Spettacolo di Khaita al British Museum di Londra

Tutte le foto sono di Makoto Kawakami

Il Faiths In Tune Interfaith Music Festival parte di una più vasta cooperazione all’interno della mostra “Living With Gods” (vivere con gli dei) organizzata presso il British Museum, si è svolto quest’anno nellostupefacente Grande Atrio intitolato alla Regina Elisabetta Secon  d a, sede perfetta per scopriremusiche e danze appartenenti a varie confessioni religiose. La sede iconografica era uno sfondostraordinario dal punto di vista sia visuale che acustico per gli spettacoli di musica e danza che
andavano  dall’induismo all’ebraismo, all’ateismo, al sofismo e a qualsiasi altra cosa intermedia tra cui lo spettacolo dei danzatori di Khaita appartenenti alla Comunità Internazionale Dzogchen.

Kathy Cullen che ha assistito all’evento:
Quando i danzatori Khaita sono entrati per dare inizio al loro spettacolo, sono rimasta colpita da quanto khaita abbia progredito nel tempo. I costumi erano più elaborati, graziosi e dettagliati di quanto avessi mai visto prima. I movimenti della danza erano così armoniosi ed eseguiti con tale perizia che immediatamente ho compreso quanti anni sono stati dedicati all’apprendimento e al progresso dei danzatori. Mi sono anche ricordata di tutti i pomeriggi in cui Rinpoche era presente dando pazientemente istruzioni, giorno dopo giorno. Osservando il gruppo danzare e cantare, conoscendo tutta la storia e sapendo che i danzatori erano giunti a Londra da più parti del mondo, ho trovato lo spettacolo estremamente commovente.
Lo spettacolo ha registrato la presenza di un pubblico numeroso, forse duecento persone, tra coloro che erano venuti espressamente per il festival e quelli che erano passati di lì per entrare al museo. Ma non è tutto. Il video dello spettacolo in streaming dalla pagina di Facebook Shang Shung UK ha sino ad ora registrato 15.000 visite e 160 condivisioni, molte di Tibetani che hanno lasciato commenti positivi e condiviso l’orgoglio del nostro Sangha a fronte della accresciuta visibilità e valorizzazione della cultura Tibetana attraverso le danze gioiose Khaita.

Lena Dumcheva, gruppo Khaita:
“questo evento costituisce una pietra miliare nel concretizzare la visione di Rinpoche di presentare Khaita a un più vasto pubblico. Uno spettacolo in una sede di così alto profilo aprirà molte nuove opportunità per Khaita. È espresso desiderio di Rinpoche presentare Khaita in sedi ed eventi prestigiosi non solo per sostenere la cultura Tibetana ma anche per dare ai presenti la possibilità di entrare in contatto con il prezioso insegnamento Dzogchen tramite le Danze Gioiose Khaita.”

Abbiamo avuto un riscontro molto positivo da tutti coloro che hanno assistito all’evento sia di persona che tramite lo streaming online. Tutti sono stati colpiti dalla eterogeneità del nostro gruppo: tre italiani, due polacchi, due russe, una giapponese, una argentina e uno spagnolo accomunati dalla danza di melodie tibetane ! Siamo particolarmente orgogliosi del nostro più giovane danzatore Elia Bernardoni di soli 13 anni e istruttore di Khaita sin da quando ne aveva 11. Ammiriamo davvero l’impegno e il talento di Elia!

Gli organizzatori del Festival sono stati molto soddisfatti della nostra esibizione e ci hanno invitato a partecipare alla edizione del prossimo anno. Oltre a Khaita speriamo di poter presentare nel 2019 al British Museum anche la Danza del Vajra. Da parte nostra siamo stati davvero impressionati dalla responsabile del Festival Anja Fahlenkamp, madre di tre figli, che sottrae tempo al suo regolare lavoro per questo Festival che organizza da ben sette anni consecutivi facendo volontariato e senza stabilire una quota di partecipazione sia per chi interviene per per il pubblico. È stata per noi fonte di inspirazione la sua idea di creare ponti tra popoli di diverso retaggio spirituale e culturale attraverso la musica e la danza e siamo orgogliosi di essere stati parte integrante di questo Festival. Dopo lo spettacolo abbiamo offerto a Anja I nostri khata come simbolo del nostro apprezzamento e per augurarle tutto il successo
possibile nel suo ammirevole lavoro.”

Vorremmo sinceramente ringraziare tutti coloro che sono stati coinvolti nell’evento: i danzatori e la nostra presentatrice Petra Zezulkova per il loro infaticabile impegno e aiuto finanziario; Maciek Sikora UK coordinatore di Khaita; Shang Shung UK specificatamente nella persona di Julia Lawless; Lekdanling e la Comunita Dzogchen UK; Prima Mai e Lenka Tchernobay per averci messo in contatto con il Festival; il gruppo ospitante di Londra e in particolare Ewa Michalec, Premila Van Ommen, Trinley Walker, Peter White, Jowita Poniewska, Anita Selva  e molti altri; il nostro gruppo di Dzamling Gar e in particolare Ludmila Kudriavtseva (Kislichecko )nostra coreografa, Pancho Company redattore musicale, Elena Kalistova, Stoffelina Verdonk, Nadia Yermakova, Fanni Gulácsi, Tomy Edgar e molti altri che hanno collaborato per rendere possibile l’evento – siamo sinceramente grati a tutti voi e innanzitutto e sopratutto desideriamo esprimere la nostra infinita gratitudine a Chögyal Namkhai Norbu e a Rosa Namkhai.
Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno sovvenzionato l’evento sia online che durante il ritiro Drubchen di Mandarava a Dzamling gar. Il vostro aiuto è stato fondamentale per la realizzazione dell’evento. Ci auguriamo che sempre più persone sostengano Khaita: insieme possiamo concretamente contribuire a preservare la cultura Tibetana e la sua conoscenza.

Foto sulla pagina Khaita di Facebook qui, sono in arrivo altre foto!

Video provvisorio qui, è in corso di preparazione un video professionale e sarà presto pubblicato sul   canale Khaita YouTube e sulla pagina Facebook.

corsi durante i weekend a Lekdanling,
28/29 aprile
8-9 settembre
24-25 Novembre
pratica settimanale di khaita ogni mercoledì dalle 18 alle 19,30.

Tradotto da Elisa Copello

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