Una rilassante vacanza a Chengdu

di Vicki Sidley

Vicki (al centro) con le sue amiche

“C’è ancora il ritiro?” scrivo a Cecilia Damiani, l’organizzatrice italiana del viaggio.

“Sì. Con il cuore addolorato ma sì. Questo era il desiderio di Rinpoche.” mi ha risposto.

Solo una settimana prima ci aveva incoraggiato la notizia che Rinpoche era andato in Italia per ricevere l’onoreficenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. Questo mi ha fatto sperare che, avendo fatto questo viaggio potesse fare anche quello per la Cina. Ma poco dopo è arrivata la notizia che il 16 settembre la salute del Maestro si era deteriorata. Ora sapevamo con certezza che non sarebbe andato a Chengdu. In seguito a una richiesta apparsa su Norbunet abbiamo saputo che Fabio Andrico stava lasciando la Cina per ritornare a Merigar. Velocemente molti che avevano prenotato il viaggio in Cina hanno cambiato i loro piani.

Il giorno dopo Cecilia mi ha scritto non eravamo rimasti in molti e che “potevamo stare insieme.” A questo punto ho pensato che fossero rimaste 8, 10 persone e mi sono offerta di tenere una, due classi di Harmonious Breathing. Cecilia era estasiata.

Il giorno seguente, che era quello precedente alla partenza, mi ha scritto: “Siamo felici di annunciare che dal 29 settembre fino al 5 ottobre Yeshe Wangpo sarà con noi! È un bravo istruttore, scelto da Rinpoche per insegnare in Cina.”

Questa era veramente un’ottima notizia. 12 ore prima della partenza Cecilia mi ha detto che eravamo rimasti solo in 4 e che non ci sarebbe stata la Danza del Vajra. Ora esitavo a partire. Era possibile non partire? Dato che quasi tutti avevano cancellato era folle da parte mia partire? Ma lo slancio dietro le molte disposizioni prese per andare era come una grande nave in mare. Sembrava che fossi destinata a partire.

Al mio arrivo a Shanghai ero sollevata di vedere le insegne all’aeroporto in inglese. Dopo essere stata trattenuta dal funzionario che contestava il mio passaporto sostenendo che fosse troppo nuovo (quello vecchio era scaduto) mi hanno fatta passare e andare all’imbarco per il volo per Chengdu. Per fortuna sul volo internaziona avevo fatto amicizia con giovane uomo d’affari americano che stava andando anche lui a Chengdu. Mi ha avvisata che spesso il numero dell’imbarco cambia senza annuncio. Parlava un po’ di cinese e ha scoperto che aspettevamo all’imbarco svagliato. Quindi abbiamo attraversato il terminal per un’altra affollata sala d’attesa. Il nostro volo era stato unito con quello successivo e sarei arrivata due ore dopo. Il secondo colpo di fortuna è stato quello di avere già l’applicazione “WeChat” sul mio cellulare. WhatsApp, insieme a molte applicazioni, motori di ricerca, servizi mail e siti sono o ristretti o semplicemente non disponibili in Cina ma con WeChat ho potuto avvisare Lulu (il mio contatto a Chengdu) che sarei arrivata due ore dopo.

La mia trepidaziono è sparita presto quando ho incontrato Lulu e Oscar. Lulu era responsabile dell’intera organizzazionea Chengdu e immediatamente mi ha preso sotto la sua ala protettiva. Mi hanno aspettata pazientemente all’aeroporto e prenotato una macchina per andare al mio albergo.

Durante il percorso le mie prime impressioni erano quelle di una città moderna. Lungo il profilo sul tetto del gigantesco Global Center che appariva e spariva c’erano strisce sinuose di viola intenso e luce bianca contro un cielo notturno. Questa era la prima di molte luminose animazioni architettoniche su edifici enormi che mi avrebbero impressionato nei giorni seguenti.

Chengdu è una città moderna di “secondo livello” con una popolazione di circa 13 milioni considerando l’area più estesa di Chengdu. È situata in una grande valle circondata da montagne. Il tempo a settembre è spesso nuvoloso e afoso. Personalmente ho trovato gradevole il caldo e l’alto tasso di umidità. Chengdu ha uno dei più bassi record annuali di sole in Cina. Questo, come ho appreso, ha dato origine al detto caratteristico, quando ci si riferisce a qualcosa di rato, che è come un “cane che a Chengdu abbaia al sole.” Aveva la reputazione di essere un posto molto rilassato.

Una delle molte ragioni per viaggiare in Cina, quella migliore, è stato quello di sentirmi accudita da Lulu, dall’inizio alla fine. Lulu ha scelto un Holiday Inn a Chengdu con un attiguo centro d’affari. Negli Stati Uniti con il mio budget gli Holiday Inn sono alberghi decenti ma quello in cui abbiamo alloggiato a Chengdu era più un albergo a 4 stelle, con una sala capiente di marmo, con molti ristoranti incluso quello che vi ha offerto un suntuosa e ricca colazione e stanze ben arredate, lussuose. Dalla finestra della mia camera potevo vedere un grande lago. Non era l’ambiente nocivo che avevo immaginato. Era silenzioso, insonorizzato dal rumore del traffico.

