Vita e Opere di Chögyal Namkhai Norbu

Chögyal il Re del Dharma, Namkhai Norbu Gioiello di Tutto lo Spazio, è nato come una persona speciale. Non era un uomo comune. Ha portato dalle sua vite passate una grande ricchezza di virtù, saggezza e meriti e ha trasmesso i tesori originali del lignaggio del buddismo tibetano, condividendo nel mondo moderno gli insegnamenti autentici e vivi con studenti molto fortunati. Era molto istruito in ogni aspetto della cultura, della storia e di tutte le materie accademiche del Tibet, nonché detentore di un patrimonio inestimabile di insegnamenti del Bön, Buddismo e Dzogchen. La sua grande saggezza e abilità unica erano la sua sapienza nel preservare questi tesori in armonia e distintamente. Era una persona così meravigliosa, di buon cuore, e ogni aspetto della sua vita era dedicato disinteressatamente al massimo beneficio degli altri, elargendo dal suo cuore le preziose ricchezze della sua saggezza e amorevolezza. Sono estremamente grato per la mia connessione con Lui e il suo Sangha dovuta alla sua intima relazione con S.E. l’ottavo Khamtul Rinpoche e S.E. Dorzong Rinpoche.

Omaggio a Chögyal Namkhai Norbu scritto da Drugu Choegyal Rinpoche, un maestro Tibetano e artista di grande talento della tradizione Drugpa Kagyu, invitato da Chögyal Namkhai Norbu negli anni ‘90 per dipingere le figure dei maestri primordiali nel Tempio della Grande Contemplazione a MerigarVita e Opere di Chögyal Namkhai Norbu

Chögyal Namkhai Norbu è uno degli ultimi grandi maestri di Dzogchen nato e completamente educato in Tibet, prima degli anni ‘50. Fu presto riconosciuto come un grande lama reincarnato. Questa breve biografia è divisa in due parti: la prima ripercorre i suoi passi dalla nascita, nella regione autonoma tibetana del Kham, fino alla sua partenza dal Tibet verso il Sikkim, includendo anche insegnamenti e iniziazioni che ricevette dai suoi Maestri. La seconda parte inizia quando arrivò in Italia nel 1960, invitato dal professor Giuseppe Tucci, il più grande orientalista italiano del suo tempo, per lavorare all’IsMEO, ora Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente (IsIAO). Negli anni ‘70 Chögyal Namkhai Norbu iniziò a dare spiegazioni sull’insegnamento Dzogchen ai suoi primi studenti. L’interesse si diffuse presto e dopo aver ricevuto inviti da ogni continente, iniziò a viaggiare e a dare istruzioni in tutto il mondo, fondando la Comunità Internazionale Dzogchen, il cui obiettivo principale è far conoscere e sviluppare la comprensione dello Dzogchen, oltre a preservare lo straordinario patrimonio culturale del Tibet.

Nascita e Vita di Chögyal Namkhai Norbu in Tibet

Chögyal Namkhai Norbu, uno dei principali maestri di Dzogchen, apparteneva all’ultima generazione di tibetani ad essere stata completamente educata in Tibet. Nacque l’8 dicembre 1938, il primo maschio dopo tre sorelle, a Geug, un piccolo villaggio abitato da sole sette famiglie. Geug faceva parte del regno di Derge, in Kham, nel Tibet orientale. Suo padre, Tsewang Namgyal, della famiglia Trokhe, era un alto funzionario del governo. Sua madre, Yeshe Chödrön, era la sorella del maestro Dzogchen Khyentse Chökyi Wangchug Rinpoche (1910-1960). Dal giorno della sua nascita, Chögyal Namkhai Norbu era considerato fra la popolazione locale come la reincarnazione di Adzom Drugpa Drodul Pawo Dorje (1842–1924). Ciò era dovuto, tra l’altro, al fatto che poco prima della sua scomparsa, Adzom Drugpa aveva donato alla famiglia di Chögyal Namkhai Norbu alcuni oggetti sacri che simboleggiavano Corpo, Voce e Mente e molti altri oggetti personali. Il primo a riconoscerlo come reincarnazione di Adzom Drugpa fu suo zio paterno Ugyen Tendzin.
Nel 1940, la reincarnazione fu ufficialmente confermata dal VI Shechen Rabjam Rinpoche e da Palyul Karma Yangsid Rinpoche. Alla fine del 1941, il re di Derge, Tsewang Duddul, gli regalò il palazzo Rongpo Khang, a Derge Gonchen, invitandolo a vivere lì fino al suo ventesimo compleanno.
Nel 1943, Chögyal Namkhai Norbu iniziò a studiare a Derge Gonchen, dove aveva un tutore privato, cominciando così a memorizzare diversi testi. Quell’estate si recò nel luogo di ritiro chiamato Tsarashab, dove suo zio paterno Togden Ugyen Tendzin viveva in una grotta per i ritiri. Togden significa “dotato di realizzazione”; ed è un titolo accordato agli yogi altamente realizzati in Tibet. Qui Chögyal Namkhai Norbu incontrò per la prima volta la pratica dello Yantra Yoga, una disciplina che combina respirazione e movimento, di cui suo zio era un grande maestro. Alla fine dell’estate, Chögyal Namkhai Norbu tornò a scuola, dove sostenne un esame con ottimi risultati. Continuò così i suoi studi, memorizzando più testi e imparando a dipingere e costruire mandala con sabbie colorate secondo il sistema Ngor della tradizione Sakyapa.

Nell’autunno del 1945 tornò nella sua casa di famiglia, dove ricevette l’iniziazione e le istruzioni del Longchen Nyingthig da suo zio Togden Ugyen Tendzin. Alla fine dell’anno venne riconosciuto come reincarnazione di Jamyang Loter Wangpo dall’eminente lama Sakyapa Ngagwang Thutob Wangchug.

Nell’autunno dell’anno successivo, nel 1946, sua nonna paterna, Lhundrub Tso, morì a Wontod. Per officiare i rituali funerari la famiglia invitò Khyenrab Chökyi Ödzer, capo del collegio di Wontod. Anche lo zio materno di Chögyal Namkhai Norbu Rinpoche, Khyentse Chökyi Wangchug, fu invitato.

Chögyal Namkhai Norbu (al centro) con la sua famiglia, Lhasa, probabilmente 1957. In piedi da sinistra la sorella di Rinpoche Trashi Yangdzom e Sonal Palmo, e sua madre Yeshi Chodron. Seduti dalla sinistra il fratello di Rinpoche Pema Kungtsen, Rinpoche, e suo padre Tsewang Namgyal.

Nel 1947 Rinpoche si recò a Galenting, dove ricevette insegnamenti sia da Khyentse Chökyi Wangchug che da Kunga Palden (1878-1950). Mentre suo zio Khyentse Rinpoche e Kunga Palden stavano facendo un ritiro al buio, anche Chögyal Namkhai Norbu fece il suo primo ritiro al buio per una settimana. Nella stessa primavera iniziò a studiare al collegio di Wontod.

L’anno seguente nel 1948, suo fratello minore Jamyang Phuntsog morì improvvisamente e per officiare i rituali fu invitato Trungram Gyatrul Rinpoche insieme a Negyab Rinpoche. Successivamente, Chögyal Namkhai Norbu si recò nel Negyab per ricevere iniziazioni e insegnamenti Dzogchen dallo stesso Negyab Rinpoche. Fece anche un ritiro di pratica del Ngöndzog Gyalpo, superò un esame al college e ricevette il Ngöndro, o pratiche preliminari, del Longchen Nyingthig.

Nel 1949 completò i cinque Bum del Ngöndro. Durante l’estate andò nel monastero di Dzogchen per ricevere le iniziazioni del Guhyagarbha tantra e del Chöd Dzinpa Randrol dal Khenpo di quel monastero. Quindi tornò a Wontod, dove ricevette l’iniziazione del Gyudde Kuntu, la Collezione di Sadhana dei Sakyapa.

Nel 1950, la figlia della sorella maggiore Jamcho, morì di vaiolo. Per officiare i rituali la famiglia invitò Khyentse Chökyi Wangchug. Da lui, Chögyal Namkhai Norbu ricevette un’iniziazione di Guru Tragpo. Quindi andò a Gakhog insieme allo zio dove ricevette varie iniziazioni e insegnamenti da Khangsar Khen Rinpoche. Successivamente, lui e Khyentse Chökyi Wangchug andarono insieme a visitare il Mahasiddha di Nalung, il Siddha di Chamten e altri maestri. In estate tornò al collegio. Da suo zio Khyentse Rinpoche ricevette anche le iniziazioni del Konchog Chidu e di Guru Tragphur: rispettivamente nel monastero di Lhadrong e a Derge Gonchen. Nell’autunno dello stesso anno ricevette l’iniziazione di Drubthab Kuntu dal khenpo del collegio. Nell’inverno seguente Kunga Palden morì.

