“Serenity in the Storm – Crossing the Portal”

serenity storm

Foto per gentile concessione di Elio Guarisco

Le circostanze mondiali attuali sono dolorose, sono in molti, e noi testimoni, a soffrire enormemente per la perdita di genitori, parenti.

Non è quello che ci aspettiamo dalla vita.
Il terreno trema,
creando una paura profonda di quello che ci riserva il futuro.
Ora siamo stati esposti alla luce della realtà del cambiamento a cui non possiamo sfuggire;
nulla può garantire la nostra sicurezza mentale e materiale.

Sarebbe naïve pensare di poter fermare l’epidemia
meditando o con qualunque altro metodo spirituale;
ma possiamo imparare a lavorare con le circostanze.

Ovviamente dobbiamo seguire le indicazioni di distanziamento sociale
a livello concreto per proteggere noi stessi ed essere anchhe responsabili della salute altrui.

Ma molti di noi, presi dalla paranoia, si sono isolati psicologicamente,
chiudendosi in un proprio spazio privo di gioia.

È ora di incontrare gli ‘altri’
in un modo che non è mai accaduto prima
in modo più autentico,
appassionato,
non distratto, non con il pilota automatico come facciamo abitualmente.

È ora di sentire la partecipazione al dolore altrui
come anche di sentirci innamorati di tutto quello che ci circonda,
di riconnetterci agli altri esseri e stabilire nuovamente la nostra sacra
relazione con la natura.

È ora di rendere il nostro stare con altri più autentico.
Ora siamo vulnerabili, possiamo provare compassione e amore.

Di tutto quello che possiamo fare ora,
quando le avversità inesorabilmente pesano sulle nostre vite,
compassione e amore sono quelle di gran lunga le più significative.

Ovviamente l’attitudine da noi preferita è quella di bloccarci il sentiero,
eppure non vogliamo uscire dall’isolamento con gli stessi pensieri,
con lo stesso livello superficiale di vita,
con la stessa identità basata sulla coscienza dell’ego.
Vogliamo uscire dall’isolamento come esseri umani migliori,
umani con un cuore.

Forse nei recessi più profondi della mente di molti di noi
c’è il desiderio di non tornare alla normalità.

Come dice un detto dei nativi americani Hopi, in questo momento noi e tutta l’umanità
o entriamo il portale
o precipitiamo in una fossa, dipende da noi.

Se passiamo il nostro tempo con la paranoia di contrarre il virus, ascoltanto le notizie e i bollettini sul virus ventiquattr’ore su ventiquattro al giorno, nervosi e con una atteggiamento pessimista, con la sensazione di aver perso la libertà, allora vuole dire che abbiamo perso il nostro volo, abbiamo perso la nostra occasione e cadremo nella fossa,
Ma se accogliamo l’occasione di riscoprire quello che abbiamo dimenticato,
di vedere dentro noi stessi,
di vedere la vita e la morte sotto una luce diversa,
di prenderci cura di noi stessi e degli altri, allora attraversemo il portale.

Ci siamo abituati a stare fuori casa, a stare nei caffè e nei bar, a socializzare con gli amici pensando che sia uno stile di vita pieno e significativo,
e così facendo abbiamo dimenticato di prenderci cura di noi stessi,
abbiamo dimenticato di ascoltarci in silenzio,
di ascoltare il canto melodioso della capinera,
di meravigliarci dei magnifici colori che la natura ha regalato ai fiori;
abbiamo dimenticato di leggere i messaggi scritti nel cielo
dalle forme sempre mutevoli delle nuvole,
abbiamo dimenticato di lasciarci assorbire dalla vista dell’infinito oceano,
dalle vette delle montagne,
dimentichi del tempo,
abbiamo dimenticato di perderci nell’orizzonte.
È ora di ripulire noi stessi e il nostro pianeta,
e sta succedendo, anche i delfini nuotano felici nei canali di Venezia,
le cui acque sono ora cristalline.

È ora di pulire le nostre case con attenzione
e di connetterci alla nostra casa spirituale.

Paura, difficoltà, alienazione
sono cose positive, non liberatevene:
sono un passagio per trovare la nostra autenticità.

Sentirci responsabili,
non dobbiamo sentirci in colpa
se siamo felici di riscoprire la bellezza in noi stessi, negli altri e del sacro regno della natura.

In tempi difficili è utile se quello che emaniamo e che emana l’universo è positivo
perchè quando la tempesta passerà ne avremo bisogno, non per tornare semplicemente alla ‘normalità’
ma per ricostruire un nuovo mondo.

Permettiamo a noi stessi di approfittare di questo tempo
per cercare la nostrao visione.
Sta succedendo, ovviamente abbiamo le nostre abitudini
e pratichiamo le parole del Maestro,
incontrando il sacro ogni giorno: è magnifico.
Essere sereni nella tempesta è quello che possiamo fare ora.

Imparare yoga, meditazione, la conoscenza è tutto magnifico,
eppure
si trovano tutti nel regno dei pensieri, nel regno del conoscere
nel regno di quello che possiamo apprendere;
ma essere nella realtà dello spazio che tutto pervade,
che è puro amore senza confini
ti è mai venuto in mente?

Elio Guarisco

Download PDF