Teacher Training degli Otto Movimenti

di Carlos Mena e Vicky Amarillo

Circa 25 persone hanno partecipato al Teacher Training sugli Otto Movimenti dello Yantra Yoga condotto da Fabio Andrico il 16-25 novembre 2018 a Dzamling Gar. Il corso aveva lo scopo di formare istruttoriautorizzati ad insegnare a tutti il Lungsang (a purificazione del Prana), il Lung Ro Salwa (Espirare l’aria stagnanto) e il Sabmo Jorwa Zhiden o il Pranayama delle Quattro Profonde Applicazioni (solamente con il trattenuto aperto).

Rinpoche ha dato a Fabio l’autorizzazione di preparare gli istruttori, di tre tipi a seconde delle circostanze degli studenti. Il training richiedeva lo studio non solo le pratiche principali citate sopra ama che dei riscaldamenti specifici per ciascuno degli Otto Movimenti e diversi esercizi per migliorare i diversi aspetti della nostra respirazione e modo morbido e armonioso.

I principi della tradizione antica dello yoga ci sono pervenuti attraverso un lignaggio ininterrotto di adepti e maestri. Il tantra Nyida KhajorLo Yantra dell’unione del Sole e della Luna che è il testo radice dello Yantra Yoga scritto dal Vairochana, è collegato all’insegnamento Dzogchen. Il termine sanscrito yoga significa “unione” ma per la traduzione tibetana di “naljor” aiuta a darci una più precisa comprensione; naljor significa rimanere nella vera condizione, così com’è. Quindi, capiamo che lo Yoga è un’esperienza della nostra condizione nella quale includiamo quello che facciamo e sperimentiamo il movimento in questa condizione, quella dello stato dell’essere. La pratica quindi ha la sua trasmissione e lo scopo finale è scoprire la nostra vera condizione.

Durante il corso Fabia ha condiviso con noi di aver chiesto Rinpoche qual è il significato dello yoga. La sua risposta è stata che lo yoga conserva l’energia. Tramite l’integrazione di corpo, voce e mente siamo anche in grado di fare meno fatica nelle nostre attività.

Negli ultimi giorni Fabio ha dato un’introduzione approfondita sulle origini e i punti chiave di questi insegnamenti con una attenzione all’approccio secolare. Lavorare con la trasmissione è qualcosa di concreto che Rinpoche ha spiegato in dettaglio nel libro del Teachers’ Training (SS Serie degli Insegnamenti 187E ). Essere un istruttore non significa solo padroneggiare la pratica ma anche insegnare con lo scopo di aiutare. Un istruttore deve ricordare che ogni individuo che viene a queste classi ha la sua abilità e i suoi punti deboli e deve cercare di esserne consapevole e capire le ragioni per cui vengono. Per esempio qualcuno vuole partecipare a un corso aperto per risolvere il suo malessere, qualcun altro partecipa per imparare a concentrarsi o per rilassarsi o per avere più energia, ecc.

La comunicazione è stata un punto chiave di questo training. Non ci sono linee guide rigide su come lavorare con quelli che non hanno la trasmissione ma lavoriamo con le circostanze e applichiamo il buon senso comune con lo scopo di essergli di beneficio. Vogliamo essere in grado di comunicare a levello di ognuno, avere la capacità di permettere a tutti di capire non in modo intelettuale ma averne esperienza.Le persone che vengono alle classi cercano qualcosa. Quando trovano un aspetto che li aiuta la pratica diventa qualcosa di concreto per loro che possono portare nelle loro vite. Quando si insegna in una classe aperta dobbiamo tenere a mente chi ci ascolta usando un linguaggio chiaro, non caricato dal gergo spirituale, difficile da capire. Dobbiamo presentare l’informazione in modo che una persona senza un background nello yoga o nel buddhismo sente di poter partecipare, di ottenere qualcosa di utile per la sua vita quotidiana. Un esempio di comunicazione a un pubblico più ampio è Lo Yoga del Movimento che è stato meticolosamente sviluppato con questo in mente.

