La storia di Curzio – Come ho incontrato Chögyal Namkhai Norbu

how I metCiao! Mi chiamo Curzio Aloisi e questa è la storia di come ho incontrato Rinpoche.

È una storia semplice, niente di miracoloso, una storia di amicizia e di connessione.

Tutto è cominciato quando avevo sette anni. Era settembre 1989 quando nella mia scuola inglese a Roma arriva questo bambino, Jampel Del’Angelo. Avevo già il mio migliore amico, Paco. Grazie a lui ero il manager della squadra di calcio della pausa pranzo, ne ero molto onorato ed orgoglioso. Non sapevo che con quell’incarico non mi avrebbero fatto giocare anche perché probabilmente non ero bravo a calcio.

Questo ragazzino, Jampel, velocemente era riuscito a cresce in popolarità. Intelligente, atletico, naturalmente alla moda e le ragazze lo adoravano. Entrato nella squadra di calcio mi ha subito licenziato come manager, o piuttosto, ha infranto le mie bolle di sapone. È stato doloroso, come una doccia fredda. Comunque siamo diventati amici. È da lui che ho imparato ad indossare jeans slavati, giocare al videogioco portatile Sega e come divertirsi! Ero un ragazzino problematico e lui era sempre lì per me, come un buon amico.

Abbiamo dormito l’uno a casa dell’altro e così ho conosciuto la sua famiglia, Giacomella, Andrea e Matteo. Giocavamo nel suo giardino, osando arrampicarci sugli alberi, facendo flessioni, lottando, giocando con i video giochi e andando al parco. Era fantastico! Girando per casa loro ho notato molti dipindi orientali su tela, soprattutto uno che ritraeva una signora mezza nuda che suona dei tamburi appeso su di una colonna a destra dell’entrata. Matteo aveva nella sua stanza un bel dipinto tibetano, o forse era la stanza di Jampel, ci sono cose che non ricordo più bene. Ricordo però che è stato un bellissimo periodo. Durante una vacanza estiva mio parte mi ha portato sul monte Amiata in Toscana e ho potuto così passare più tempo con i miei amici e la loro famiglia. Avevano appena comprato una bella casa in campagna e doveva essere restaurata. Abbiamo dormito in un appartamento a Roccalbegna, era molto divertente correre in giro, avevano anche dei cavalli. È qui che ho conosciuto Enrico, lo zio di Jampel e suo nonno. Un giorno siamo andati a Merigar.

A quel tempo Rinpoche non c’era ma abbiamo pranzato lì, alla casa Gialla, pasta al curry, è stata una delle prime volte che ho assaggiato il curry, lo ricordo chiaramente. Giocavo a fare il pescatore con una canna da pesca immaginando che la strada polverosa fosse un fiume. La canna da pesca era un regalo di mio padre per il mio compleanno, appassionato di pesca. Oggi raramente vado a pescare e quando lo faccio provo a farlo con gioia e cercando di integrare.

Dopo quell’estate io e Jampel ci siamo persi di vista, andando in scuole medie e liceo diversi.

Poi è successo qualcosa. Alla fine del liceo ho cominciato a interessarmi alla meditazione. In un viaggio con la mia famiglia a New York ho comprato un libro ‘Tibet mistico’ di Lama Anagorika Govinda nel famoso Barnes and Nobles, a Union Square. Di ritorno dalle vacanze ho deciso di trovare una centro in cui fare meditazione. Allora vivevo in un piccolo villaggio vicino a Cambridge, in Inghilterra. Ho cominciato a far parte della comunità del maestro Sri Chinmoy. Funzionava ed era potente ma avevo difficoltà a seguire le regole dell’ashram. Quando me ne sono andato era abbastanza sconvolto ma avevo capito che voleva fare delle pratiche ‘buddhiste’.

In quel periodo ero a Roma, giusto in tempo per partecipare alla festa dei 18 anni di Jampel e rivedere il mio amico di un tempo. Era bello rivederlo di nuovo! Giacomella e Andrea erano anche loro felici di vedermi. Parlando con loro hanno scoperto il mio interesse nella meditazione e Giacomella mi ha consigliato di leggere il libro tibetano sul vivere e morire di Sogyal Rinpoche. Così la settimana dopo l’ho letto. Per la prima volta leggevo qualcosa sullo Dzogchen ed era molto interessante.

Jample ed io abbiamo cominciato a vederci più spesso e una sera durante una cena a casa di Jampel a Roma Giacomella aveva preparato delle eccellenti lasagne e come sempre ha parlato di una grande maestro Dzogchen che stava in Toscana vicino a casa loro e che avrei dovuto andare al ritiro estivo.

E così ho fatto. Ero di nuovo a Merigar dopo tanti a anni ed ero eccitato all’idea di ricevere l’introduzione diretta!

Doveva essere il 2002, era un ritiro Longsal e Rinpoche era grande! Ho conosciuto molte persone e c’era il mio maestro di scuola, di quando avevo sette anni! Che coincidenza!

Non ho capito né sperimentato molto. Sono andato al ritiro dell’anno successivo e questa volta alla fine, mentre tornavo a casa in moto, ho avuto una chiara esperienza del mio stato. Sono estremamente grato di aver incontrato Rinpoche, il maestro e la Comunità. E tutto grazie all’amicizia e alla connessione.

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