Thomas Laird. ‘Murals of Tibet’. Taschen

Thomas Laird. Murals of Tibet. Taschen
Thomas Laird, Robert Thurman, Heather Stoddard, Jakob Winkler, Shigeru Ban
Volume rilegato firmato dal Dalai Lama, 50 x 70 cm (19.7 x 27.6 in.), 498 pagine, 6 tavole pieghevoli, con un leggio modulare progettato da Shigeru Ban, più un libro di accompagnamento accademico illustrato di 528 pagine
€ 10.000
Edizione da collezione di dimensioni SUMO limitata a 998 copie (n. 81-998), ciascuna firmata da Sua Santità il 14° Dalai Lama, con un leggio progettato dall’architetto vincitore del premio Pritzker e pioniere umanitario Shigeru Ban.
Disponibile anche come two Art Editions limitate a 40 copie ciascuna (n. 1-80), entrambe con una stampa.

 

© Thomas Laird, 2018/ TASCHEN, Murals of Tibet.

Sono particolarmente felice e onorato di presentare nelle pagine di The Mirror, la rivista della Comunità Internazionale Dzogchen, l’opera ‘Murals of Tibet’ di Thomas Laird, prodotta dalla nota casa editrice di Benedikt Taschen in tiratura limitata SUMO- edizione da collezione, che illustra e descrive oltre 200 dei più importanti murales della cultura buddista tibetana ancora oggi visibili in Tibet.

L’opera è costituita da un volume di copertina rigida con dimensioni eccezionali di 50 x 70 cm, con 498 pagine di magnifiche tavole a colori in risoluzione a grandezza naturale di cui 6 pieghevoli. Il volume è corredato di un leggio modulare progettato da Shigeru Ban e completato da un volume rilegato accademico di 528 pagine. Il libro di accompagnamento, 25 cm x 35 cm, è un volume illustrato con testi e descrizioni dei murales.

Dal punto di vista visivo e testuale questa magnum opus è un’autentica testimonianza dei murales più importanti del Tibet che sono sopravvissuti alle devastazioni degli eventi storici e al passare del tempo, tale da diventare un libro di riferimento per tutti coloro che sono interessati all'arte e alla cultura tibetana. La scelta dei collaboratori, dagli autori ai designer e ai produttori, rivela la particolare attenzione data all’opera  che non solo colpisce esteticamente, ma offre anche un aspetto editoriale unico.

L’opera, ‘Murals of Tibet’, rende possibile a coloro che non sono in grado di visitare il Tibet di ammirare questi meravigliosi capolavori in colori brillanti e con una risoluzione straordinaria utilizzando le più aggiornate tecniche fotografiche e di stampa. Questa particolare edizione da collezione è stata prodotta in sole 998 copie, ognuna delle quali è stata firmata da Sua Santità il 14° Dalai Lama, rendendo l’opera un documento importante dal punto di vista storico per tutti coloro che hanno la fortuna di possedere una copia.

Osservare questa magnum opus può essere considerata una vera "gioia per gli occhi" come dicono tradizionalmente i tibetani quando guardano un oggetto bello. Oltre alla loro eccezionale bellezza, molti dei murales possono creare una causa di liberazione attraverso la loro visione.

Il volume di accompagnamento contiene un indice visivo utile per l’dentificazione e una consultazione rapida e facile dei murales. Il testo inizia con una breve introduzione dell’autore e noto fotografo, Thomas Laird, che introduce e presenta le motivazioni e la storia di questo particolare lavoro. Dopo aver avuto successo con il suo precedente libro, ‘La storia del Tibet, Conversazioni col Dalai Lama’ e la pubblicazione delle sue foto del Lukhang nel ‘Tempio segreto del Dalai Lama’ di Ian Baker, molti maestri tibetani hanno suggerito di estendere la sua ricerca ad altri famosi esempi di iconografia storica. ‘I murales del Tibet’ è il risultato di questa richiesta.