Nel 1951 ricevette l’iniziazione dell’Ati Sabdon e diversi altri insegnamenti e iniziazioni dal khenpo del collegio, iniziando così lo studio dei Quattro Tantra della Medicina e Astrologia degli elementi e zodiacale secondo il sistema Kalachakra. Durante l’estate viaggiò a Dzachuka e in altri luoghi, insieme ad alcuni monaci. Un resoconto di questo viaggio si trova nel suo libro Viaggio nella cultura dei nomadi tibetani (Shang Shung Edizioni). In autunno, Khenpo Khyenrab Chökyi Ödzer consigliò a Rinpoche di richiedere insegnamenti alla grande maestra Ayu Khandro Dorje Paldrön (1838-1953). Quindi prima tornò a casa e poi si avviò verso la residenza di Ayu Khandro con sua madre e una delle sue sorelle. Lì ricevette insegnamenti e iniziazioni sul Khadro Sangdu, il Khadro Nyingthig, lo Yantig Nagpo e altri.

Nell’estate dell’anno successivo, nel 1952, andò a Galenting per aiutare la ricostruzione del tempio e poi a Dzongsar, dove ricevette il Lamdre da Khyentse Chökyi Lodro. In autunno iniziò un ritiro di sei mesi a Sengchen Namdrag.

Chögyal Namkhai Norbu e Kangkar Chökyi Senge, 1953.

Nel 1953, ricevette insegnamenti e iniziazioni da Gyurmed Dorje Rinpoche, figlio di Adzom Drugpa. Poi andò a trovare suo zio Khyentse nella sua caverna di ritiro, dove, insieme a una trentina di altre persone, tutte stipate in quella piccola grotta, ricevette il Nyingthig Yabzhi. In autunno, Chögyal Namkhai Norbu e suo zio andarono a Tatsiendo, nella provincia del Sichuan, Repubblica Popolare Cinese, per parteci-pare a una riunione convocata dai cinesi e in tale occasione visitò le città di Chengdu e Chongjing. Accettò poi l’invito a insegnare tibetano a Kangkar, nella regione di Menyag, dove conobbe Kangkar Rinpoche dal quale ricevette istruzioni sui Sei Yoga di Naropa e altri Insegnamenti.

Dal 1954 al 1955 insegnò tibetano presso la South-Western University for Minorities di Chengdu, e quindi ebbe l’opportunità di perfezionare il suo mandarino. Poi, durante le vacanze, tornò a casa, dove ricevette da suo zio Khyentse Rinpoche gli insegnamenti di Thangyal Nyenchod (una pratica di Chöd legata alla trasmissione orale di Thangtong Gyalpo) e Lhalung Chagdor Chögyal Namkhai Norbu (al centro) con la sua famiglia. Inoltre, con sua sorella Jamcho, andò al monastero di Dzogchen per ricevere l’iniziazione di Tsogchen Dupa e altro da Yabghen Ngawang Norbu.

Nel 1955 insegnò tibetano per un mese a Derge. In primavera andò di nuovo a Tatsiendo. Gli fu offerto un nuovo lavoro, ma rifiutò e tornò in Tibet. Durante quell’anno conobbe Rigdzin Changchub Dorje (1826–1961), il suo principale maestro Dzogchen, o maestro radice, che era anche un medico tibetano, e rimase nella sua residenza a Khamdoga per sei mesi. Da Changchub Dorje ricevette l’autentica trasmissione e conoscenza esperienziale dello Dzogchen.

Nel 1956 ricevette iniziazioni da Gala Khenpo, Khen Gonpo e Dzogchen Rinpoche. Andò a Lhasa con suo padre, quindi partì per un pellegrinaggio nei luoghi sacri in India, Nepal e Bhutan. Alla fine dell’autunno tornò a Derge, dove erano iniziati disordini politici.

Nel 1957, mentre si recava a Lhasa con la sua famiglia, ricevette insegnamenti sul Chöd della tradizione Surmang da Khyache Chodgen. Andò anche in pellegrinaggio a Samye e in altri luoghi sacri tibetani con i suoi genitori.

Geshe Jampel Senge e Chögyal Namkhai Norbu in Sikkim, 1959.

Nel 1958 lasciò Lhasa e andò a vivere in Sikkim, dove ricevette insegnamenti da Dudjom Rinpoche Yeshe Dorje e inoltre iniziò a studiare sanscrito e mongolo. Fece un ritiro personale nel monastero di Pema Yangtse e alla fine dell’autunno andò in pellegrinaggio in India.

Nel 1959 cercò di ritornare in Tibet, per aiutare la sua famiglia in un momento difficile, ma non ci riuscì e quindi tornò a Gangtok dove cominciò a lavorare come autore ed editore principale di testi in tibetano per l’istruzione presso l’ufficio dello sviluppo del governo del Sikkim. Non smise mai di cercare di ricevere notizie sulla sua famiglia, ma nessuno era a conoscenza di cosa fosse successo loro. Solo molti anni dopo, quando viveva già nel mondo occidentale, Chögyal Namkhai Norbu venne a sapere che suo padre e suo fratello erano stati imprigionati ed erano morti. Anche sua sorella maggiore fu incarcerata per tre anni. Riguardo allo zio materno, Khyentse Chökyi Wangchug, fu catturato e messo nella stessa prigione con altri due maestri Shechen Rabjam e Drukpa Kuchen. Erano in celle diverse e non potevano parlare o comunicare fra loro in alcun modo ma una mattina le guardie li trovarono morti nelle loro celle, tutti e tre seduti nella posizione di meditazione. In Sikkim Chögyal Namkhai Norbu incontrò il XVI Gyalwa Karmapa in fuga dal Tibet, e continuò a studiare il sanscrito im- parando anche un po’ di birmano. Nel frattempo, ricevette varie e prestigiose offerte accademiche da diversi paesi. Alla fine accettò l’invito del grande orientalista italiano, il prof. Giuseppe Tucci (1894–1984), che nel 1933, insieme al filosofo e ministro della cultura italiano, Giovanni Gentile, aveva fondato l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, IsMEO. Quindi, alla fine dell’anno, Chögyal Namkhai Norbu andò a Dharamsala, in India, per incontrare il Dalai Lama e dopodiche partì per l’Italia. In Sikkim Chögyal Namkhai Norbu incontrò il XVI Gyalwa Karmapa in fuga dal Tibet, e continuò a studiare il sanscrito imparando anche un po’ di birmano. Nel frattempo, ricevette varie e prestigiose offerte accademiche da diversi paesi. Alla fine accettò l’invito del grande orientalista italiano, il prof. Giuseppe Tucci (1894–1984), che nel 1933, insieme al filosofo e ministro della cultura italiano, Giovanni Gentile, aveva fondato l’Istituto italiano per il Medio ed Estremo Oriente, IsMEO. Quindi, alla fine dell’anno, Chögyal Namkhai Norbu andò a Dharamsala, in India, per incontrare il Dalai Lama, dopodiché partì per l’Italia.

Vita e Attività di Chögyal Namkhai Norbu in Occidente

A Roma, Chögyal Namkhai Norbu lavorò per un certo periodo all’IsMEO, ora Istituto Italiano per l’Afri- ca e l’Oriente (IsIAO). In collaborazione con Geshe Jempel Senghe istituì e organizzò il dipartimento tibetano, basato sulla grande biblioteca di testi tibetani creata dal professor Tucci. Per la sua collaborazione accademica con il Prof. Tucci, la la Fondazione Rockefeller concesse dei fondi a Chögyal Namkhai Norbu.

Dal 1962 al 1992, è stato professore di lingua e letteratura tibetana e mongola presso l’Istituto Universitario Orientale di Napoli, ora Università di Napoli L’Orientale, la stessa Università in cui il professor Tucci ha insegnato lingua cinese. L’Orientale, istituito il 7 aprile 1732 da Papa Clemente XII, è la più antica scuola di sinologia e studi orientali in Europa.
Durante quel periodo, Chögyal Namkhai Norbu intraprese una vasta ricerca sulle origini storiche del Tibet e della cultura tibetana, indagando a fondo sulla tradizione indigena Bön e sull’età monarchica legata al regno di Shang Shung. I suoi libri, che includono opere di storia, medicina, astrologia, Bön e tradizioni popolari, sono la testimonianza della sua profonda conoscenza della cultura tibetana e del suo impegno nel preservare questo antico patrimonio culturale. Le varie opere, influenti e profonde, di Chögyal Namkhai Norbu hanno dato uno stimolo concreto alla diffusione della tradizione e cultura tibetana in Occidente.

