Riapre la biblioteca dell’IsIAO

(Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente)

Si è già parlato in precedenza (http://melong.com/-tibetan-treasure-at-risk/)) della chiusura dell’Istituto Isiao e dei timori per il futuro del suo patrimonio. C’era particolare apprensione per la biblioteca, contenente circa 140.000 volumi, 2600 periodici e raccolte rare e di pregio, fra cui il fondo dei testi tibetani donati dal tibetologo Giuseppe Tucci che consta di quasi 2000 fra manoscritti e xilografie raccolte durante le diverse spedizioni nel Ladakh, nel Tibet occidentale e nel Tibet centrale. Su questo fondo studiò anche Chögyal Namkhai Norbu nei primi anni della sua permanenza in Italia. Nel timore che tale patrimonio potesse in qualche modo andare disperso, mentre giravano incontrollate varie voci di smembramento e persino di vendita, fondate o meno, era stata anche fatta una proposta di unire il fondo Tucci a quello di Chögyal Namkhai Norbu custodito a Merigar West, con il supporto del comune di Arcidosso. Più tardi anche il Comune di Macerata, città natale di Tucci, aveva manifestato l’interesse alla gestione del patrimonio dell’Istituto.

Biblioteca Nazionale Centrale di Roma

Nel 2013, per tutelare il fondo librario dell’Isiao, la Regione Lazio ne ha dichiarato l’eccezionale interesse culturale e ora, il 9 Maggio 2017, a circa sei anni dalla chiusura, i testi della biblioteca sono tornati fruibili a Roma, all’interno della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma (BNCR, foto 1).

Non si tratta quindi della riapertura o rifondazione dell’Istituto Isiao/Ismeo, chiuso non senza polemiche a fine 2011 e posto in liquidazione con disposizione congiunta dei Ministeri dell’Economia e delle Finanze e degli Affari Esteri, ma della messa a disposizione della biblioteca, della fototeca e della cartoteca dell’Isiao all’interno del sistema di consultazione della Biblioteca Nazionale, dove il catalogo informatico è già stato fatto migrare. La BNCR ha infatti siglato una convenzione per la tutela, la valorizzazione e la fruizione della Biblioteca dell’Isiao con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione (MAECI), che cura la liquidazione dell’ente e si occupa quindi anche del resto dell’eredità dell’Isiao, come l’archivio (in parte depositato nell’archivio degli Esteri) e le collezioni museali (che, come le collezioni del Museo Nazionale d’arte orientale, entreranno invece a far parte del Museo delle Civiltà fondato di recente).

reopening IsIAO libraryAlla cerimonia di riapertura della biblioteca Isiao presso la BNCR sono intervenuti: Andrea De Pasquale (Direttore BNCR), Armando Barucco (Unità di Analisi MAECI), Elisabetta Belloni (Segretario Generale MAECI), Antonia Pasqua Recchia (Segretario Generale Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), Rossana Rummo (Direttore Generale Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali) e l’On. Mario Giro (Vice Ministro MAECI) (foto 2). La maggior parte degli interventi è stata incentrata sull’importanza e il valore del patrimonio librario dell’Isiao, sulla sua rinnovata fruibilità e sui vari passaggi che sono stati necessari per raggiungere questo obiettivo, oltre ai ringraziamenti per la collaborazione. In particolare il Direttore della Biblioteca Nazionale Andrea De Pasquale si è congratulato per la rapidità della realizzazione del progetto di riapertura (l’affidamento del progetto è avvenuto a Novembre 2016), per la professionalità e la cura nel trasloco del materiale, per la riordinazione a scaffale, la pulitura e dove necessario la disinfezione da muffe e il restauro che ha coinvolto non solo i libri ma anche i fondi fotografici e cartografici. Si è parlato anche della valorizzazione del fondo, della necessità di riprendere le acquisizioni e gli abbonamenti alle riviste, della collaborazione con il MIUR per avviare programmi di studio in collaborazione con le Università e della possibilità di istituire intorno alla Biblioteca un Centro bibliografico e documentario di studi sull’Oriente e l’Africa. La conclusione, a cura dell’On. Mario Giro (Vice Ministro MAECI), è stata di tono un po’ diverso e ha sottolineato soprattutto lo spreco e il tempo perduto in tutta la vicenda dell’Isiao per cui questa riapertura non può a suo parere essere vista come qualcosa di più di un pareggio. Ha quindi espresso preoccupazioni condivisibili sul futuro, corredate però da qualche ingenerosa frecciatina agli studiosi.

