Viaggio sacro nel Kham/Tibet orientale, agosto 2018

Foto di gruppo a Muri La Pass

di Lidian King

A metà maggio ho cercato un posto in cui andare ad agosto quando la Rogue Valley nel sud dell’Oregon si riempie di di fumi tossici a cause degli incendi. Un link sul sito di Kunselling, Galles, mi ha portato al sito dell’Istituto Shang Shung di Londra dove, alla sezione Insight Travels, Jamyang Oliphant organizzava un pellegrinaggio di tre settimane per il Kham/Tibet orientale ad agosto. Subito ha capito che dovevo andare. È diventato imperativo visitare la terra dove il nostro Maestro Chögyal Namkhai Norbu è nasto e cresciuto, visitare direttamente i numerosi, magnifici monasteri e tutti quei posti collegati al nostro lignaggio di famosi maestri e terton (e questo ha ravvivato i miei ricordi dei racconti ricchi e affascinati che Rinpoche ha raccontato nel corsi di molti anni). Avendo applicato le pratiche di questi Maestri negli ultimi trent’anni mi sono sentita profondamente connessa.

Punto d’incontro era Chengdu, la capitale della princia del Sichuan. Dopo lunghi voli dall’Europa, dalla Russia, dall’Inghilterra e dagli Stati Uniti le persone si sono riunite a un intrepido autista cinese e una instancabile guida tibetana Lobsang. Ho avuto la fortuna che mia figlia è venuta con me. Dopo aver visitato alcuni luoghi sotto il caldo soffocante e l’umidità di Chengdu eravamo ansiosi di partire. È parso chiaro il desiderio dei cinesi di costruire nuove strade, tunnel ed autostrade che hanno cambiato il panorama tradizionale. Grandi alberghi e palazzi sono ovunque in città. La vista oggigiorno è quella del cemento, di molti veicoli e mezzi pesanti di trasporto.

Monaci di un monastero Dzogchen

Nel Luding/Chaksamka abbiamo camminato sul rimoroso fiume Gyarong sul famoso ponte di ferro sospeso che si crede sia stato costruito dal Mahasiddha Thangtong Gyalpo. Oltre a questo contributo di ingegneristico e artisitico Mahasiddha Thangtong Gyalpo è stato un grande praticante che ha domato le forze negative, costruito stupa e templi in luoghi sacri per tutto il Tibet (e il Buthan). Questi ‘punti di agopuntura’ sensibili collegano ed armonizzano tutte le linee di energie del Tibet. Questo è veramente palpabile. Nel 1857 Chogyur Lingpa ha scoperto il terma che contiene i nomi di numerosi luoghi sacri del Kham e dell’Amdo benedetti da Padmasambhava, collegati alla saggezza illuminante. Finalmente il Kham è stato riconosciuto come un posto di pelligrinaggio sacro.

Caminata attraverso il ponte Luding costruito da Thangtong Gyalpo, foto di L. Shlaer

Una volta attraversata città di confine Dartsedo, famosa per i suoi commerci (e per il delizioso monastero Dorje Drak) il paesaggio si riempie di stupa, di cupole dorate dei templi, bandiere di preghiera e sculture di mantra che punteggiano le colline, le scogliere rocciose, le pietre di fiume ecc. tutte sono forze protettive e un chiaro monito per ricordarci che il potere del dharma del Buddha è vivo in Tibet. Non solo, il paesaggio è ricco dell’arte decorativa, colorata e bella, delle costruzioni dei villaggi tibetani. Ci siamo spostati con andatura spedita ma da Bamei a Tawu e Kandze siamo passati attraverso colline lussureggianti con yak al pascolo, fiumi, fattorie ealte cime e molti passaggi di montagna. Mi sono deliziata per le varie caratteristiche di ogni regione e per i magnifici cieli di nuvole bianche e spumeggianti che si muovono continuamente contro una distesa di un blu brillante. In un attimo i cieli possono diventare scuri di nuvole minacciose per poi tornare velocemente ad essere cieli chiari. Non ho mai vissuto il potere degli elementi della natura in modo così intenso ed era estate, non oso immaginare la durezza dell’inverno!

Sang al monastero Dorje Drak, Dartsedo

Stupa e mantra su petre al monastero Galenting

Da Kandze siamo saliti, passando rapidamente attraverso ulteriori paesaggi rurali, per arrivare al cuore del Kham, dove molti famosi maestri hanno vissuto e praticato iniziando da Dusum Khyenpa, il primo Karmapa (XII secolo). Ci siamo fermati al bellissimo lago ghiacciato Yilhun Lhatso (dove Kalu Rinpoche ha meditato come yogi errante nell caverne che si trovano nelle cime alte fino a 6.000 metri). Poi, sopra il vecchio e polveroso villaggio Dzogchen (4.020 mt), abbiamo fatto un picnic al famoso monasero e camminato fino alla casetta di ritiro dove Patrul Rinpoche ha scritto “Le Parole del mio Perfetto Maestro”. Abbiamo anche visitato uno yogi pazzo e deviato per il monastero Zechen dove abbiamo incontrato l’ospitale Khenpo Gyaltsen a casa sua, dove ci hanno cortesemente servito del tè tibetano e degli spuntini, e ci ha spontaneamente offerto il potenziamento di Vajrakilaya e di Hayagriva. Che meraviglia!

