spero che in futuro continueremo a raccogliere denaro per Kunsangar South usando attività creative.

Finché l’insegnamento sarà vivo lo sarà anche Rinpoche, e la bellezza, almeno un po’, salverà il mondo.

Contatti di Lidiya:

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