Gli anni all’IsMEO e all’‘Orientale’
di Giacomella Orofino

Chögyal Namkhai Norbu co Phala Thupten Woenden e Jampel Senge

Nel 1960, quando il giovanissimo Namkhai Norbu Rinpoche stava a Darjeling in Sikkim, Giuseppe Tucci era alla ricerca di due studiosi tibetani che potessero collaborare alla catalogazione del prezioso patrimonio di manoscritti e opere xilografiche tibetane che era custodito all’Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (Is MEO) di Roma. Questa unica e straordinaria collezione di testi tibetani erastata portata in Italia a Roma dallo stesso Giuseppe Tucci, in seguito alle sue numerose spedizioni in Tibet, Nepal, Ladakh e Mustang, avvenute dal 1926 al 1954. Luciano Petech, allora professore di Storia dell’Asia Orientale all’Università Sapienza di Roma, si recò a Darjeling e si informò su quali potessero essere i migliori studiosi tibetani che avrebbero potuto collaborare al progetto di catagolazione dei testi preservati all’IsMEO. Gli furono segnalati Namkhai Norbu Rinpoche, come esperto della letteratura extracanonica, Dzog chen, Bon e popolare e un Geshe di tradizione Gelugs pa, Jampel Senge, come esperto della letteratura canonica. I due partirono alla volta dell’Italia e da allora non tornarono più, se non occasionalmente, nella loro terra natale. Per Namkhai Norbu Rinpoche iniziò una vita nuova in Italia a Roma, dove ebbe modo di studiare la lingua e la cultura italiana, conoscere il mondo accademico occidentale, a partire da Giuseppe Tucci stesso, e collaborare attivamente al catalogo del fondo librario tibetano dell’ISMEO. Forse non tutti sanno che una gran parte delle informazioni sulle dottrine delle scuole filosofiche tibetane, sulla religione popolare e sul Bon, insieme a tutti i disegni sugli strumenti rituali e i vari tipi di gtor ma, contenute nel famoso libro di Giuseppe Tucci, Le religioni del Tibet, sono opera di Namkhai Norbu. Insieme a Tucci, curò anche un altra importante pubblicazione sulle Canzoni popolari del Tibet (Tibetan Folk Songs from Gyantse and Western Tibet). Il suo lavoro di catalogazione del Fondo “Giuseppe Tucci”, durò tre anni e malgrado sia stato poco riconosciuto dall’IsMEO è stato molto importante. Ben presto, però, nel 1963 si spostò all’Università di Napoli “L’Orientale” che allora si chiamava Istituto Universitario Orientale, dove fu invitato a tenere i corsi di Lingua e Letteratura tibetana e di Lingua e letteratura mongola. Insegnò a Napoli, come professore associato, fino al 1992 quando decise di andare in pensione prima del tempo, perchè il suo impegno come Maestro di Dzog chen era diventato molto impegnativo. Come didatta viene ancora ricordato per il grande seguito che man mano ebbero le sue lezioni all’Orientale, soprattutto negli anni ’70 e ’80.

Professor Luciano Petech (primo a destra) e Prof. Lionello Lanciotti (professor di studi cinesi) e Chögyal Namkhai Norbu, IsMEO, Roma 1961

Oltre a insegnare la lingua e la letteratura tibetana e mongola, nella sua trentennale carriera accademica ha concentrato la sua ricerca principalmente sulla storia della tradizione Dzogchen. Fondamentali sono le sue pubblicazioni sui manoscritti di Dun Huang, a cui si aggiunsero le sue ricerche sulla cultura tibetana autoctona, sul Bon, sulla medicina, sull’astrologia ecc. I suoi numerosi studi sulla storia antica del Tibet, originali e ricchi di interessanti e profonde intuizioni, hanno ricevuto grandissima attenzione, soprattutto nel mondo tibetano per il quale Namkhai Norbu Rinpoche è diventato una delle figure intellettuali più importanti degli ultimi decenni, considerato universalmente un illuminato precursore della ricerca scientifica tibetana contemporanea.

Nel 1968 Rinpoche creò una famiglia e acquisì la cittadinanza italiana.

Nel 1971 Chögyal Namkhai Norbu iniziò a insegnare lo Yantra Yoga, un’antica forma di Yoga tibetano che combina movimento, respiro e visualizzazione. Il sistema Yantra Yoga di Vairocana, basato sul testo L’unione del sole e della luna, uno dei più antichi sistemi di yoga tibetano risalente all’VIII secolo, è stato trasmesso a Chögyal Namkhai Norbu da suo zio, lo yogi Togden Ugyen Tendzin e da altri maestri in Tibet. Lo scopo principale dello Yantra Yoga è quello di armonizzare la propria energia in modo che la mente si rilassi e trovi il suo equilibrio autentico, che è la base per entrare nello stato della contemplazione.

Nel 1975, durante la visita ufficiale del XVI Karmapa e della delegazione Karma Kagyu, Chögyal Namkhai Norbu ebbe un’udienza privata con Papa Paolo VI nella quale lo stesso Papa mostrò grande rispetto e gentilezza.

Nell’anno seguente, il 1976, su richiesta di persone di diversa estrazione sociale e culturale, Rinpoche iniziò a impartire insegnamenti Dzogchen a un piccolo gruppo di studenti italiani, con i quali in seguito fondò la Comunità Dzogchen. Per far loro comprendere la corretta pronuncia dei termini tibetani Rinpoche sviluppò un sistema speciale di trascrizione. A quel tempo lo Dzogchen era poco conosciuto in Occidente e fu lui il primo a trasmettere quest’insegnamento in un modo che fosse accessibile agli studenti occidentali della società moderna.

Set del film “Arura” a Boudhanath, Kathmandu, nel 1978. Chögyal Namkhai Norbu e Trogawa Rinpoche, un famoso medico tibetano. Per gentile concessione di A. Dell’Angelo

Nel 1978 Chögyal Namkhai Norbu, accompagnato da alcuni assistenti, si recò in India e Nepal per filmare e intervistare esperti di medicina tradizionale tibetana, realizzando il documentario “Arura” per la RAI. In quell’anno iniziò a insegnare medicina e astrologia tibetana in vari seminari a Napoli e a Roma presso l’ISMEO.

H.H. il 16 Karmapa e la delegazione Karma Kagyüd conChögyal Namkhai Norbu, Akong Rinpoche, e Freda Bredi, ricevuti da Papa Paolo VI nel 1975.

Nel 1980 ebbe inizio la ricerca di un terrenio in Italia adatto a diventare la sede della crescente comunità Dzogchen e l’anno successivo Chögyal Namkhai Norbu istituì il primo “Gar” della Comunità Internazionale Dzogchen sulle colline della Toscana, Merigar. Il suo nome e il suo principio erano basati su Nyagla Gar, o Khamdogar come è noto oggi, la residenza del maestro radice di Chögyal Namkhai Norbu, Changchub Dorje. Changchub Dorje era conosciuto come un medico dalle capacità straordinarie e Khamdogar, dove viveva con la sua famiglia e i suoi discepoli, era una comunità basata sulla collaborazione di tutti. Il Gar non era un eremo chiuso ma aperto a tutti con una funzione ben definita nella comunità locale. Questo è stato il modello su cui Chögyal Namkhai Norbu ha scelto di gettare le basi e i principi della Comunità Internazionale Dzogchen, che è gradualmente cresciuta fino a includere attualmente undici Gar sparsi in vari continenti del nostro globo: Europa, Cina, Americhe e Australia. Ogni Gar è il fulcro di una rete di centri più piccoli chiamati Ling e vari punti di incontro nelle città che formano un grande Mandala che unisce le diverse aree geografiche del mondo. Non ci sono relazioni gerarchiche tra i diversi Gar ma piuttosto un rapporto di collaborazione e cooperazione. Poiché Merigar è stato il primo Gar è diventato un simbolo e un modello per gli altri Gar. Ad esempio, il Tempio della Grande Liberazione, che fu costruito nel 1991, secondo la visione e l’idea di Rinpoche è diventato un modello per altre sale di meditazione nei diversi Gar della Comunità Dzogchen.

Merigar è la fonte di tutti i Gar della Comunità

“… Merigar è la fonte di tutti i Gar della Comunità, in tutto il mondo, Merigar è il primo, dove è nata la Community …
Dopo di che, sono sorti nuovi Gar e Ling, in tutto il mondo, ma tutto è iniziato qui.“
(Chögyal Namkhai Norbu, luglio 2011 durante un picnic a Gadeling, la residenza del Maestro a Merigar West)

La ricerca del primo posto permanente per la Comunità iniziò nel 1980 in Italia, e dopo aver visitato siti in tutto il paese, l’anno seguente gli studenti di Rinpoche lo portarono sul Monte Amiata nel sud della Toscana, dove oggi è Merigar. Al loro arrivo, c’erano diversi segni di buon auspicio e quando furono scoperti getti di vapore sotterranei sotto la terra (dall’antica
attività vulcanica), Rinpoche diede al luogo il nome tibetano “Merigar”, “il luogo dell’energia della montagna di fuoco”. Il primo Gar è stato stabilito.

La casa principale era stata abbandonata per anni, non aveva elettricità, acqua corrente, servizi igienici o telefono e le condizioni erano molto difficili. Con pochissimi soldi disponibili, Rinpoche e i suoi studenti lavoravano spalla a spalla con picconi e pale, nello spirito e sulla melodia della canzone Merigar – “Non c’è modo di essere a Merigar senza lavorare! In realtà non è così facile essere qui – kali kapore ”.

