Il Maestro Shangpa Denys porta la Open Mindfulness a Merigar West

Foto di gruppo. Foto di Thomas Simoen

Dal 10 al 12 novembre 2017 Merigar West ha avuto il piacere di ospitare il Maestro Shangpa Denys per un seminario di formazione della Open Mindfulness. Essere presenti è la pratica più importante nell’insegnamento Dzogchen dopo il Guruyoga e va da sè che qualunque tecnica che possa sviluppare la presenza è per noi una preziona opportunità.

La Open Mindfulness Training, o OMT, è un metodo efficacie sviluppato da Lama Denys che guida sistematicamente i praticanti nel processo di sviluppare una presenza aperta e altruistica. È quello che lui chiama una filosofia umanistica, secolare e aconfessionale, concentrata sulla trasformazione di noi stessi e dei nostri valori etici e spirituali. Il metodo OMT è una formazione trasmessa in sessioni di pratica di otto fine settimana in due mesi, a cui segue una settimana di pratica. Per quanto condensata sia stata la presentazione a Merigar ha trasmesso una vera esperienza di consapevolezza, e allo stesso tempo ci ha dato alcuni strumenti di base che possiamo continuare ad applicare da soli. Uno di questi strumenti, la “visione panoramica”, è un modo semplice e inaspettato per aprire la nostra percezione senza focalizzazione, rafforzato dalla visione a 360° del Tempio della Grande Contemplazione di Merigar.

Shangpa Master Denys Brings Open Mindfulness

Foto Marco Almici

Lama Denys ha presentato i punti principali dell’OMT nella sua lingua madre, il francese, invece che in inglese come richiesto dai partecipanti. Grazie all’ottima e attenta traduzione in italiano di Juri di Cerbo, facilitatore OMT, siamo stati in grado di seguire tutto in due lingue. Al di là di questo Lama Denys ha parlato con tale chiarezza, lucidità ed empatia che molti di noi hanno avuto la sorprendente esperienza di riuscire a capire bene il francese.

Le spiegazioni date da Lama Denys sono state impegnative ed eloquenti, seppure concise, e in ciascuna sessione si è impegnato attivamente nel coinvolgere tutti i partecipanti incoraggiandoli a condividere le loro esperienze. con esperienze e comprensione ci ha guidati attraverso gli esercizi disegnati per dimostrare lo stato della presenza nella pratica.

La mindfulness aperta e altruistica va al di là degli obiettivi della “prima generazione della mindfulness” di ridurre lo stress e riuscire a rilassarsi, mettendoci in grado di sviluppare un nuovo modo di essere attenti, aperti ed empatici. Applicando alternativamente i tre livelli della mindfulness caratterizzati da queste tre qualità, in modo ripetuto e regolare favorisce quello che Lama Denys chiama un umanesimo naturale, o etica naturale, uno stato altruistico spontaneo e non duale.

Shangpa Master Denys Brings Open Mindfulness

Foto Marco Almici

Per illustrare cosa si intende per etica naturale ha citato la storia di un uomo anziano che era andato a prendere dell’acqua per suo nipote. Mentre il nonno stava tirando su il secchio dal pozzo il piccolo bambino, seduto sul bordo del pozzo, guardava i riflessi sulla superficie dell’acqua nel secchio. Ipnotizzato si sporge sempre di più fin quasi a cadere nel pozzo quando il nonno lo afferra mettendolo al sicuro. Si può sostenere che questo sia un atto etico ma il nonno ha agito senza pensarci, ha semplicemente agito. Se si fosse soffermato a fare considerazioni etiche il ragazzo sarebbe caduto e morto. Lo stato della presenza è capace di adattarsi alla situazione immediatamente. Vi suona familiare?

Applicando la mindfulness per periodi lunghi, brevi e brevissimi – nelle sessioni regolari di pratica o quando si ha tempo aspettando in fila, o tutte le volte che il telefono richiama la nostra attenzione suonando, accorciando decisamente gli intervalli di questi periodi possiamo trovarci in uno stato di costante presenza.

Se siete interessati e volete saperne di più sull’ OMT visitate il sito www.openmindfulness.net.  Se volete partecipare a un seminario OMT non esitate ad chiedere al Gakyil Bku di Merigar West di organizzarne un’altro in futuro (office@dzogchen.it).

Susan Schwarz

Lama Denys è l’erede spirituale diretto di Kyabje Kalu Rinpoche ed è il fondatore della Comunità Sangha Rimay. Come la Comunità Dzogchen il Sangha Rimay segue gli insegnamenti Dzogchen trasmessi da Garab Dorje e da Guru Padmasambhava e in seguito ha elaborati e diffusi dall’onniscente Longchenpa. Una decina di anni fa le due comunità hanno formalizzato il loro stretto legame tramite il Damdrog, amicizia del Samaya, tra Chögyal Namkhai Norbu e Lama Denys. Come espressione esteriore di questa amicizia Karma Ling, uno dei più importanti centri del Sangha Rimay in Francia, ha una replica in piccolo del Gönpa di Merigar. Il legame è rimasto forte in questi anni e nel 2016 Chögyal Namkhai Norbu  ha dato a Lama Denys il nome di Maestro Shangpa come riconoscimento del fatto che lui sia il detentore del lignaggio del Shangpa Kagyu, una piccola ma importante tradizione iniziata nel decimo secolo quando due jñanadakini, Niguma e Sukhasiddhi, hanno passato i loro insegnamenti al mahasiddha Kyungpo Naljor.

 

 

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