Mostra ‘Sounds and Spaces’ a Merigar

Durante il recente ritiro di pratica in occasione del secondo anniversario del Paranirvana di Chögyal Namkhai Norbu a Merigar è stata inaugurata una mostra intitolata ‘Sounds and Spaces’ organizzata da Dynamic Space of the Elements e da Merigar il 26 settembre 2020. La mostra è esposta nella Sala del Mandala del Gar e mostra il lavoro di alcuni artisti della Comunità Dzogchen, Dynamic Space of the Elements, Fabio Andrico, Giorgio Dallorto e Kunga, i cui lavori sono particolarmente collegati all’Insegnamento di Chögyal Namkhai Norbu. Inoltre i visitatori hanno potuto ammirare parte della magnifica collezione di flauti del Maestro. La collezione è unica nel suo genere, tutti gli strumenti sono fatti di materiali diversi, provengono da diverse parti del mondo e da diverse epoche.

sounds spaces art exhibition

Elemento dello spazio

The Dynamic Space of the Elements ha esposto diversi dipinti che rappresentano i cinque elementi dell’atrologia tibetana dipinti nello stile tradizionale tibetano usando pietre prezionse, pigmenti naturali e foglie d’oro, rendendoli così preziosi grazie all’uso di questi materiali. Alcuni dei loro lavori più recenti raffigurano le storie popolari della tradizione tibetana come quella delle Due Sorelle, una portatrice di gioia e felicità mentre l’altra è portatrice di sofferenza e sfortuna, eppure insenparabili e rappresentano la condizione umana nella quale la gioia è sempre accompagnata dalla sofferenza. Altri dipinti raffiguravano concetti della filosofia buddista come la Mala, che rappresenta la continuità della vita e della vacuità.

Un altro dipinto raffigura lo Stupa dell’Illuminazione come un’illusione che mostra come tutto quello che viviamo è un sogno mentre i fiori rappresentano la purezza che si manifesta dall’Insegnamento del Maestro.

Da sinistra a destra: Giorgio Dallorto, Fabio Andrico, Migmar Tsering e sua figlia Yanchen, Kunga

Conosciuto da tutti nella Comunità Dzogchen per la sua abilità come istruttore di Yantra Yoga, Fabio Andrico mostra le sue abilità artistiche con alcuni suoi quadri che ha dipinto spontaneamente durante la quarantena. Durante la presentazione ha spiegato come la pittura per lui sia un modo per esprimere le sensazioni che prova – la tela è lo spazio, i colori sono luce e la dimensione degli elementi si manifesta continuamente nello spazio creando armonia.

Giorgio il suo dipinto dei versi del Dorje Sempa Namkha Che

Il calligrafo Giorgio Dallorto ha contribuito alla mostra con due grandi dipinti calligrafici. Entrambi sono nello stile Uchen, squisitamente scritti in oro. Uno di questi è il Thun lungo dell’Invocazione di o Ekajati e Dorje Legpa, mentre l’altro è un lavoro estremamente dettagliato del Tantra Dorje Sempa Namkha Che, il testo radice completo di 55 quartine.

L’artista tibetano Kunga, che lavora a Roma con ASIA Onlus, ha portato diverse ritratti colorati. All’inaugurazione ha detto ai presenti che dipingere è come una meditazione per lui e ha parlato del suo amore per il colore. In ognuno dei suoi lavori ha aggiunto dei versi nello stile khyu yig che, ha spiegato, è più facile da leggere. Ha voluto anche presentare un altro tipo di calligrafia tibetana, così che non scompaia in futuro.

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