“The Great 14th: Tenzin Gyatso, The 14th Dalai Lama In His Own Words”

Film premiato diretto da Rosemary Rawcliffe – Frame Of Mind Films®

Recensione di Jacqueline Gens

In questo periodo di incremento dei nazionalismi e delle ingiustizie un film come “Great 14th Tenzin Gyatso, The 14th Dalai Lama In His Own Words” offre una alternativa alle profonde incertezze della nostra era. Il suo semplice messaggio di compassione ed empatia è da decenni la pietra miliare del suo volto pubblico. Questo non è un sentimento sciocco ma una affetto autentico per tutti gli esseri senzienti, una via di armonia e gioia.

The Great 14th” è diverso dagli altri film sulla sua vita. Raccontando la sua storia, apre una finestra per noi permettendoci di scrutare i suoi pensieri e sentimenti più profondi sulle sfide e sui risultati che ha vissuto personalmente e come leader laico e religioso del Tibet.

Considerata tra le più antiche regioni abitate al mondo e rimasta isolata per secoli solo ora cominciamo a comprendere pienamente il contributo del Tibet al mondo moderno. Sebbene un paese materialmente povero ed essenzialmente una società feudale fino al 20° secolo il Tibet ha sviluppato una sofisticata cultura della mente. I vasti tesori scritti di filosofia, medicina, legge, grammatica e arte visiva sono solo la punta dell’icerberg di una grande civiltà. Ora sono disponibili migliaia di traduzioni di testi tibetani in numerose lingue. In cima c’è Tenzin Gyatso, il XIV Dalai Lama.

L’uscita del film non poteva capitare in un momento più adatto, proprio quando il il mondo nel bel mezzo di una pandemia globale deve affrontare sfide del tutto nuove. Da quella che sembra essere un disastro climatico apocalittico alle guerre, alla fame nel mondo e alle malattie con sofferenza senza precedenti il Dalai Lama ci fornisce antidoti alle nostre paure con il suo messaggio di unione spirituale perché si realizzi nel mondo l’altruismo.

La perdita del suo paese è ben nota in tutto il mondo com’è noto il suo ruolo di emissario della tradizione buddista e del suo instancabile messaggio di pace e compassione. Ma quello che questo film unico fornisce è l’intimità, quella che avremmo se fossimo nella stanza con lui. C’è quella risata indimenticabile che va dal ridacchiare alla risata a tutta pancia. Sentiamo la sua pena per la sofferenza degli altri. Sentiamo come risolve creativamente i problemi quando sogna. La sua quiete meditativa calma le nostre ansietà. Infatti tutta la sua vita ci illumina attraverso degli esempi su come trasformare le avversità in opportunità e su come manifestare tutto il nostro potenziale umano. Non è una divinità ma un faro di luce nell’oscurità dell’ignoranza che ci indica come possiamo aiutare gli altri grazie a un cuore risvegliato. Secondo lui istituzioni, religione o etica non bastano da sole per aiutare l’umanità a meno che gli individui non coltivino la pace interiore attraverso la consapevolezza nello spirito del secolarismo etico.

Al centro del punto di vista del film ci sono la graduale democratizzazione della società tibetana in esilio e le idee che hanno modellato la prima convinzione del Dalai Lama che nessuno dovrebbe detenere il potere assoluto. Il film The Great 14th si basa su conversazioni che il regista ha iniziato più di diciotto anni fa per poi evolversi in colloqui e ricerche per il prossimo film “No Time for Kings” che trova ispirazione dalla sua abnegazione come capo politico. Questo documentario fa da preliminare per il prossimo film basato su di una storia vera.

Dietro a The Great 14th e a No Time for Kings c’è la separazione avvenuta nel 2011 del Dalai Lama dalla teocrazia profondamente radicata che ha governato il Tibet negli ultimi quattro secoli con la rinuncia al suo ruolo politico secolare. Ora ritiratosi ad 84 anni ha lasciato il destino della società tibetana nelle mani dei tibetani stessi preparandoli bene durante tutti i suoi anni in esilio.