La prima sera Lulu ha prenotato una macchina per portarmi in centro al centro IFS. Mi ha detto, “Ci incontriamo all’orso Panda”. Ho guardato intorno e non lo vedevo. Finalmente ho guardato in alto e ho visto il gigantesco orso arrampicarsi in cima al palazzo. Durante la cena quella sera ho imparato da Lulu che ci sarebbero stati più di 100 studenti cinesi di Rinpoche al ritiro che si sarebbe svolto la settimana seguente condotto dal monaco Yeshe Wangpo. Ora capivo che insegnare Harmonious Breathing sarebbe stato parte del ritiro. Ho anche capito che Chengdu dista solo 500km da dov’è nato Rinpoche.

Il giorno dopo ho incontrato Lulu in centro al Monastero di Manjushri, conosciuto anche come il monastero Wenshu. Il sito risale al 618 a.C. Ero sorpresa di sapere che qui si è registrati come buddhisti. In America vi potete definire tali in privato se credete nei dogmi buddhisti ma in Cina dovete sottoporvi ad alcuni processi formali di studio per ottenere questa definizione, qui dall’associazione buddhista di Sichuan e dalla città di Chengdu. Qui Lulu ed io abbiamo passato del tempo a guardare i palazzi, i giardini e prendendo un tè, delizioso passatempo cinese.

Durante il tè ho imparato che di regola pochi cinesi urbani usano il contante né usano le carte di credito. Tutti i pagamenti sono fatti con il sisteman bancario da cellulare con un codice QR (simile al codice a barra). Anche in cima a una montagna una donna che vendeva una radice che sapeva di melone aveva il codice QR sul cesto che conteneva la sua merce. Cominciavo a pensare al sistema monetario americano come oblsoleto.

Se questo funziona molto bene per i cinesi per favore passa le mia parole di avvertimento ai visitatori in Cina. Nè la mia carta di credito nè il mio bancomat potevano essere collegati al programma. Solo le carte di credito cinesi sono accettate dei commercianti. I bancomat non riconoscevano la mia carta. Non avevo problemi con le mie carte per avere il contante in Europa, Australia e in Sud Africa ma non funzionavano qui in Cina. Così avevo forti limiti di spesa. Per i visitatori è meglio andare con molto contante, gli alberghi vi cambieranno la moneta.

Dopo il tè abbiamo incontrato Cecilia, Lushan e suo marito con il loto bambino al ristorante del monastero. Il menù era presentato su una tavoletta digitale. Ho ordinato qualcosa solo perché il suo aspetto era bello. Il piatto si chiamava “perle verdi” e credo avesse origine marina. I piatti sono arrivati uno dopo l’altro. È stata una festa da vedere e in cui indulgere e questo succedeva per la maggior parte dei pasti. Grazie alla nostra padrona di casa, Lulu, c’era sempre una gran varietà di piatti. Tutto, per il mio palato, era delizioso.

Nei quattro giorni successivi Cecilia, Heidrun Goetsch dall’Austria ed io abbiamo fatto una spettacolare gita verso diversi importanti siti a poche ore di guida da Chengdu (il quarto turista ha cancellato la prenotazione all’ultimo minuto).

Mi limiterò a elencare questi siti, senza descriverli, nel caso abbiate la possibilità di andarci di persona e averne una esperienza diretta. Erano, nell’ordine in cui ci sono stati presentati dalla nostra magnifica guida Ken, amico di Lulu: il Giant Panda Breeding Center, l’antica città di Luodai, il Grande Buddha di Leshan, il Monastero Dafo, la città Elefante, un musical acrobatico al teatro di E’mei, monte E’mei con la sua statua d’oro di Samantabhadra, la montagna taoista chiamata Xingcheng con i suoi molti templi. Devo dire che i Panda giganti, che passando la maggior parte del tempo pesantemente appesi sopra o tra i rami o accasciati nel sonno su piattaforme artificiali, sono l’epitomo della rilassatezza, il tema del nostro viaggio.

Ciascuno di questi luoghi sono stati un’esperienza ricca, unica ed esotica. Ken ci ha gudato e si è occupato di ogni dettaglio, compreso l’acquisto dei biglietti per i diversi autobus, carrozza e funivia e ci ha ordinato il cibo per pranzo e cena. Cecilia l’ha soprannominato “il nostro super eroe” – e lo è stato.

Sulla strada per Leshan Ken mi ha detto di guardare i gruppi di case bianche che si potevano vedere dall’autostrada. Se vedevamo una casa con un grande cerchio nero dipinto sul muro significava che ci viveva qualcuno che aveva più di novant’anni. L’età avanzata in Cina è un traguardo, invece di essere qualcosa da evitare per la maggior parte del tempo come in America.