Nell’estate del 1982 il primo ritiro si tenne in un campo di fiori selvatici estivi e farfalle colorate sotto una grande tenda, ed il piccolo stupa, il simbolo del Gar fu costruito. Poi a Natale furono nominati i primi Gakyil e Gekö. Non volendo che il Gar fosse gestito da un sistema gerarchico Rinpoche istituì il primo Gakyil di tre colori per servire la Comunità ed essere responsabile del proseguimento dell’insegnamento e della Comunità, un modello organizzativo che è alla base della comunità internazionale oggi.

Il Gönpa o il Tempio della Grande Liberazione, il primo nel suo genere, fu costruito nell’inverno del 1989/90 basandosi interamente sulla visione che Chögyal Namkhai Norbu ebbe fin nei minimi dettagli nella sua forma e decorazione. Il primo insegnamento si è svolto lì nel maggio 1990 da S.S. il 14° Dalai Lama, che era stato invitato da Rinpoche a inaugurare la fondazione dell’Istituto Internazionale di Studi Tibetani di Shang Shung, che si sarebbe successivamente sviluppato con sedi in tutto il mondo.

E così da questi primi inizi più di 30 anni fa, la fattoria abbandonata e la terra sterile sulla “Montagna del Fuoco” è diventata un complesso di splendidi edifici immersi in un ampio giardino di fiori e alberi ad alto fusto. Questa rapida crescita e cambiamento hanno creato una serie di edifici comeSerkhang, la Casa Gialla, con l’ufficio, il refettorio, il negozio e l’alloggio per il Gekö o custode; Zikhang, il “capannone”, che ospita la biblioteca con un’importante raccolta di testi tibetani, la sala di lettura, la Mandala Hall per la Danza del Vajra e gli uffici dello Shang Shung Institute. A metà strada tra Gonpa e Zikhang si trova il Grande Stupa, un monumento reliquiario che rappresenta l’illuminazione del Buddha e destinato a promuovere il benessere e la prosperità nell’area circostante, inaugurato ufficial- mente da Chögyal Namkhai Norbu nel 1998. Il piccolo bosco sotto il Gonpa è diventare un luogo di ritiro personale con cabine individuali, mentre i campi e le colline di Merigar sono ora verdi con cipressi toscani, alberi ad alto fusto, cespugli fioriti e rose.

dal The Mirror n° 115, marzo/aprile 2012

La vecchia scuola di Conway.

Tsegyalgar, il Gar del Nord America, il secondo Gar internazionale dopo Merigar, è stato fondato nel 1983 a Conway, nel Masachusetts, negli Stati Uniti, da Chögyal Namkhai Norbu e da allora è diventato noto come Tsegyalgar East. La Comunità Dzogchen iniziò nella Group House della comunità Gurdjieff a Conway nel Massachusetts nel 1982. Poiché molti dei primi praticanti erano carpentieri, furono in grado di costruire la prima casetta per il ritiro al buio della comunità internazionale, completata nel 1985.

La Comunità Dzogchen del Nord America iniziò a diventare troppo grande per la Group House a Conway. Centosessantadue acri di terra nella vicina Buckland furono acquistati nel 1987, che divenne Khandroling, la Terra Sacra delle Dakini.

Khandroling è il luogo in cui Rinpoche ha iniziato a ricevere una serie di visioni e suoni (terma del sogno) relativi alla Danza del Vajra, dove il primo Mandala della Danza del Vajra è stato dipinto dallo stesso Chögyal Namkhai Norbu e ora ospita l’unico Mandala universale della Comunità Internazionale Dzogchen. La Old Conway Nello stesso anno, 1983, Chögyal Namkhai Norbu ha coordinato l’organizzazione del Primo Congresso Internazionale sulla Medicina Tibetana, con illustri studiosi tibeta- ni dall’occidente, dalla regione autonoma tibetana e dalla Cina. Il Congresso si è tenutopresso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Fondazione Cini, Arcidosso. Grammar School è stata acquistata nel 1993 e tuttora funge da residenza invernale per Tsegyalgar East ospitando inoltre la scuola di medicina tibetana dello Shang Shung Institute.

Chögyal Namkhai Norbu con il Dr. Trogawa Rinpoche (sinistra) e il Dr. Drolma Lobsan (destra).

Nello stesso anno, 1983, Chögyal Namkhai Norbu ha coordinato l’organizzazione del Primo Congresso Internazionale sulla Medicina Tibetana, con illustri studiosi tibetani dall’occidente, dalla regione autonoma tibetana e dalla Cina. Il Congresso si è tenuto presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e la Fondazione Cini, Arcidosso.

Sempre nel 1983 fu fondata in Italia la casa editrice Shang Shung, con l’obiettivo di pubblicare gli insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu e di altri maestri appartenenti alla tradizione buddista tibetana, nonché traduzioni di testi tibetani sulla Perfezione Totale. Chögyal Namkhai Norbu ha scritto e pubblicato più di 80 opere tradotte in varie lingue, inclusi libri sul buddismo tibetano, storia, raccolte di poesie, biografie e opere sulla cultura e sulla medicina tibetane. Alcuni dei suoi libri, pubblicati in Cina, sono diventati anche un punto di riferimento per i giovani. The Light of Kailash, un magnum opus sulla storia del Tibet, è un’opera straordinaria che descrive le prime fonti della civiltà tibetana nel paese dello Shang Shung. Healing with Fire è il primo manuale di moxibustione tibetana mai pubblicato in Occidente. Yantra Yoga: Tibetan Yoga of Movement è la prima presentazione completa di un antico metodo di yoga tibetano praticato per secoli nella Terra delle nevi.

Nel 1984 Chögyal Namkhai Norbu andò in pellegrinaggio nel luogo sacro di Maratika, in Nepal, dove condusse un ritiro di Insegnamento e pratica. Durante questo intenso ritiro di meditazione egli ricevette indicazioni per una pratica di lunga vita centrata sulla figura di Mandarava, che diventerà di fondamentale impor- tanza per lui e per la Comunità Dzogchen.

A metà degli anni Ottanta iniziò anche a insegnare un corpus di insegnamenti Dzogchen molto essenziali, frutto della sua profonda esperienza spirituale, chiamato Longsal, pubblicato oggi in dieci volumi.

Nello stesso periodo, Chögyal Namkhai Norbu iniziò a progettare il futuro tempio tibetano (Gönpa) o sala conferenze di Merigar, concependolo e progettandolo interamente nella sua forma, fino ai minimi dettagli, nelle sue decorazioni e iconografia. Il Gönpa è unico al mondo per la sua forma particolare, la scelta dei materiali da costruzione e i simboli in esso raffigurati. Costruito in legno, vetro e rame, ha una forma ottagonale con ogni lato corrispondente a una delle otto direzioni del Mandala (un simbolo di interconnessione e unione).

(sistra) Una pagina dal quaderno di Rinpoche in cui sono descritti i dettagli delle decorazioni del Gönpa.

Drugu Choegyal mentre dipinde i Maestri Primordiali

Il Tempio della Grande Contemplazione fu inaugurato da S.S. il 14° Dalai Lama nel maggio 1990, mentre i dipinti, le iscrizioni e i motivi decorativi che adornano il tempio furono intrapresi e completati negli anni immediatamente successivi.
Queste divinità, simboli, mantra e disegni floreali furono inizialmente selezionati, descritti e disegnati da Chögyal Namkhai Norbu nel suo manoscritto Il Tempio della Grande Liberazione attraverso il Vedere; questo testo è stato usato come manuale dagli artisti venuti dal Tibet e da altri paesi per dipingere e abbellire il tempio.

L’esecuzione di dipinti, iscrizioni e decorazioni fu eseguita principalmente nel 1994. Tra i pittori dei pannelli interni c’erano in particolare il famoso lama e artista Drugu Choegyal Rinpoche, nonché Tsering Wangchuk e Sönam Palmo provenienti dal monastero di Tashi Jong in India (tutti e tre di origine tibetana). Gli artisti buryati Batodalai Dugarov e suo figlio Zorik Dugarov furono incaricati di eseguire e supervisionare le decorazione dell’esterno del Gönpa. Inoltre molti altri artisti specializzati hanno collaborato all’opera.

Chögyal Namkhai Norbu si recò per la prima volta in Australia all’inizio del 1985, con l’intento di creare un Gar. Il suo primo ritiro fu vicino a Mullumbimby, nell’estrema costa settentrionale del New South Wales. Passarono dieci anni prima che quella visione fosse realizzata. La terra per Namgyalgar South fu trovata nel 1994 sulla costa meridionale del New South Wales e il ritiro inaugurale con Rinpoche si tenne durante le feste di Natale e Capodanno 1995/1996. Rinpoche desiderava anche stabilire un Gar nelle Glasshouse Mountains sulla Sunshine Coast e dopo molte ricerche e alcuni problemi è stato acquistato Namgyalgar North nel 2010. A causa della difficoltà di mantenere due grandi Gars, Nam- gyalgar South è stato venduto nel 2015 e il Gar settentrionale divenne Namgyalgar.

