Un mercoledì meraviglioso – Kumar Kumari Yantra Yoga

Immaginate settanta bambini di quarta elementare, che frequentano la scuola pubblica a Roma, in Italia, che nella loro scuola incontrano due insegnanti di yantra yoga pronti a condurre con loro un’ora di lezione dello Yoga per bambini Kumar-Kumari come parte della loro giornata scolastica. Sì, questo può succedere e sta accadendo qui a Roma, e anche a Napoli.

Grazie al recente progetto di ASIA “Distinti ma non Distanti”, un progetto finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (AICS) con l’obiettivo principale di sensibilizzare e diffondere tre dei valori più importanti della filosofia buddista: empatia, non violenza e interdipendenza, lo yantra yoga Kumar Kumari viene presentato in quattro diverse classi di quarta elementare di due diverse scuole pubbliche di Roma.

Laura Graci, istruttrice di Yantra Yoga e di Kumar Kumari ed io, Constance Soehnlen, insegnante di Kumar-Kumari, iniziamo il nostro mercoledì al “Plesso Bonghi”, nella zona tra Piazza Vittorio Emanuele e Colle Oppio. Dalle 9:30 alle 11:30, conduciamo tre lezioni una dopo l’altra, in una piccola palestra ben illuminata; ogni classe è composta di 22/25 bambini. Poi andiamo a piedi verso Via Cavour, fermandoci lungo la strada per mangiare qualcosa, “fare rifornimento” per la nostra lezione pomeridiana dalle 14:30 alle 15:30 presso la scuola elementare Alfredo Baccarini in zona Esquilino –Monti.

Sembra che tutti perdano letteralmente le scarpe, abbandonandole nel corridoio, nella loro corsa per reclamare un tappetino da yoga, preferibilmente accanto a uno o due dei loro amici preferiti. Fin dall’inizio abbiamo presentato il tappetino per lo yoga come “il proprio spazio”, da considerare come una “piccola isola pacifica”, e dato delle semplici linee guida per la lezione: prenditi cura di te stesso e osservati in questo spazio, ascolta e segui meglio che puoi, concentrati sui suoni e sul respiro mentre coordini i movimenti. Questa cornice ha incoraggiato la collaborazione e il rispetto reciproco.

Questo, ovviamente, in un mondo ideale. La realtà di un gruppo di ragazzi e ragazze di 8-9 anni, con la loro energia e le loro emozioni, è un po’ diversa. Tutti adoravano parlare e scherzare, e a volte era difficile portare la calma. Dopo la prima settimana abbiamo compreso che i classici “riscaldamenti” non erano di grande aiuto, mentre l’esercizio iniziale di respirazione del Kumar Kumari, con i suoi suoni e movimenti, si è rivelato un ottimo modo di calmare e impostare il tono della classe. Due o tre dei movimenti tsijong erano poi un modo perfetto per riscaldarsi e sciogliere il corpo. Diversi bambini ci hanno fatto da assistenti e molto presto sono stati in grado di ricordare ai loro compagni di “tenere le spalle dritte, aperte, rilassate”. Nel corso dei mesi abbiamo introdotto nuovi movimenti, dai gruppi dei lungsang e degli tsandul, e abbiamo imparato lo yantra chiamato “il cobra”.

Dopo un paio di settimane abbiamo convenuto di dividere la classe e lavorare in gruppi più piccoli, uno in palestra e l’altro in un piccolo spazio adibito a teatrino. Ci siamo dapprima concentrati esercitandoci sui suoni, e poi coordinandoli con le inspirazioni, le espirazioni, e le sequenze di movimenti. Abbiamo avuto modo di osservare e ascoltare ogni bambino individualmente, lavorare più da vicino perché in gruppi più piccoli è stato più facile sperimentare una dimensione più tranquilla, che ha portato anche a momenti di silenzio. Laura ha usato una serie di piccoli cimbali per richiamare lìattenzione su un momento di pace. Uno dei gruppi sedeva spontaneamente a gambe incrociate, alcuni persino nella posizione del loto per fare il loro “yoga”.

Sicuramente uno dei momenti più difficili per la classe era sdraiarsi per una pausa o un ultimo momento di silenzio alla fine della lezione. Calmare il corpo e la mente è veramente difficile nelle nostre vite così “attive”. I bambini hanno molto da fare, tra scuola, compiti, doposcuola, karate, danza, scacchi, lezioni di musica … e potremmo continuare all'infinito. Speravamo, introducendo il silenzio e questo spazio calmo, che i bambini trovassero il tempo di non fare nulla e sentire ciò che stava loro accadendo.

wonderful wednesday kumar kumariSicuramente uno dei momenti più difficili per la classe era sdraiarsi per una pausa o un ultimo momento di silenzio alla fine della lezione. Calmare il corpo e la mente è veramente difficile nelle nostre vite così “attive”. I bambini hanno molto da fare, tra scuola, compiti, doposcuola, karate, danza, scacchi, lezioni di musica … e potremmo continuare all’infinito. Speravamo, introducendo il silenzio e questo spazio calmo, che i bambini trovassero il tempo di non fare nulla e sentire ciò che stava loro accadendo.

Per incoraggiare la riflessione, spesso al termine della lezione ci disponevamo in un grande cerchio, chiedendo a ogni bambino di descrivere in una parola come si sentiva dopo lo yoga. Nei due mesi di lavoro abbiamo chiesto in un paio di occasioni ai bambini di spiegare attraverso disegni, parole, o in qualunque altra forma, cosa fosse per loro lo yoga kumar-kumari; non con l’idea di spiegarlo ai loro insegnanti o agli adulti, ma ad altri bambini, magari una delle classi dei più piccoli nella scuola. Questo lavoro ha rivelato molto, ed è stato divertente e creativo. Ne abbiamo ricavato un libro che resterà in ognuna delle classi come ricordo di questa esperienza.

Tutti i bambini hanno trovato un beneficio. Quelli che trovavano più difficile rilassarsi, o altri con particolari difficoltà, erano alla fine complessivamente più calmi. La nostra speranza è che il lavoro sul livello dell’energia, attraverso i suoni e la respirazione, abbia reso ogni bambino più attento ai propri movimenti e al proprio sentire.

In un certo senso, possiamo dire di aver consegnato a ciascun bambino un piccolo tesoro; di questo dobbiamo naturalmente essere grati al nostro Maestro, Chögyal Namkhai Norbu, che ci ha trasmesso questo prezioso insegnamento. Grazie ad ASIA per averci permesso di far parte di questo progetto, al direttore Andrea Dell’Angelo, alla responsabile del progetto “Distinti ma non Distanti”, Lorenza Sebastiani, a Roberta Marranca, Stefano Ricco e alle altre persone coinvolte. La nostra gratitudine va anche a Patrizia Vari, che ha coordinato le attività nel Plesso Bonghi e alla Baccarini, agli insegnanti, e ai bambini che ci hanno tutti aiutato! Questo meraviglioso progetto ha aperto le porte all’insegnamento dello yantra yoga Kumar Kumari nel sistema scolastico pubblico qui in Italia. Possa essere questo solo l’inizio!

Constance Soehnlen e Laura Graci
Roma 4 dicembre 2019

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