Questi dieci giorni sono stati una immersione nell’approfondimento della nostra comprensione ed esperienza della dimensione della respirazione. Possiamo osservare se c’è una tensione nel nostro corpo, se il movimento della nostra resporazione non scorre. È più facile osservare quando alcuni aspetti della nostra condizione sono sotto stress, altre emozioni sono più sottili ma condizionano la respirazione e vale anche il contrario.

La Respirazione è il ponte che aiuta a tenere uniti corpo, voce e mente. Lavoriamo con la dimensione del corpo, il movimento condiziona il respiro e ci aiuta ad integrare la dimensione dell’energia, del prana, il lavoro base per lavorare con la mente. Non possiamo vedere l’energia ma in qualche modo è più facile portare la coscienza a sentire la dimensione dell’energia ma la mente è un regno più sottile e qui il cambio di gioco è non essere distratti. Essere presenti e consapevoli ci permette di lavorare con la mente e lavorando con la mente possiamo accedere alla nostra condizione naturale.

C’è una parola tibetana bag chags per indicare le tendenze abituali, e un modo per capirlo è vederle come abitudini mentali che sono collegati all’origine degli schemi emotivi che condizionano la nostra respirazione. Anche il contrario è vero, purifichiamo le tracce purificando il prana karmico lavorando con la respirazione che è interconnessa con le emozioni che sono condizionate dalle nostre inclinazioni potenziali. Questo ci permette di rinfrescare e di lasciar andare gli stati mentali.

Ogni tanto respirate profondamente, lo Yantra Yoga lavora con l’armonia ed è il seme della qualità della respirazione. Gli esercizi di riscaldamento sono un allenamento e portano ad essere consapevoli dei diversi aspetti della respirazione completa, del diaframma o respirazione addominale, dei muscoli intercostali e quelli del torace superiore, della respirazione clavicolare, del diaframma pelvico e della respirazione dorsale. Questi esercizi ci aiutano a sviluppare una respirazione piena e completa in modo integrato, a respirare con meno sforzo e meno meccanicamente. Questo è piegato bene nel libro Respira come sei. Fabio l’ha scritto per esporre nei minimi dettagli l’approccio tridimensionale della respirazione.

Ci sono piccoli trucchi per risvegliare la consapevolezza per ricordare alla mente di essere presente nella respirazione, della necessità di essere consapevoli, di coordinare l’energia. Nello Yantra Yoga lasciamo che il corpo trovi il suo l’equilibrio. Ogni sessione è un po’ diversa, pratichiamo in circostanze diverse, a volte sono necessari dei cambiamenti, non mettiamo mai il piede due volte nello stesso fiume. Se volete sapere se state facendo bene controllate la respirazione ma quando le persone non capiscono l’essenza della pratica tendono a concentrarsi sui dettagli fisici. Includiamo l’importanza di una respirazione fluida che deve essere libera da qualunque controllo eccetto la postura. La regola aurea dello Yantra Yoga è quella di non forzare nulla.

Quando Fabio ha introdotto la respirazione ritmica ha spiegato che tutta la nostra dimensione è ritmo, dalla pancia della madre al ritmo del nostro cuore a quello circadiano. Tutti i movimenti sono stati disegnati intorno al trattenuto. Nella dimensione della respirazione il trattenuto è il livello più profondo della respirazione cellulare ed è il momento che la fa accadere, che forma la respirazione nel trattenuto. I benefici sulla salute di ciascun movimento è spiegato in dettaglio nel libro Guarire con lo Yantra Yoga di Elio Guarisco e la dott.ssa Phuntsog Wangmo.

Chi ha fatto tutta la supervisione e ha ricevuto da Fabio l’approvazione finale di poter insegnare ha promesso di tornare tra due anni per controllare di non aver mutato l’insegnamento. I partecipanti al corso non sono obbligati a fare la supervisione, e possono partecipare per approfondire la pratica. Ci saranno maggiori occasioni in futuro. A Dzamling Gar si svolgerà un Teacher Training di Harmonious Breathing alla fine del 2019.

Download PDF