Dopo Galenting, siamo arrivati a Derge, il centro culturale della regione e casa dell’antico lignaggio reale. Abbiamo esplorato le magnifiche costruzioni del Parkhang Printing Press. Qui centinaia di blocchi di legno di tutte le tradizioni sono amorevolmente custoditi, ne sono stampati ogni giorni con la stessa tecnica usata dal nel 1729, quando la casa editrice è stata fondata dai reali. Abbiamo anche visto Derge Gonchen, dove il nostro Maestro Chögyal Namkhai Norbu ha studiato dall’età di otto anni. Al delizioso piccolo tempio dedicato a Thangtong Gyalpo, che si trova nella vecchia area tibetana, abbiamo circumnavigato insieme ai locali una bella statua d’argilla con la sua immagine all’interno. Dopo, al monastero Pelyul che si trova in alto in una valle simile alle Alpi svizzere, alcuni di noi hanno meditato in un piccolo tempio che ospita le reliquie del terton Mingyur Dorje. Al Gar Adzom sono sopravvissuti dei rari e orginali affreschi perché il Gar è stato usato come magazzino di munizioni durante la rivoluzione culturale. Mia figlia Leah ha sentito la presenza di molti spiriti. Al monastero Yarchen siamo stati testimoni casuali di una ‘sepoltura all’aperto’! Grandi e voraci avvoltoi sono scegli in massa per il loto pranzo. Questo è un grande monastero e dal 2017 ha subito delle demolizioni per controllare la crescita incontrollata della popolazione dei monaci e monache. Si ritiene che qui abbiano vissuto fino a 15.000 tra monaci e monache. Siamo stati sottoposti ai controlli cinese molto spesso durante il nostro viaggio.

Statua di Buddha Shakyamuni

Nyarong è stato il momento più bello del viaggio per me. È una terra piena di gole con fiumi tumultuosi che finiscono in strette e profonde valli coperte da dense foreste sempreverdi. C’è un senso di selvatico qui, si è alla mercè degli elementi. Una forte pioggia facilmente provoca smottamenti. Per fortuna siamo stati benedetti dal bel tempo. Questa è la terra di Nyala Pema Dudul (e del fiero Khampa, crescito qui nel XIX secolo, che ha dichiarato l’indipendenza dal più grande Tibet) Abbiamo passato un giorno intero alla ricerca dell’isolata montagna Lhanglhangdrak dove Nyala Pema Dudul ha passato nove anni in ritiro e ha scoperto molti terma, incluso quello del chudlen, che lui stesso ha praticato. Negli ultimi tre anni si dice che abbia vissuto cibandosi di fiori di rabarbaro bevendo gocce d’acqua che cadevano nella caverna o che succhiava dalle pietre. Dopo il ritiro ebbe una straordinaria visione in cui vide migliaia di Buddha e una infinita schiera di esseri illuminati sotto forma di un arcobaleno di thigles. Si impegnò a costruire il monstero Kalzang dove ebbe questa visione. Finalmente il nostro autobus ha raggiunto la montagna alle 17.00 dopo un pericoloso viaggio attraverso tornanti di una stretta sporca strada, salendo sempre più su per arrivare finalmente alla base di una impressionante montagna che si ergeva come fiamme sopra la linea degli alberi. I due lama che sedevano fuori dal Gönpa sono stati felici di accoglierci! Ci hanno mostrato i molti tesori preziosi nascosti e conservati durante la rivoluzione culturale e abbiamo fatto un thun breve.

Il nostro gruppo ha vissuto molte avventure ma non c’è spazio per raccontarle tutte. È stato bello condividere le foto fatte con il cellulare con gli allegri abitanti del Khampa. Non abbiamo visto altri occidentali. Ci siamo adattati nella nostra routine quotidiana a fermarci per la sosta pipì ovunque capitasse (ebbene sì, ho messo il piede nella ‘torta’ di yak e mi sono accucciai su una pianta di ortiche urticanti! Ouch!), ad assumere elettroliti e numerosi snack cinesi insieme alla coca-cola (che aiutava a digerire i grassi e speziati pasti cinesi). Solo raramente siamo riusciti a mangiare delizioso cibo tiberano. Questo viaggio indimenticabile è finito troppo velocemente e l’amicizia fatta ha davvero arricchito tutte le nostre vite. Viva il Kham!

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