The Tale – Un film di Jennifer Fox

Distribuito da HBO

https://www.hbo.com/movies/the-tale

Jennifer Fox, autrice di film che affrontano grandi temi come guerra, matrimonio interrazziale, femminismo, famiglia e abusi sessuali, presenta il suo primo lungometraggio, The Tale, che è stato presentato di recente in anteprima su HBO. Per vent’anni ha documentato con dedizione la famiglia Namkhai nel film My Reincarnation, ottenendo la nomination per gli Emmy.

Il suo lavoro le è valso numerosi premi come regista di documentari per il suo un approccio unico, con le sue tecniche innovative di intervistare culture molto diverse tral loro con la sua presenza inclusiva che condivide con l’occhio della sua cinepresa in un dare e avere tra sé e l’altro. Attraverso il prisma di diversi punti di vista, i suoi film spesso catturano nei minimi dettagli il suo acuto campo di percezione che illumina il momento presente con chiarezza cristallina e una generosità che va oltre quello semplicemente personale o unilaterale. La memoria, in molti dei suoi film, funge da catalizzatore di questi problemi più grandi. Al suo meglio è un’originale artistica in così tanti modi anche se a volte la preoccupazione per la propria angoscia può sembrare auto-indulgente. Ma poi, a dire il vero, ogni espressione artistica è personale.

The tale impiega tutte queste tecniche in aggiunta a una ricerca investigativa dinamica tra individui presenti e passati con cui Jenny adulta è in una conversazione con sè stessa giovane e con altri. In parte un mystery, in parte una dramma, il film lentamente dipana lo stretto bozzolo della narrazione che la giovane Jenny ha intrecciato sul suo cosiddetto “rapporto” con un uomo più grande mentre era ancora una bambina e come l’adulta Jenny lo svela coraggiosamente e lo smaschera come un classico caso di manipolazione da “controllo” che porta ad atti di comportamento sessuale inappropriato tra un adulto e un bambino. Potete vedere i dettagli nel film attualmente in visione su HBO TV.

The Tale è un film intimo eppure è un tema universale che risuona con un tempismo perfetto in un contesto sociale emergente, che tratta mondo segreto di abusi sessuali al di là dei fatti brutali. Soprattutto sincronistico è la premier del film in contemporanea alla forza internazionale delle donne caratterizzata dal movimento “Me Too”, un movimento di risveglio globale per non rimanere più in silenzio.

Per chi di noi (maschi o femminie) ha vissuto abusi sessuali o di altro genere, per quello che vale questo film offre una visione di come costruiamo le nostre storie in narrazioni che sfuggono a scomodi riconoscimenti di traumi personali e ferite rimodellandoli in storie più tollerabili create nell’astratto mentre si nega il profondo o si reagisce con una vita di sensi di colpa. Ricordo qui il poeta irlandese W.B. Yeats che una volta disse che i poeti sono “ferita doventata poesia”. Niente di meno vero qui per questa regista la cui esplorazione della propria “ferita” è al centro del film The Tale.

Equamente vero è sapere che il corpo non dimentica mai, fino a livello cellulare. Studi recenti sugli effetti dell’olocausto attraverso le generazioni dimostrano che il trauma è passato geneticamente da genitore a figlio. In altre parole, il trauma vive in noi, nei nostri corpi, anche se la mente non ne è consapevole. Il film tratta di questo in modo sottile e delicato mentre la storia romantica della bambina Jenny è in contrasto con il rifiuto fisico che prova vomitando dopo ogni rapporto.

Come praticante ora nel terzo decennio di questo viaggio, quello che ho imparato a rispettare è l’inizio dell’inizio – quel primo piccolo passo dalle confortanti braccia dell’ignoranza. Questo film ha suscitato in me molte risposte e una profonda riflessione dalla prospettiva del Buddhadharma. Come ci si relaziona con una profonda ferita? Quando al Buddha fu chiesto di dare insegnamenti inizialmente aveva rifiutato ma alla fine accettò. Tutte le pietre miliari di questi insegnamenti cominciano con le Quattro Nobili Verità – la prima è quella sulla sofferenza. Il gesto che mostra il suo risveglio è la mudra della terra, con cui tocca la terra. Mi commuove sempre pensare che come testimone del suo risveglio non c’erano angeli o dei ma l’umile terra – la concreta terra.

Molti ci direbbero che tutto ciò che accade è irreale come un sogno. Altri ci consiglierebbero semplicemente di rilassare la mente al di là del tempo e della causa e effetto. Queste giustificazioni, se si realizzano ci elevano al di là delle nostre sofferenze personali. Eppure, il grande poeta Haiku ecco come si esprime sulla morte rivolgendosi alla sua amata figlia Issa:

The world of dew
the world of dew.
And yet, and yet

(Il mondo della rugiada
il mondo della rugiata
eppure, eppure)

Da qualche parte nel pendolo tra negazione ed eternalismo c’è l’occhio del ciclone della nostra sofferenza personale da cui il raggio di consapevolezza può incenerire quel grumo di carbone che è il nostro cuore che abbiamo indurito accuratamente per proteggerci. Fino a quando non riconosciamo la verità della nostra sofferenza, può esserci compassione per gli altri o progressione sulla via?

Perché è importante andare fino alle cellule delle nostre ferite più oscure? Ho conosciuto praticanti impegnati nella meditazione non sapere nulla delle proprie sufferenze, sufferenze a cui si condannano (se stessi e quelli che li circondano) e recitare, decennio dopo decennio, lo stesso dramma, o affondare nell’oblio, torturare i fratelli e sorelle del Vajra perché non sanno perdonare se stessi, o trascinare la catena della vergogna più profonda avvolti in una pesante nuvola di depressione.

Le Quattro Nobili Verità sono le pietre miliari della realizzazione – il riconoscimento della sofferenza, capirne le cause, porre fine alla nostra sofferenza ed infine la via della liberazione. Finché non lo accettiamo reciteremo solo gli stessi vecchi schemi senza consapevolezza, bloccati come un disco rotto.

Si dice che un bodhisattva sente le sofferenze degli altri costantemente, come una ciglia nel proprio occhio. È questo il granello di polvere che trasforma la nostra sofferenza in una perla di saggezza.

Un film come The Tale ci mostra come questo granello di polvere possa risvegliare tutta la nostra potenzialità. Siate coraggiosi – è il messaggio di questo film e guardate nello specchio della mente.

Jacqueline Gens
Tsegyalgar East
Giorno della dakini
June 9, 2018

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