Il tutto si è svolto non senza qualche evitabile scivolone, primo fra tutti le foto dei testi tibetani rigorosamente capovolti nelle slide che scorrevano sullo schermo e che, invece di suscitare il previsto interesse per la grandezza del patrimonio acquisito, hanno provocato mormorii e ilarità fra i tibetologi e gli studiosi del Tibet presenti in numero non esiguo fra il pubblico.

reopening IsIAO libraryInterventi a parte, è stato possibile visitare la locazione effettiva biblioteca, o almeno i suoi primi passi. All’interno della sala Manoscritti è stato infatti disposto l’armadio che custodiva il fondo Dubbiosi e che ora contiene alcune delle pubblicazioni promosse dall’Isiao nel corso della sua storia, il tutto corredato da una targa dell’Isiao, da una foto di Tucci e un busto di Gandhi (foto 3). L’impressione è ovviamente che sia poca cosa, rispetto a quella che era un’intera biblioteca, ma c’è ovviamente la possibilità di ampliare la sezione esposta. Inoltre i testi, anche se non visibili a scaffale, saranno reperibili su richiesta nella sale interne dal personale addetto. Come accennato, il fondo dovrebbe rimanere a sé stante e si aspira ad abbinarvi la creazione di un Centro Studi.

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Grazie alla guida gentile e disponibile del responsabile del settore manoscritti, Dott. Pasqualino Avigliano, è stato poi possibile visitare anche la sala (solitamente non accessibile) dove è custodito il fondo dei testi tibetani (foto 4 a/b). I testi, ordinati in diverse scaffalature compattabili, sono apparsi in buona salute e ben custoditi, come testimoniato anche dalla visibile gioia della Professoressa Elena de Rossi Filibeck e della sua collaboratrice Dottoressa Michela Clemente, che si sono occupate della catalogazione e del riordino del fondo per decenni quando era all’Isiao e non vi avevano accesso da anni. La dottoressa Michela Clemente (Università di Cambridge) ha infatti commentato “Abbiamo atteso sei anni la riapertura della Biblioteca dell’IsIAO.

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Anche i colleghi all’estero sono stati felici di apprendere la notizia. Durante gli anni di chiusura, tibetologi di tutto il mondo hanno continuato a scrivere e a chiedere ad Elena De Rossi Filibeck, direttore scientifico del Fondo, e a me, informazioni sull’accesso ai testi del Fondo, e notizie sulla riapertura della Biblioteca. Soprattutto negli ultimi anni, avevamo perso la speranza di poter lavorare di nuovo sui testi. La tibetologia italiana, iniziata con Giuseppe Tucci e Luciano Petech, e diventata scuola con Elena De Rossi Filibeck, è stata sempre caratterizzata dallo studio sui testi originali, avendo la fortuna di poter accedere all’enorme e preziosa collezione preservata all’IsIAO. Siamo molto felici che questa tradizione potrà essere finalmente ripresa e portata avanti da noi e dai futuri tibetologi”. Sono infatti molte le istituzioni e gli studiosi che negli anni hanno richiesto e ancora richiedono di poter accedere al fondo, testimoniandone l’unicità e il valore che anche oggi, nonostante la disponibilità di testi tibetani sia cartacei che online sia aumentata in modo esponenziale, rimane ragguardevole. I testi tibetani sono consultabili facendone richiesta motivata e referenziata.

Nel complesso si può sperare che questo sia in un buon punto di ripartenza in una vicenda tanto travagliata. All’interno della Biblioteca Nazionale è stata anche allestita una esposizione emblematica dei tesori dell’Isiao (nella foto 4 un dettaglio del manoscritto tibetano esposto), visitabile dal 9 maggio a 30 Giugno.

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Dettaglio di uno dei manoscritti tibetani in visione

Margherita Pansa

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