Monaci Drepung Kongpo Khangtsen a Lekdanling, UK

Impermanenza multicolore

di Premila Van Ommen

Durante la settimana di celebrazioni mondiali e di preghiere per il nostro amato Chögyal Namkhai Norbu i monaci Drepung Kongpo Khangtsen del grande monastero Drepung Loseling (anche conosciuto come Nalanda del Tibet per i suoi alti standard accademici) hanno visitato il nostro centro per creare un mandala di sabbia. Siamo stati onorati di avere questi stimati visitatori per alcuni giorni, 5-8 dicembre 2019, durante i quali hanno costruito un mandala di sabbia a Lekdanling che alla fine è stato spazzolato via e disperso nell’acqua del Victoria Park durante una cerimonia di dispersione nell’ultimo giorno.

Mentre il Gen-la, il capo del monastero che supervisionava il lavoro, spiegava quando il mandala fosse sua un’offerta che una forma di meditazione sia per gli artisti che per il pubblico presente. I mandala, o mappe cosmiche, nell’arte tibetana sono di molteplici forme. Possono essere bidimensionali come quello di sabbia o quelli rappresentati nelle thanka, o essere tridimensionali come le sculture architettoniche di legno. Questi aiutano la visualizzazione e i potenziamenti durante la meditazione, contribuendo alla creazione del mandala nella propria mente. La complessità di ciascun mandala dipende dagli insegnamenti che devono trasmettere, quali divinità e sacri testi. Quello costruito a Lekdanling era un mandala per un mondo di pace e compassione attraverso Chenrezig o Avalokiteshvara. Specifici colori del mandala simboleggiano i cinque Buddha come anche particolari elementi come la terra, il fuoco o l’acqua.Elementi come i fiori di loto sono oggetti iconici usati per rappresentare Avalokiteshvara. I colori brillanti dei granelli di sabbia tinti sono l’evoluzione della pratica più antica di creare mandala simili in Tibet, dove i colori erano originariamente creati da rocce frantumate e pietre semipreziose. Questa pratica, originaria dell’India, ha modificato i suoi materiali di base a causa dei costi e della reperibilità dei materiali. I pigmenti moderni sono ora usati per tingere la sabbia che viene posizionata con attenzione attraverso degli imbuti di metallo, gentilmente strofinati e scossi, per creare forme su di una superficie piana.

A Lekdanling i visitatori hanno potuto osservare come il posizionamento di ogni dettaglio e colore della sabbia seguisse un modello per il mandala, disegnato e misurato secondo precisi rapporti della geometria sacra. La creazione del mandala è essa stessa una meditazione attraverso le preghiere. Le immagini sono costruite grazie alla memoria e alla pratica dei monaci costruito con estrema precisione e i visitatori erano meravigliati da come i monaci siano stati capaci di costruire qualcosa senza una traccia, fatta eccezione di alcune linee.

L’ultimo giorno i monaci hanno pregato e hanno portato strumenti speciali come parte della recita della pratica, chiedendo a tutti i presenti di meditare per il beneficio di tutti gli esseri senzienti. Anche la disooluzione del mandala segue un preciso ordine, la sabbia viene raccolta in modo ordinato. Sta qui la lezione sull’impermanenza rappresentata dai molti colori, ognuno posizionato in modo preciso, mentre si medita e si prega, per molti giorni fino a costruire un magnifico mandala che verrà poi spazzato via per ricordaci la natura transitoria di tutti i fenomeni. La sabbia colorata è stata raccolta con attenzione in un vaso e portata nel vicino Victoria Park, una magnifica visione per il pubblico inglese che ha visto i monaci nei loro abiti fluttuanti. Inoltre i monaci hanno cantato e suonato usando strumenti sacri tibetani mentre la sabbia veniva versata nell’acqua a beneficio degli adulti, dei bambini e degli animali (sì, animali!) ed deli altri esseri presenti nel parco. Ciascuna fase della costruzione e dissoluzione del mandala ha coinvolto in un modo o in un altro i testimoni, che sia stato dal vivo o dalla diretta in internet. Siamo stati fortunati di interrogarci sull’effimero in un modo così bello attraverso una pratica, d’arte, di artigianato e di patrimonio. Ringraziamo i monaci Drepung Kongpo Khangsten, Maureen Pugsley, Anne Bancroft, Jon Kwan e tutti gli altri volontari che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento veramente memorabile a conclusione di tutti quelli dello Shang Shung Institute UK di quest’anno.

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