Tradurre il sentimento in forma

La giovane artista italiana Sofia Cacciapaglia parla del suo approccio alla pittura e il suo affacciarsi recentemente ai mondi dell’arte e della moda

Community artist Sofia Cacciapaglia

Foto di Yulia Kave

Da bambina passavo molto tempo creando mondi fantastici, disegnado, giocando, vestendomi, raccontando storie immaginarie e disegnando visioni immaginarie. Niente nei miei giochi era toccato dalla realtà.

Mio padre, Roberto, un compositore e musicista, certamente mi ha influenzata nel mio percorso di artista. Per me l’arte è sempre stata di casa, non era qualcosa di astratto e distante ma molto concreto che faceva parte della mia vita. Attraverso il suo lavoro e grazie a lui come persona, mio padre mi ha insegnato a tradurre le emozioni in modo creativo, e più di ogni altra cosa, mi ha dato l’amore per il lavoro e la disciplina.

Grazie a lui ho capito a livello profondo che l’arte viene per prima cosa dal cuore e che la mente e i “pensieri razionali” vengono solo dopo. È così che si attiva all’emozione.

Per quando riguarda la mia formazione ho frequentato la scuola elementare Montessori che mi ha dato una visione libera del mondo e posso dire che ha influenzato le mie scelte negli anni a seguire. Più tardi ho frequentato la scuola d’arte dove ho deciso che l’arte sarebbe stata la mia professione e dove ho incontrato insegnanti straordinari che hanno alimentato la mia passione per l’arte. Sono poi andata all’università all’Accademia di Belle Arti di Brera scegliendo la pittura come corso di studi principale. Penso che le persone che ho incontrato nei miei anni di formazione abbiano giocato un ruolo fondamentale nelle mie scelte.

I miei genitori seguivano gli insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu già da molti anni. Credo abbiano incontrato Rinpoche per la prima volta nel 1988 quando noi bambini eravamo molto piccoli e da allora sono cresciuta con l’insegnamento. Credo sia la fortuna più grande che si possa avere. È una fortuna che forse non è un caso ma un risultato del karma. Avere un contatto così vicino con un tale grande Maestro come Namkhai Norbu è la base su cui la mia vita poggia e ovviamente il punto di partenza del mio lavoro.

Community artist Sofia Cacciapaglia

Senza titolo. 2013, Olio su tela, 240 x 200 cm.

Dico questo perché per me dipingere parte dalla contemplazione, dal silenzio, dal cercare la presenza nell’istante che sto vivendo, dall’osservazione di me stessa. È un’occupazione “sacra” e solitaria per me: forme, colori e immagini nascono e si manifesta nello spazio “vuoto” della tela.

My research into painting is not in any way conceptual, but rather starts from the void of space / time and arrives at describing something that belongs to everyone. In the studio nothing moves, everything is still, motionless, and the action bursts out suddenly and “Creates”. This action in itself brings something unique and unrepeatable, each time different and new.

La mia ricerca nella pittura non è in alcun modo concettuale ma piuttosto parte dal vuoto dello spazio/tempo e arriva a descrivere qualcosa che appartiene a tutti. Nello studio nulla si muove, tutto è fermo, senza movimento, e l’azione esplode improvvisamente e “Crea”. L’azione stessa è qualcosa di unico e irripetibile, ogni volta diversa e nuova.

Dipingere significa uscire da se stessi e tradurre i propri sentimenti in forma scegliendo “l’invisibile” piuttosto che il “visibile”. In una società in cui c’è una eccessiva e violenta competizione verso la Visibilità, dipingere con gesti decisi e allo stesso calmi, la superficie di infinite pennellate mi porta ad osservare, alla “contemplazione di ciascun momento”, alla “magia della vita”.