Omaggio a Chögyal Namkhai Norbu di Namgyalgar
Rosemary Friend

Che fortuna incredibile stava per sperimentare il nostro lontano continente! Nel 1986, Chögyal Namkhai Norbu viaggiò per la prima volta in Australia dall’altra parte dell’Oceano Pacifico. In quei giorni prima di Internet, la comunicazione e il spostars sembravano d’essere più ponderati. Quindi, considerando le vaste distanze del nostro selvaggio continente, fu un considerevole raduno di persone privilegiate che furono introdotte per la prima volta ai concetti e alle esperienze facilitati da questostraordinario Maestro.

Nonostante Rinpoche incarnava un insegnamento oltre il tempo e lo spazio, siamo in un momento, più che mai, in cui è fondamentale riconoscere i guardiani originali di queste terre remote. Fin dall’inizio, con le generose visite regolari del Maestro, gli incontri con gli anziani aborigeni sono stati un importante indicatore del rispetto inerente alle tradizioni della Conoscenza.

Dieci anni e diversi ritiri dopo, la nostra comunità acquisì una terra meravigliosa sul fianco della montagna sacra di Gulaga.Montagne d’amore e di presenza e consapevolezza applicate in seguito, Namgyalgar si è evoluto in una struttura di ritiro molto apprezzata da così tante persone nei successivi vent’anni. Alla fine un altro pezzo di terra situato più a nord all’interno delle sacre Montagne Serre di Tibrogargan (padre), Beerwah (madre) e Coonoowrin (figlio) divenne la base principale e sostenitrice delle attività di Dzogchen in Australia e nei vicini dell’Oceania, compresa la Nuova Zelanda. La terra, nel contesto di Chögyal Namkhai Norbu, divenne un grande insegnante. Tutti abbiamo scoperto qualcosa nel viaggio del acquisto, lavorando con creatività e generosità, scoprendo e vivendo senza dubbio la pura essenziale natura interiore delle nostre menti, rilassandoci, divertendoci e godendoci oltre i limiti, amando e soffrendo … lasciando andare.

Mentre l’ambiente amato della terra e dei suoi abitanti è una fonte di ispirazione e ricordi, non è il punto principale in questa esperienza di Dzogchen … scoprendo la nostra vera natura senza dubbio e continuando alla presenza e consapevolezza della nostra potenzialità primordiale. È un privilegio utile e lussuoso avere un posto come base per l’esperienza collettiva. Ma è la certezza della nostra essenza che ci sostiene quando torniamo ai nostri luoghi individuali e alle circostanze della vita.

È impossibile misurare il contributo globale e universale di un tale Maestro che ci ha privilegiato con il suo impegno devoto e inesorabile per l’evoluzione dell’umanità con tutti i suoi regni di esistenza associati. Tutti coloro che hanno ricevuto e applicato le istruzioni esperienziali sono possessori consapevoli dell’innegabile eredità profonda che è già perfezionata e inerente a tutta l’umanità.

Rinpoche ha offerto introduzione alla conoscenza in tutti i criteri – lezioni pubbliche, seminari universitari, ritiri isolati, programmi tenuti in città – con una varietà di argomenti tra cui conoscenza dello Dzogchen, filosofia, metodi della guarigione, medicina, cultura, arti visive, canto, danza, yoga. Le attività associate di IDC (International Dzogchen Community, Comunità Internazionale dello Dzogchen), ASIA Onlus (Association for International Solidarity in Asia), SSI (Shang Shung Institute, Istituto Shang Shung) e, più recentemente, ATIF (Atiyoga Foundation) continuano a fornire attività di collaborazione e integrazione … permettendo degli ambiti di necessità e delle opportunità per approfondire la conoscenza.

Grazie, Maestro, per la tua solida presenza amorevole e profonda che continua senza interruzioni.

Nel 1987 Rinpoche e’ stato invitato a partecipare alla prima conferenza sulla lingua tibetana a Dharamsala, India.

Nel 1988 Chögyal Namkhai Norbu fu invitato a partecipare a una conferenza sul Buddhismo Tibetano a Bodh Gaya e Sarnath in India, dove si incontrarono tutti i principali Maestri tibetani del tempo.

Chögyal Namkhai Norbu con due delle sue sorelle (a dx) mentre visitano Ralung sulla strada per il Monte Kailash nel 1988.

Nel 1988 Chögyal Namkhai Norbu fu invitato a partecipare a una conferenza sul Buddhismo Tibetano a Bodh Gaya e Sarnath in India, dove si incontrarono tutti i principali Maestri tibetani del tempo.

Sempre nel 1988 Chögyal Namkhai Norbu Rinpoche fonda A.S.I.A. ONLUS (Associazione per la solidarietà internazionale in Asia), un’organizzazione benefica non governativa italiana riconosciuta nel 1999 dal Ministero degli Affari Esteri italiano.
Negli anni novanta i progetti si focalizzano sugli insediamenti tibetani in India allo scopo di migliorare le condizioni di vita dei rifugiati; in seguito il focus si sposta sempre di più sulle vastissime aree della Cina abitate dalle popolazioni di etnia tibetana. Dopo il catastrofico Tsunami del 2004, l’area d’intervento viene ampliata allo Sri Lanka con progetti di post-emergenza, ricostruzione e sviluppo di attività generatrici di reddito. Dal 2009, dopo dieci anni di esperienza nell’area geografica Himalayana, vengono avviati nuovi progetti in Nepal e contatti con il governo del Bhutan e della Mongolia Esterna. Dal 2016 ASIA inizia a lavorare in Myanmar e Mongolia.

Il viaggio di ASIA
Andrea Dell’Angelo

Il viaggio di ASIA ha preso il via il 21 dicembre 1988, a Roma, con la sottoscrizione davanti a un notaio dell’atto di nascita di un’Associazione senza scopo di lucro avente la seguente denominazione “ASSOCIAZIONE PER LA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE IN ASIA”. A.S.I.A, con l’obiettivo di attuare un’attività di cooperazione in favore delle popolazioni in via di sviluppo nel continente asiatico”. Alla firma dell’atto erano presenti il Maestro Namkhai Norbu, allora professore universitario all’orientale di Napoli, e altri 9 soci fondatori: Fabio Andrico, Giovanni Boni, Andrea ed Enrico Dell’Angelo, Antonio Morgione, Giacomella Orofino, Gaetano Ruvolo, Leopoldo Sentinelli, Giovanni Totino.
Per capire che cosa sia davvero ASIA, quando e come sia nata, cosa rappresenti oggi nel panorama della cooperazione italiana, non possiamo accontentarci ovviamente degli atti ufficiali, ma dobbiamo viaggiare a ritroso nello spazio e nel tempo, fino a raggiungere il Tibet orientale nella prima metà del Novecento. Perché la sua genesi si intreccia inevitabilmente con la nascita e le peregrinazioni del suo straordinario fondatore, Chogyal Namkhai Norbu, nato nel 1938 a Geu, un piccolo villaggio del regno di Derge. Quando la situazione politica
si deteriora, Namkhai Norbu si trasferì a Lhasa insieme alla famiglia e poi nel 1958 partì in pellegrinaggio per il Sikkim. In Sikkim, il viaggio di Namkhai Norbu si intreccia con quello di un noto storico italiano del Tibet e della Cina, il professore Luciano Petech, inviato in missione in Asia dal celebre Tibetologo Giuseppe Tucci per portare a Roma due studiosi tibetani capaci di catalogare l’importante collezione di libri e manoscritti tibetani conservati all’ISMEO.

1978, Dolanji, India, Rinpoche conSangye Tenzin Rinpoche, monaco de monastero Bonpo. Per gentile concessione di A. Dell’Angelo

Nel 1961, i due studiosi partirono per l’Italia, senza sapere nulla del nostro paese. L’arrivo in Italia di Namkhai Norbu è un’ altra causa del viaggio di ASIA in Asia. Nel 1976, Chogyal Namkhai Norbu, consapevole dell’interesse crescente per il buddhismo in Italia, incomincia a insegnare yoga e Dzogchen. Nel 1978, si reca in India tra i rifugiati tibetani, con una troupe italiana formata da Mario Maglietti, Andrea Sertoli, Andrea Dell’Angelo ed Elio Rumma, con l’obiettivo di realizzare alcuni documentari per la Rai. Proprio in quegli anni, intanto, per i tibe- tani in esilio si è aperto un nuovo fronte in Bhutan. Il piccolo stato himalayano ha introdotto pesanti misure nei confronti dei Lhotshampa, le popolazioni bhutanesi di origine nepalese, che spingono alla fuga migliaia di persone. A metà degli anni Ottanta oltre centomila tibetani vivono in condizioni miserevoli nei campi profughi sorti in India, Nepal o ai confini del Bhutan. “Un giorno del 1986, Namkhai Norbu mi chiama e mi chiede di aiutarlo a realizzare un progetto per la costruzione di un villaggio per i profughi Tibetani in Nepal o nel nord dell’India per ospitare qualche centinaio di famiglie rifugiate, con l’obiettivo di garantire loro una vita più dignitosa e di preservarne la cultura. Mi guarda e mi chiede se sono interessato a seguire l’attuazione del progetto. Ricordo ancora lo stupore, il senso d’inadeguatezza e di smar- rimento che provai in quell’istante. A quel tempo non sapevo nulla di cooperazione, era appena nato mio figlio Jampel, avevo già un lavoro impegnativo da svolgere. Ma, Namkhai Norbu era il mio Maestro, non potevo prendere le sue parole alla leggera, né tirarmi indietro.