Uno degli aspetti del film più sorprendentie, protremmo dire strabilianti, è quando racconta la sua esplorazione permanente della governance nel tentativo di creare riforme per traghettare il Tibet nel mondo moderno. Con la mente investigativa che lo contraddistingue ha intravisto nel socialismo e persino nel marxismo degli aspetti altruistici. Vederlo in alcuni filmati di archivio datati 1954 in Cina su invito di Mao apertamente entusiasta nel desiderare di riformare le inequità della società mi ha suscitato il desiderio di proteggere la sua giovanile ingenuità sapendo cosa sarebbe accaduto al suo paese da lì a pochi anni dopo.

Acompagnano la narrativa i video della sua adolescenza, giovinezza e età adulta rivelando la persona giocosa dietro il suo status formale con un’inclinazione a miscolarsi con la gente comune. In uno di questi video fatto a Norbulingka, la residenza estiva, il Dalai Lama ci mostra come gli piacesse giocare con gil spazzini che gli condividevano i pettegolezzi sui funzionari statali mostrandogli persino un buco dal quale spiare il reggente del Tibet. Fin da subito osservò la corruzione insita nella concentrazione del potere in una persona e questo fu un catalizzatore per continuare le riforme iniziate in precedenza dal XIII° Dalai Lama.

Il Grande XIV° ci rivela fino a che punto possa essere profonda l’umanità che una singola persona può raggiungere. Quella che è stata una grande tragedia, la perdita del Tibet nel 1959, è diventata per il Dalai Lama l’occasione per liberarsi da una vita non autentica per abbracciare una vita più vera nella quale potersi immergere nel mondo come Tenzin Gyatso, il monaco che condivide con noi la conoscenza dell’interdipendenza che esiste tra tutti noi piuttosto dell’isolamento e i conflitti. Il suo voto di essere di beneficio per tutti gli esseri finché esisterà lo Spazio può essere anche il nostro di voto – così necessario di quesri tempi.

Frame of Mind Films è nota per produrre importanti documentari sul Tibet tra cui “Women of Tibet: A Quiet Revolution”, vincitore di un premio Emmy e ” Women of Tibet: The Great Mother” che si ispira alla madre del Dali Lama.

Jacqueline Gens, poetessa e scrittrice, pubblica su diverse riviste buddhiste. Maggio 2020.

Nel film il Dalai Lama è sia come protagonista che narratore, e mostra un punto di vista intimo e originale della sua vita e della sua pesonale filosofia. Sono inseriti filmati d’archivio mai visti prima come quello che riprende il Dalai Lama in Tibet negli anni ’50 e nei primi anni ’60 in India.

Premiere Virtuale mondiale
Per celebrare il prossimo 85mo compleanno di Sua Santità il XIV° Dalai Lama Frame Of Mind Films® presenterà la premiere mondiale del suo ultimo film, “The Great 14th: Tenzin Gyatso, The 14th Dalai Lama In His Own Words”. Il film sarà disponibile in stream per 48 ore, dalle 12.00 PDT del 27 giugno fino alle 23.59 PDT del 28 giugno. È offerto come dono ed è possibile fare una donazione deducibile dalle tasse. È richiesta una pre-iscrizione su www.thegreat14th.com/screening-registration.

“Il legame di fiducia [tra Sua Santità e Rosemary]  che si è creato in questi anni è chiaramente visibile nell’agio e nella facilità con cui il Dalai Lama risponde alle domande sul campo.”

– Co-Executive Producer John Schimmel

• premio Mill Valley Film Festival 2019 scelto dal pubblico della Valley of the Docs Audience
• Premio come miglior documentario umanitario selezionato come miglio scelta dei registi al Sedona International Film Festival 2020 • 2020 Gold Telly Award

Per raggiungere un pubblico più ampio una parte del ricavato ricavato dalla premiere sarà destinato alla traduzioen del film in 14 lingue. Per maggior informazioni e per vedere il trailer vi invitiamo a visitare www.thegreat14th.com.  Sua Santità festeggerà il 85mo compleanno il prossimo 6 luglio.

MediaContact: AmberBobin

Email: speaking@360media.consulting Phone: +1(617)201-1414

Frame of Mind Films produce storie che siano d’impatto sulla nostra condizione umana e che contribuisca a una consapevolezza globale.
https://www.frameofmindfilms.com/

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