Magnifica Tara Verde della Generosità (15° sec.)
Gyantse Kumbum, Cappella 2 S b, © Thomas Laird, 2018/TASCHEN, Murals of Tibet

L’introduzione è seguita dal contributo del famoso scrittore e studioso tibetano Robert Thurman con una vasta narrazione delle origini leggendarie del Tibet e del popolo tibetano, nonché una ricerca approfondita sui temi principali dei murales e il loro significato spirituale di fondo. Di seguito, uno dei più famosi storici dell’arte tibetana, Heather Stoddard, autore della maggior parte delle descrizioni dei siti e delle didascalie dei murali, introduce le origini e lo stile dell’arte tibetana e discute diversi stili architettonici dal Nepal alla Cina.

Il libro porta il lettore in un viaggio virtuale verso i luoghi più sacri del Tibet a partire dai preziosi murales dell’XI secolo del monastero di Drathang e passando a Samye, fondato da Padmasambhava nell’VIII secolo, il Jokhang, il più sacro luogo del Tibet, il Potala, ex residenza dei Dalai Lama, il Lukhang, residenza estiva del Dalai Lama, Drepung e Nechung, Gonkar Chode, Gyantse Kumbum, Gyantse Palkor Chode, Shalu, Sakya, Jonang Puntsoling, Tsaparang e Toling.

Di particolare interesse è la sezione dedicata al Tempio del Lukhang, scritta da Jakob Winkler, uno studente di lunga data di Chogyal Namkhai Norbu, in cui descrive i murales unici di questo tempio, risultato diretto di visioni del 5° e 6° Dalai Lama del Tibet. Tra questi magnifici murales troviamo la descrizione dettagliata di Shambala, che illustra l’origine degli insegnamenti del Kalachakra e, soprattutto, nel più grande murale del Lukhang, il Sentiero dello Dzogchen, dedicato a un ciclo specifico di insegnamenti Dzogchen riscoperto da Pema Lingpa. Degno di nota in questa sezione è la descrizione di yogi tibetani che eseguono esercizi di yantra o trulkhor. Ci sono inoltre dettagli di yogi che praticano meditazioni avanzate e pratiche segrete dello Dzogchen.

Yoga tibetano, dettagli dalla parete della Via dello Dzogchen (XVIII sec.)
Lukhang, 3° piano, parete nord, © Thomas Laird, 2018/TASCHEN, Murals of Tibet

Tra i siti più noti in Tibet, il libro presenta anche una descrizione di Jonang Puntsoling, fondato all’inizio del XVII secolo dal famoso studioso Taranatha. I murales superstiti di Puntsoling riflettono la sua visione unica e comprendono una bellissimo ritratto di Manjushri giallo circondata da Saraswati, Maitreya e il Buddha bianco Vairochana. Questo è un esempio di come, per più di 1000 anni, gli iconografi tibetani sono rimasti fedeli ai colori e alle proporzioni ereditate dai canoni buddhisti dell’India.

Il libro termina descrivendo Tsaparang, la famosa fortezza montana perduta nel Tibet occidentale e il vicino Tempio di Toling, entrambi riscoperti dal noto tibetologo italiano Giuseppe Tucci negli anni ’30. Nel 1949 il ‘Tibetan Painted Scrolls’ di Tucci apparve nella scena editoriale di allora come la prima opera completa e famosa sull’arte tibetana. Quel lavoro, eseguito in uno stile unico e particolarmente grandioso, costituito da due grandi volumi e una grande scatola contenente riproduzioni in bianco e nero e a colori di thangkas,divenne al tempo una pubblicazione eccezionale. I ‘murales del Tibet’ di Thomas Laird seguono le orme di quella grande impresa editoriale, presentando in questa incantevole e bellissima opera, un’autentica eredità dell’arte e della cultura tibetana per questo nuovo millennio. Per concludere esprimo l’augurio e la speranza che questo inestimabile lavoro venga pubblicato in una nuova edizione compatta, cosi da diventare accessibile al grande pubblico.

Giorgio Dallorto

Credit line for all images: © Thomas Laird, 2018/ TASCHEN, Murals of Tibet.

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