Chögyal Namkhai Norbu incontra i rifugiati tibetani del Derghe, sua città natale, per trovare insieme la terra dove costruire un villaggio tibetano, primo progetto di ASIA nel 1988.

Nel 1988, ci recammo in Nepal per raggiungere Namkhai Norbu a Kathmandu, e dopo aver scartato i territori del Nepal, individuammo il terreno per il villaggio a Dehradun, nel nord dell’India. Per realizzare il progetto, mancavano i fondi e un’associazione riconosciuta, in grado di raccoglierli e farli transitare in maniera trasparente. A corroborare il piano era da poco arrivata la legge numero 49 del 1987 che disciplina la cooperazione con in paesi in via sviluppo.

1993, Rinpoche a Khamdogar con il nipote di Ringzin Chanchub Dorje. Per gentile concessione di A. Dell’Angelo

Un giorno ci recammo da Chogyal Namkhai Norbu e gli presentammo la proposta per la costituzione dell’organizzazione, discutemmo con lui i dettagli dello statuto e i termini del mandato, che fu esteso a tutti i paesi dell’Asia, in particolare a quelli dell’arco himalayano. Insieme al Maestro, scegliemmo l’acronimo A.S.I.A, per Associazione per la solidarietà internazionale in Asia”. Dopo tanti anni di movimentata incubazione, il viaggio vero e pro- prio di A.S.I.A. in Asia era iniziato e continua tutt’ora senza interruzione per portare avanti nel mondo, la Missione e la Visione di Chogyal Namkhai Norbu.

Nel novembre 1989 dopo il primo ritiro di Dzogchen in Argentina di Chögyal Namkhai Norbu, fu creata la Comunità Dzogchen locale. La terra fu acquistata nel 1990 a El Durazno, ai piedi della catena montuosa dei Giganti, nell’Argentina centrale e nello stesso anno Rinpoche guidò il primo ritiro sul Canto del Vajra nel nuovo Tashigar Sur. All’epoca i ritiri si tenevano sotto gli alberi e solo in seguito fu costruito un Gönpa temporaneo, che col tempo sarebbe diventato un bellissimo Gönpa, con due Mandala per la Danza. Fu anche costruita una cabina per i ritiri al buio, una sala da pranzo e una guesthouse. Dal 1997, alcuni praticanti hanno iniziato a costruire le loro case personali o cabine per i ritiri in una specifica grande area del territorio ora chiamata “Tashigar Mandala”.

the future of the shang shung foundationGrazie all’energia instancabile di Chögyal Namkhai Norbu e all’interesse dei membri della comunità Dzogchen e di eminenti studiosi di cultura tibetana, nel 1989 fu creato l’Istituto internazionale di studi tibetani Shang Shung (registrato come Fondazione Shang Shung nel gennaio 2015). Lo scopo dell’Istituto era quello di approfondire la conoscenza e la comprensione delle tradizioni culturali tibetane nei loro aspetti religiosi, storici, filosofici, artistici, medici e sociali al fine di contribuire alla sopravvi- venza e alla conservazione di questa cultura. Rinpoche era il fondatore e presidente dell’Istituto. Dopo la fondazione dell’Istituto Shang-Shung in Italia, altre filiali dell’Istituto furono create negli Stati Uniti (1994), in Austria (2000) e in Russia. In particolare la School of Tibetan Medicine è stata fondata negli Stati Uniti e in Russia.

L’Istituto Shang Shung è stato inaugurato da Sua Santità il XIV Dalai Lama nel 1990 presso il centro europeo dell’associazione di Arcidosso, il Tempio della Grande Contemplazione. Tra gli ospito d’onore c’erano le autorità locali, i rettori delle rispettive università di Roma e Napoli, il presidente dell’ISMEO, molti accademici tra cui l’etnologo e orientalista Fosco Maraini che molti artisti europei. L’incontro a cui hanno partecipato autorità locali e centinaia di persone non tutte interessate a una via spirituale, è stato un esempio del dialogo armonioso tra persone di diverse culture e quella spiritualità che Chögyal Namkhai Norbu ha perseguito per tutta la sua vita.

Rinpoche che danza con Prima Mai, Fabio Andrico e Bodhi Krause alle Hawaii agli albori della Danza del Vajra.

Nell’estate del 1990, Chögyal Namkhai Norbu visitò Tsegyalgar, dove fece un ritiro personale di un mese sulla terra ora chiamata Khandroling. Rinpoche aveva già fatto un sogno sulla danza del Vajra durante il suo ritiro a Khandroling l’anno precedente. Durante il suo ritiro personale nel 1990, Rinpoche ricevette in molti sogni di chiarezza, istruzioni su varie danze del Vajra. A Khandroling Rinpoche stesso dipinse il primo mandala su una piattaforma di legno. Nel settembre 1990, Rinpoche tornò in Italia e durante il ritiro di settembre istruì I suoi studenti nella pittura di un mandala per la danza del Vajra e studiò i dettagli dei passi mentre spiegava la danza a alcuni dei suoi studenti. Dal 1991 Chögyal Namkhai Norbu ha insegnato quattro diverse danze del Vajra, ognuna delle quali ha le sue caratteristiche specifiche.

Nello stesso Nello stesso anno la rivista The Mirror fu creata a Merigar intesa come “Giornale internazionale della comunità Dzogchen ispirato agli Insegnamenti e sotto la guida spirituale di Chögyal Namkhai Norbu”. I redattori erano Hamid Assem e John Shane affiancati da numerosi assistenti editoriali. La funzione di The Mirror era quella di unire la comunità Dzogchen, presentare progetti e iniziative messi in atto dalle comunità locali e far sì che il giornale riflettesse davvero tutti i colori del variegato arcobaleno della Comunità.

Nel 1992 Chögyal Namkhai Norbu presentò alla comunità internazionale Dzogchen il suo programma di studio e pratica chiamato “Santi Maha Sangha”, che significa letteralmente “Comunità Dzogchen” nell’antica lingua di Oddiyana. Il suo obiettivo era quello di formare i praticanti in modo che potessero raggiungere una vera e profonda conoscenza degli insegnamenti di Dzogchen basati sull’esperienza personale. In molte occasioni, Rinpoche disse che era suo sincero desiderio che tutti i suoi studenti studiassero la Base del Santi Maha Sangha. Lo considerava una base preziosa per tutti, indipendentemente dalla loro età, cultura o esperienza degli insegnamenti di Dzogchen.

 

Il Prezioso Vaso di Istruzioni
Donatella Rossi

Chi desidera erigere un palazzo alto e maestoso deve prima di tutto gettare stabili fondamenta: allo stesso modo, per accedere alla rapida via del profondo insegnamento dell’A- tiyoga e indispensabile costruire prima di tutto una base perfetta che faccia sorgere con certezza in se stessi il senso dell’insegnamento.” Prima pagina del Santi Maha Sangha di Chögyal Namkhai Norbu.

Gli insegnamenti impartiti da Namkhai Norbu Rinpoche nel Gönpa di Merigar durante il ritiro di Pasqua del 1992 erano basati su un testo che aveva redatto quello stesso anno. Il titolo completo in tibetano, Santi Maha Sangha’i rMang gZhi’i Khrid, Rin Chen jBun bZang, può essere tradotto come Il prezioso vaso di istruzioni relativo alla base del Santi Maha Sangha. Alcuni anni fa Rinpoche compose il Santi Maha Sangha (che significa “La comunità Dzog-chen”). Questo testo presenta in una forma estremamente condensata le varie fasi che devono essere comprese e applicate da un praticante interessato a realizzare l’Insegnamento della Grande Perfezione e a sviluppare la capacità di trasmetterlo correttamente e completamente ad altri esseri. Le istruzioni che Rinpoche ha dato durante il ritiro si riferiscono all’aspetto iniziale di questo: la “Base”;. Al fine di fornire una panoramica completa del senso dell’Insegnamento Dzogchen e soprattutto di alimentare e sviluppare una comprensione interiore di questo Insegnamento, il testo tratta prima di tutto argomenti relativi a concetti fon- damentali come le Quattro Nobili Verità, la Compassione, il Bodhicitta, l’atteggiamento corretto, moralità e così via. È necessario studiare la teoria o il punto di vista illustrato nei testi delle tre serie dello Dzogchen, nonché quella espressa nel Sutra e le varie classificazioni dei Tantra in modo da acquisire una corretta comprensione degli approcci relativi alle diverse tradizioni … Coloro che desiderano impegnarsi in questo modo studieranno i testi e praticheranno in modo preciso al fine di acquisire conoscenze concrete. Se, dopo questa preparazione, dimostrano concretamente a Rinpoche di avere i requisiti necessari, potranno quindi impegnarsi nella fase successiva: il primo livello di Santi Maha Sangha. Il testo originale delle istruzioni riguardante la Base comprende circa quattrocento pagine di testi tibetani scritti a mano. È pieno di citazioni specifiche e descrive chiaramente non solo gli allenamenti e le tecniche mentali da applicare, ma anche i diversi concetti alla base di Sutra, Tantra e Dzogchen. Durante il ritiro, Rinpoche lo tradusse concisamente nella sua essenza. Ci ha anche fatto sapere che ha finito di scrivere il testo sul “primo livello” e parte del secondo. Con la sua instancabile gentilezza, Rinpoche ha registrato una traduzione letterale del testo sulla “Base” su più di 130 ore di nastro. Diverse persone hanno collaborato alla trascrizione che sta per essere completata e stampata. In tempo utile, verrà scritta una traduzione con annotazioni.

