L’Archivio multimediale a Merigar

Tra memoria storica e sguardo al futuro

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Filmati, registrazioni audio, foto, scritti e documenti.

C’è una grande ricchezza di materiali diversi nell’Archivio della Shang Shung Foundation a Merigar West. Ci sono quarant’anni di storia della Comunità Dzogchen, a cominciare dalle testimonianze dei primi studenti del maestro Chegyal Namkhai Norbu che, negli anni 70, sentivano il bisogno di far conoscere quello che stava accadendo e che stava cambiando la loro vita.

Questo desiderio di condivisione non si è mai fermato.

Da ogni parte del mondo, di pari passo con la crescita della Comunità Dzogchen Internazionale, sono arrivati e continuano ad arrivare documenti sugli Insegnamenti del Maestro espressi anche attraverso il racconto, il gioco, il dialogo o un semplice sguardo o gesto.

_IMG_0769Nell’Archivio a Merigar ci sono i grandi eventi che il sorprendente spirito di collaborazione della Comunità ha reso possibili: convegni, avvenimenti culturali, piccoli e grandi, interculturali ed interreligiosi, momenti ludici, festeggiamenti. Emerge chiara la testimonianza dello sviluppo dei rapporti della Comunità con i luoghi, la gente e le Istituzioni che l’hanno ospitata.

Un gioiello dell’Archivio sono i meravigliosi viaggi in luoghi di grande importanza spirituale e storica, intrapresi dal Maestro con gruppi di suoi studenti, in alcuni casi documentati dal Maestro stesso.

Ci sono le registrazioni degli Insegnamenti di importanti Maestri della tradizione buddista, che sono stati ospitati nei luoghi della Comunità Dzogchen. E ancora, le registrazioni dei corsi degli Istruttori sulle diverse pratiche, sul Santi Maha Sangha, sullo Yantra Yoga, il Kumar Kumari e la Danza del Vajra.

Il materiale che è arrivato per gran parte dai praticanti è diventato un bene comune, accessibile a tutti. È stato negli anni organizzato e catalogato grazie al lavoro, l’interesse e la dedizione di altri praticanti e grazie a generose donazioni.

È del 2002 il primo progetto di digitalizzazione di una parte del materiale raccolto, convertito e registrato su CD e DVD. Nel 2008 arriva il primo Server per conservare il materiale nativo digitale che si stava cominciando a produrre.

_IMG-20180605-WA0020Nel 2013 si organizzano due importanti workshop che sono fonte di ispirazione per una generale riorganizzazione dell’Archivio. Il primo al Castello di Arcidosso, incentrato sull’archivistica digitale e con la presenza di esperti mondiali nel campo. Il secondo a Merigar condotto da due archivisti di fama internazionale, Bruna Colarossi e Peter Horsman.

Poi nel 2014 nasce Trenpa, una piattaforma di archiviazione digitale sviluppata internamente alla Shang Shung Foundation, con lo scopo di ottenere un ulteriore perfezionamento del processo di ingestione, archiviazione e preservazione del materiale multimediale fisico e digitale.

Contemporaneamente, con l’allestimento di alcune postazioni di lavoro, si avvia un processo di conversione in formato digitale ad alta risoluzione dei videotape analogici presenti in Archivio, che rischiano la smagnetizzazione del supporto magnetico e quindi l’illeggibilità.

Il numero di videotape digitalizzati è 6200. Ne mancano ancora 1470. Si è conclusa invece la digitalizzazione di 15.000 audiotape. Parallelamente alla digitalizzazione, si inseriscono i relativi metadati in Trenpa, per consentire una rapida ricerca.

Nel 2015 c’è una totale riorganizzazione dell’Archivio fisico. Il materiale audio e video viene riordinato per argomento, in ordine cronologico e secondo i 15 diversi formati. Il tutto viene posto in scatole etichettate con i dati essenziali. Il materiale fotografico, invece, viene suddiviso in collezioni, corredate da descrizione del soggetto, l’autore, il periodo, il luogo, il formato ecc.

Nel 2016 si realizza e si introduce in Trenpa un Titolario di Classificazione. È uno schema di organizzazione del materiale archivistico, che rende molto più semplice e chiara la collocazione e la ricerca dei documenti e quindi più sicura la conservazione della memoria comune. Il Titolario è uno strumento semplice ma professionale, che dà omogeneità e continuità alla catalogazione dei documenti nel tempo e che può essere messo a disposizione di tutti gli altri Archivi della Comunità Internazionale Dzogchen, cosa che è auspicabile che avvenga. Il lavoro fatto è stato imponente ma non è finito.

C’è ancora tanto da fare. Più di 300.000 file digitali debbono ancora essere indicizzati!

In questo momento le risorse umane ed economiche dell’Archivio sono molto limitate e diventa fondamentale il contributo di tutti quelli che hanno a cuore la conservazione e lo sviluppo del nostro patrimonio. Il nostro appello alla collaborazione è rivolto a tutta la Comunità Internazionale Dzogchen ma soprattutto a quella di Merigar, dove l’Archivio è nato e continua a crescere.

Conservare con strumenti contemporanei l’integrità della memoria storica significa garantirsi la possibilità di continuare ad essere presenti in un mondo che cambia.

Chi ha voglia di fare con noi questo percorso può mettersi in contatto con m.dangelo@shangshunginstitute.org

 

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