Community artist Sofia Cacciapaglia

Senza titolo 2018

Il mio lavoro si concentra sulle donne. Le mie figure vivono sul tele molto grandi, in una dimensione sognante, la metafisica della fiaba e dell’incanto.
Non c’è nulla di reale il modo in cui sono ritratte, sono figure che appartengono a un tempo altro. Eteree e allo stesso tempo monumentali sembrano emergere dalla dimensione del sogno di un antico ed “eterno” mondo.

Si sostengono a vicenda grazie a un segreto equilibrio che nasce dal contatto umano che guida ed è il filo conduttore e il punto di origine della composizione. Anche la posizione delle mani ha un significato simbolico sebbene fortuito. Le forme chiuse ed essenziali e il ritmo danno alle figure una dimensione contemplativa in un messaggio di solidarietà ed empatia con tutte le donne del mondo.

Per me dipingere è la finestra al mondo interiore di ciascuno di noi. Anche per questo motivo ho scelto di non dare titoli ai miei lavori per non contaminarli con il mondo di parole e significati che ognuno di noi trova e desidera dare quando vede un quadro.

Dipingere è una finiestra sul mondo dove tutto è possibile; dove non ci sono regole se non quelle dettate dal lavoro stesso. È un ponte che ci collega ai nostri sentimenti profondi in questa era digitale in cui viviamo in cui è sempre più difficile avere un contratto profondo con noi stessi. Per me è un “viaggio” costante tra il mio mondo interiore con quello esteriore. Avanti e indietro!

Community artist Sofia Cacciapaglia

Senza titolo. 2017, 200 x 200 cm.

I’ve been inspired by many artists. They are like the companions of an adventure that you always carry with you and depending on the period you are living in, you have a closer “friendship” with one or another of them … such as Balthus, Matisse, Casorati, Domenico Gnoli, Piero della Francesca, Giotto, Constantin Brancusi .. just to name a few. The list would be long.

Molti artisti mi ispirano. Sono come compagni d’avventura che portate sempre con voi e a seconda del periodo in cui vivete uno vi è più “amico” di altri… come Balthus, Matisse, Casorati, Domenico Gnoli, Piero della Francesca, Giotto, Constantin Brancusi … per citarne alcuni. La lista è lunga.

Ho avuto la mia prima mostra nel 2017 a New York organizzata da Fabrizio Ferri, un fotografo che ha subito creduto nel mio lavoro. Da lì ho esposto diverse volte in spazi e gallerie. Nel 2011 ho partecipato alla Biennale di Venezia nel padiglione italiano.

Attualmente lavoro a Milano, la mia città che amo molto. Poter lavorare in Italia è un lusso per me. Amo questo paese che scegliere sempre nonstante tutte le sue difficoltà. Lavoro con una galleria con sedi a Londra e Beijing. Recentemente ho partecipato alla Fiera Internazionale d’Arte di Beijing.

Community artist Sofia Cacciapaglia

Sena titolo. Olio su tela, 208 x 206 cm.

Oltre a dipingere ho iniziato a collaborare a diversi progetti di design e di moda. Secondo me questo tipo di collaborazione è molto importante, uscire dal mio mondo e creare nuove combinazioni con altri mondo come il design e la moda. Quando me l’hanno chiesto l’ho sempre ritenuta una opportunità, un modo per testare la forza del mio lavoro fuori dal suo contesto abituale. Viviamo in un’era in cui le distanze sono state abbattute e i confini tra i dversi mondi si sono incredibilmente assotigliati. Dobbiamo uscire dai nostri binari senza timore e aprirci a questo “nuovo mondo” che si affaccia sempre di più.

Per questo motivo ho accettato di collaborare con le collezioni di moda con stampe dei miei dipinti come quelli usati dalla stilista Caterina Gatta. Ho anche disegnato sedie e carta da parati in velluto con le mie figure.

My plans for the future? I’m going to participate in an exhibition in London opening on October 4th at The Palm Tree Gallery, 291 Portobello Road, London.

I miei piani per il futuro? Partecipo a una mostra a Londra il prossimo 4 ottobre The Palm Tree Gallery, 291 Portobello Road, London.

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