Donatella Rossi

Nello stesso anno, 1992, Chögyal Namkhai Norbu ha istituito e partecipato alla Seconda Conferenza Internazionale sulla Lingua Tibetana, dal 30 agosto al 4 settembre, tenutasi presso l’Università di Siena e la città di Arcidosso in collaborazione e con il patrocinio dell’UNESCO, UNICEF, il Parlamento europeo, il Ministero degli Affari Esteri italiano, l’Università di Siena, l’ISMEO, la Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e la città di Arcidosso. La conferenza fu seguita da tibetologi occidentali ed eminenti linguisti tibetani, creando un’opportunità di scambio culturale tra studiosi tibetani alcuni dei quali residenti in Occidente. Questa conferenza accademica sulla lingua tibetana fu qualcosa di veramente speciale. Inanzitutto, era la prima volta che gli studiosi, che vivevano fuori dal Tibet, avevano la possibilità di sedersi e discutere sulla situazione della loro lingua con i colleghi che provenivano dal Tibet stesso. La prima edizione del seminario si tenne in India nel 1987, ma purtroppo nessun tibetano proveniente dal Tibet stesso era presente per parlare. Ora, grazie all’organizzazione di Namkhai Norbu Rinpoche e dello Shang Shung Institute, è stato finalmente possibile per i tibetani di tutte le provenienze riunirsi, e descrivere le diverse situazioni della lingua presentando suggerimenti concreti per la sua protezione e continuità.

Durante l’estate l’estate di quell’anno il regista italiano Bernardo Bertolucci incontrò Rinpoche nella sua residenza in Toscana per discutere alcune idee per il film “ll Piccolo Buddha”. Bertolucci in seguito ricordò l’evento con queste parole: “Sono andato a trovare Namkhai Norbu nella sua casa ad Arcidosso, alle pendici del Monte Amiata, e dopo questo incontro ho iniziato a sviluppare la sceneggiatura del film”.

“Il piccolo Buddha” La ricerca interiore di Bernardo Bertolucci
Fulvio Rossi

Bertolucci e Chögyal Namkhai Norbu a Gadeling.

Alla fine degli anni ‘80 Bernardo Bertolucci decise di scrivere un film sul Buddhismo dal titolo “Il Piccolo Buddha”. Il film voleva essere di divulgazione per tutti, soprattutto per i bambini e come amava ripetere: “Un film per bambini grandi e grandi bambini”. Chiese allora al suo caro amico di sempre Paolo Brunatto, grande autore di documentari e docu-fiction, di poter incontrare il nostro Prezioso Maestro Namkhay Norbu Rinpoche per raccontargli la sceneggiatura ed avere dei suggerimenti su alcuni nodi focali del film come la reincarnazione. Paolo Brunatto aveva già iniziato le riprese del suo “Perché Buddha”, documentario sul film so. La conferenza fu seguita da tibetologi occidentali ed eminenti linguisti tibetani, creando un’opportunità di scambio culturale tra studiosi tibetani alcuni dei quali residenti in Occidente. Questa conferenza accademica sulla lingua tibetana fu qualcosa di veramente speciale. Inanzitutto, era la prima volta che gli studiosi, che vivevano fuori dal Tibet, avevano la possibilità di sedersi e discutere sulla situazione della loro lingua con i colleghi che provenivano dal Tibet stesso. La prima edizione del seminario si tenne in India nel 1987, ma purtroppo nessun tibetano proveniente dal Tibet stesso era presente per parlare. Ora, grazie all’organizzazione di Namkhai Norbu Rinpoche e dello Shang Shung Institute, è stato finalmente possibile per i tibetani di tutte le provenienze riunirsi, e descrivere le diverse situazioni della lingua presentando suggerimenti concreti per la sua protezione e continuità. di Bertolucci, che fu venduto in ben 11 paesi diversi nel mondo, quindi chiese al nostro prezioso Maestro di poter incontrare Bernardo Bertolucci e di poter filmare una parte della loro conversazione. Rinpoche come sempre di grande generosità accettò di incontrarlo e fissarono la data. Il primo incontro avvenne un pomeriggio di settembre nella casetta di legno del bosco di Merigar dove il Maestro stava svolgendo da diversi giorni un ritiro personale. Bertolucci oltre a diversi omaggi portò con se una bottiglia di vino bianco di produzione Emiliana delle vigne di famiglia, bottiglia che il nostro amato Maestro volle aprire e bere subito con Bernardo e Paolo, mettendo subito a suo agio Bertolucci che data l’importanza dell’incontro era leggermente teso, la conversazione fu molto serena e divertente, proprio come sempre sa fare Rinpoche. Quindi fu fissato per il mattino seguente l’incontro con Bernardo e le riprese dell’inizio della conversazione. Così fu, l’incontro durò circa 3 ore, al termine del quale Bertolucci era entusiasta e decise di rivedere alcuni passaggi della sceneggiatura. Non fu mai detto in modo esplicito, ma dopo l’incontro con Il nostro Prezioso Maestro fu fissato un incontro con Sua Santità il XIV° Dalai Lama Tenzin Gyatzo che ricevette Bernardo Bertolucci, Jeremy Thomas (il produttore) e Paolo Brunatto, anche in quella occasione fu filmato l’inizio ed una parte della conversazione. Bertolucci dissedi aver incontrato ed essere rimasto molto colpito dalla conversazione con Namkhai Norbu Rinpoche, e Sua Santità sorridendo rispose:
I Know, I Know… (Lo so, lo so…)

Nello stesso anno Chögyal Namkhai Norbu iniziò a visitare la Russia. Il numero di persone interessate all’insegnamento Dzogchen era così grande che Rinpoche decise di aprire un nuovo Gar. Ci sono voluti diversi anni e un grande aiuto dalla comunità internazionale Dzogchen per raccogliere il denaro; nel frattempo un gruppo di persone incaricate si mise alla ricerca di una terra adatta. Nell’autunno del 1998 trovarono un ex centro di villeggiatura per bambini a 70 km da Mosca, in un posto bellissimo, con 12 ettari di pineta, diversi edifici, una grande mensa e tutti i servizi. Il nuovo Gar ricevette il nome di Kunsangar da Rinpoche (per diventare poi Kunsangar North nel 2010), il “Gar della Grande Perfezione” diventando così il Gar per tutti gli ex paesi dell’URSS e per tutta l’Europa orientale. Il primo ritiro con Rinpoche ebbe luogo a Kunsangar nel luglio 1999: fu la prima presentazione dell’insegnamento del Longde e con circa 1200 persone provenienti da tutta la Russia e dall’ex Unione Sovietica.

Nel 1995 Rinpoche fu nominato cittadino onorario della città di Arcidosso, in Italia.

5 giugno 1996, Chögyal Namkhai Norbu pone la prima pietra alla presenza del sindaco di Arcidosso e del prefetto

Nel triennio 1995-1998, Chögyal Namkhai Norbu concepì, organizzò e supervisionò la creazione del Grande Stupa a Merigar. Uno stupa è un monumento sacro che promuove simbolicamente la pace, il benessere e la prosperità del luogo in cui è costruito. La costruzione dello stupa è stata finanziata principalmente con contributi della popolazione locale. Tra gli ospiti d’onore all’inaugurazione nel 1998, il consigliere provinciale per la cultura, il prefetto, il sindaco e il consigliere per la cultura di Arcidosso.

Firma del contratto d’acquisto di Tashigar North.

Alla fine del 1998 Chögyal Namkhai Norbu avviò un progetto per lo sviluppo di un centro collegato a Tashigar Sur in Argentina, ma situato nella parte settentrionale del Sud America, sulla costa caraibica vicino a un aeroporto. Nel marzo 2002 la Comunità acquistò 30 ettari di terreno e le autorità locali approvarono la costruzione di 34 case insieme a un progetto agricolo che prevedeva una piantagione di 10 ettari di aloe vera. La terra era fornita di una casa, un grande fienile, due pozzi e due grandi serbatoi d’acqua. Nel febbraio 2002 Rinpoche aprì Tashigar North con il primo corso di formazione per insegnanti e successivamente trasmise per la prima volta gli insegnamenti di Longsal.