Di ritorno in albergo dei praticanti cinesi si erano riuniti per seguiri gli insegnamenti di Yeshe Wangpo. Avrebbe insegnato Mandarava nelle mattinate della settimana seguente.

Mi hanno presentato Ben, l’istruttore cinese di Yantra Yoga, e con l’aiuto del talentuoso traduttore e praticante Yantra Yoga, Crystal Shi, abbiamo organizzato i’agenza del pomeriggio per Harmonious Breathing e Yantra Yoga.

Yeshe Wangpo è stato accolto caldamente dai 150 studenti presenti. Solo un mese fa aveva impartito un insegnamento a Dali. Ho saputo quella mattina da Cecilia che Rinpoche era morto. Lo sapevano tutti gli studenti cinesi? Come lo avrebbe comunicato Yeshe Wangpo? Era molto umile nel presentarsi, diceva che inizialmente non pensava di poter insegnare la pratica Mandarava ma che Rinpoche aveva detto che era pronto e che Rosa gli aveva chiesto di insegnarla dirante questo ritiro. Il modo in cui ha comunicato la morte di RInpoche è stato molto sottile, questo valeva sia per chi lo sapeva già che non. A un certo punto ha semplicemente detto che Rinpoche non poteva essere qui fisicamente con noi ma che di fatto lo era.

Insegnare Harmonious Breathing a circa ottanta studenti è stata una grande opportunità e un piacere. Con me c’era la deliziosa Crystal Shi che ha tradotto ogni frase, dandomi alcuni momenti per pensare a cosa dire dopo. I praticanti avevano un vantaggio quando si sedevano rispetto agli studenti occidentali, erano più aperti e stabili. Erano molto attenti e diligenti nell’applicare gli esercizi. Una nota di interesse è che la maggior parte dei praticanti cinesi tenevano le calze ai piedi. All’inizio ho pensato che fosse un segno di rispetto, quello di non mostrare all’insegnante la pianta dei piedi, ma più tardi ho saputo da Crystal che questa è un’abitudine basata più sulla convinzione che possa entrare un vento freddo dalla pianta dei piedi e causare delle malattie.

Dopo Harmonious Breathing Ben ha insegnato le Nove Respirazioni di Purificazione e la serie degli Tsigjong. È stato molto esaustivo nelle sue spiegazioni e molto previso nelle sue dimostrazioni. Anche Ben ha tenuto i calzini ai piedi, togliendone uno per poco per mostrare come gli alluci devoni piegarsi nei primi movimenti. Ovviamente non lo capivo ma ho colto molte cose guardando le sue dimostrazioni. Durante queste sessioni Crystal, Lily, un’altra deliziosa praticante Yantra Yoga, ed io girevamo per la stanza guardando e correggendo le persone che hanno apprezzato molto queste correzioni.

Dopo lo Yantra Yoga c’erano le Danze Khaita, insegnate da Cecilia e Lushan. Credo che molti non conoscono queste canzoni ma che tutti erano desiderosi di provare. C’era anche una coppia di ragazze molto giovani nel gruppo dei danzatori Kahita e tutti si sono divertiti molto.

Il terzo giorno del ritiro ho riconosciuto una faccia di Dzamling Gar. Era Anna Apraksina, un istruttore della Danza del Vajra era qui con Vince Li. Ci avrebbe guidato nella Danza del Vajra? Ci serviva un mandala. Ho chiesto a Lulu e come per magia il giorno dopo è stato portato un mandala nella sala. Così abbiamo fatto la Danza del Vajra. Anna ci ha dato consigli, tradotta da Vince, sulle 12A e poi abbiamo danzato sul mandala. C’erano molto, molti ottimi danzatori, molto aggraziati. Ero sorpresa di vedere quandi fossero in grado di fare entrambi le parti di Pawo e Pamo.

È stato utile utile imparare da Yeshe Wangpo. Così è stato essere circondati da tanti praticanti molto esperti e diligenti. Erano aperti, con lo spirito aperto e il loto ritmo. La sensazione di amicizia era abbondante come lo era il cibo.

I cinesi hanno una cultura molto diversa dalla nostra occidentale. Uno dei suoi aspetti è sono educati e premurosi. Ci sono, credo, livelli di sottigliezza nelle loro maniere che devo ancora capire.

Pensando a Rinpoche, stando vicini a dov’è nato, sognandolo, praticando insieme, ho sentito una grande vicinanza con lui per tutto il tempo cje sono stata in Cina. Lo sento ancora oggi. Senza dubbio, a prescindere dal luogo, attraverso una vasta parte del pianeta, in questo momento speciale, non sono la sola a provarlo.

Grazie molto a Yeshe Wangpo per gli insegnamenti, a Cecilia, Lulu e Oscar per la forza, la tenacia e la capacità nell’organizzare questo viaggio, a Lushan e ad Anna per insegnare la danza, a Ben per le istruzioni di Yantra Yoga, a Crystal, Wen, Kenand e a chi ha tradotto per noi, a Fabio per l’Harmonious Breathing, e a tutto il Sangha cinese.

Omaggio al Maestro!

Download PDF