La gente veniva da tutto il mondo ed era un momento particolarmente speciale perché sebbene non esistesse un Gönpa, soldi e Gakyil, tutto si manifestava spontaneamente in un’atmosfera molto serena. Il Gönpa fu infine costruito per contenere circa 300 persone e successivamente ampliato per raddoppiare la capacità e consentire la costruzione di un Mandala permanente. Alcune persone hanno cambiato la loro intera vita e si sono trasferite lì da molto lontano per essere il punto di riferimento di una comunità residenziale.

Nell’ultimo fine settimana del maggio 1999, la Comunità Dzogchen di Merigar fu la sede delle celebrazioni del Vesak tenutesi in occasione dell’anniversario della nascita, del risveglio e del parinirvana del Buddha. Il discorso di apertura fu tenuto da Chögyal Namkhai Norbu. L’evento fu organizzato in collaborazione con l’Unione buddista italiana e i partecipanti comprendevano sia monaci che monache, nonché laici delle tradizioni Vajrayana, Zen, Theravada e Chan. Il tema dell’incontro era intitolato “Monaci, monache e laici sul sentiero buddista”. Durante il caldo e soleggiato fine settimana di maggio Il Tempio della Grande Liberazione o il “Grande Fiore” ospitò più di trecentocinquanta buddisti, sia laici che monaci provenienti da ogni parte d’Italia.

Nel 2000 Chögyal Namkai Norbu inaugurò la mostra “Il tesoro celeste. L’arte Tibetana della Medicina”, presso il Museo Nazionale Etnografico L. Pigorini di Roma, con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri italiano. Durante la mostra un ciclo di seminari è stato tenuto da medici tibetani e occidentali per discutere il rapporto tra medicina tradizionale tibetana e medicina convenzionale. Si cercò anche di affrontare il problema dello sviluppo sanitario in Tibet.

Nel luglio 2001 il 20° anniversario di Merigar è stato celebrato e riconosciuto dalle autorità politiche locali per il suo contributo vitale allo sviluppo socio-culturale della regione dell’Amiata e alla diffusione di valori universali. La cerimonia di apertura si è svolta nel Gönpa, dove Chögyal Namkhai Norbu ha tenuto il discorso introduttivo seguito dal sindaco di Arcidosso, che ha parlato della crescente amicizia e collaborazione instaurata nel corso degli anni tra la Comunità e il territorio.

Nel 2000, gli insegnamenti di Chögyal Namkhai Norbu hanno iniziato a essere trasmessi online, con un sistema che è stato perfezionato nel corso degli anni. Da allora i suoi insegnamenti e lezioni sono stati in grado di raggiungere migliaia di persone anche da remoto tramite webcast, con un record di 4.331 connessioni attive raggiunto il 28 dicembre 2017.

Nel 2002 sono iniziate le attività del progetto Ka-ter. Il progetto finanzia la traduzione in lingue occidentali dei testi più importanti di Dzogchen e la traduzione delle opere complete di Chögyal Namkhai Norbu. Dal 2003, il Ka-ter organizza ogni anno corsi per traduttori dal tibetano.

In 2003 Chögyal Namkhai Norbu ha tenuto una conferenza al Museo Pigorini di Roma centrato su un Progetto di Educazione allo Sviluppo per informare il pubblico sulla cultura tibetana e sulle criticità che sta affrontando. Attraverso la ricostruzione degli habitat della vita quotidiana dei nomadi, una mostra fotografica e un ciclo di seminari, l’evento mirava a diffondere la conoscenza della cultura dei nomadi e attirare l’attenzione sui problemi legati alla sopravvivenza di un ecosistema unico e una straordinaria civiltà, con particolare riferimento ai problemi di selezione del tipo di sviluppo che potrebbe essere previsto per queste regioni e al ruolo che potrebbe svolgere la cooperazione internazionale.

Dopo alcune difficoltà e travagli nel nord della California, cominciati alla fine degli anni settanta, su richiesta di Rinpoche Tsegyalgar West è stato spostato in un clima più caldo nella soleggiata Baja Cali- fornia, Messico nel 2003. Con 3000 acri di terra meravigliosa e selvaggia, donati alla Comunità Dzogchen, con sorgenti naturali e massi di granito, è dotata di un centro di ritiro campestre con 14 casitas disponibili per dormire e una bella area campeggio con servizi. In quell’ambiente naturale esistono molti punti ideali per ritiri personali. Inoltre c’è un Mandala per la Danza del Vajra con un tetto di palma intrecciato, una cucina comune per ritiri di gruppo, elettricità solare, un grande vasto cortile e numerosi sentieri escursionistici.

 

Il progetto per fondare un Gar in Crimea è iniziato nel 2004 durante la seconda visita di Chögyal Namkhai Norbu nell’area, quando lui stesso dichiarò che la Comunità Dzogchen doveva avere un Gar anche lì. Tuttavia, solo cinque anni dopo, alla fine del 2009, furono acquistati 3,5 ettari di terreno in una bella valle montana dove subito sono iniziati i lavori di costruzione. La vera nascita del Gar può essere considerata il 27 maggio 2010, quando Khyentse Yeshe e un gruppo di studenti hanno posato il “vaso prezioso”, realizzato e potenziato da Chögyal Namkhai Norbu, nelle fondamenta del Gönpa. Alcuni mesi dopo, nell’estate del 2010, quasi un migliaio di persone vennero a Kunsangar South per l’insegnamento di Rinpoche. Si svolse in una grande tenda rotonda bianca, sostenuta dai pilastri di cemento del futuro Gönpa. Nel 2012 il Gönpa fu completamente rifinito, decorato e inaugurato da Rinpoche.

Da qualche tempo Chögyal Namkhai Norbu aveva avuto l’idea di fondare una scuola di medicina tibetana in Occidente. A partire dall’autunno del 2005, la filiale americana dell’Istituto Shang-Shung ha avviato un programma di quattro anni di nuova concezione sotto la direzione della dottoressa Phuntsog Wangmo che è strettamente parallelo alla formazione di un medico tradizionale tibetano. Il nucleo del programma di medicina tibetana dello Shang Shung era basato sul testo rGyud bzhi (gyud-zhi), il principale insegnamento e riferimento clinico di tutte le scuole di medicina tibetana. Oggi ci sono rami attivi della della stessa Scuola di medicina tibetana in Russia e Spagna.

La prima classe di diplomati nel 2009 della Tibetan Medical School, Shang Shung Institute, USA a Xining.

Nel 2006 Chögyal Namkhai Norbu ha celebrato il 25° anniversario di Merigar alla presenza delle autorità politiche locali che lo hanno ringraziato per aver contribuito allo sviluppo e al benessere dell’area dell’Amiata e alla diffusione di valori universali. I loro interventi hanno dimostrato una crescente comprensione e un senso di solidarietà tra le persone dell’area circostante e la Comunità con rapporti reciprocamente vantaggiosi. Hanno anche rispecchiato la crescente consapevolezza della statura di Merigar come centro internazionale.

Dopo 25 anni di insegnamento continuo del Maestro Chögyal Namkhai Norbu, la comunità di Dzogchen era cresciuta rapidamente e c’era bisogno di un nuovo centro per servire il crescente interesse per i suoi insegnamenti nell’Est Europa e in Russia. È stato allora identificato un posto che poteva funzionare bene per entrambi: in Romania, vicino alle località estive della costa del Mar Nero e non lontano dal confine bulgaro. Fabio Andrico andò a vedere la terra che sarebbe diventata Merigar East, situata in una vasta distesa di campi di girasoli, dove c’era più cielo che terra e la decisione fu presa rapidamente. Il terreno è stato acquistato nel novembre 2006 e ha ospitato il suo primo ritiro nell’estate seguente con quasi 600 persone.

Chögyal Namkhai Norbu parla a una conferenza pubblica, Conoscere la nostra vera condizine, presso l’Università di Beijing, 2015.

In quel periodo l’interesse per le opere del Maestro e le sue conferenze stava iniziando a crescere rapidamente anche in Cina, sebbene nessuna delle sue opere fosse stata ancora tradotta in cinese. Mentre i suoi libri iniziavano gradualmente a essere tradotti e i suoi discorsi trasmessi in rete attraverso la Cina, una comunità di praticanti si formò nel 2008, crescendo rapidamente con i numerosi webcast dei suoi insegnamenti da tutto il mondo. Con l’acquisizione di terreni a Yichun, nella provincia dello Jiangxi, fu costruito e inaugurato un centro che avrebbe preso il nome di Ati Yoga Center, inaugurato durante la prima visita di Chögyal Namkhai Norbu nella Cina continentale.

L’anno seguente, nel 2009, Rinpoche presentò in Europa il primo volume in inglese della sua trilogia The Light of Kailash: A History of Zhang Zhung and Tibet all’Università della Sapienza. Questa è una delle opere più importanti sulla storia tibetana di Chögyal Namkhai Norbu, che riconsidera il tema delle vere origini della cultura tibetana. L’;anno seguente fu presentata la stessa versione inglese alla SOAS University di Londra e nel maggio 2013 al Rubin Museum of Art di New York.

Nel 2008, il Prof. Chögyal Namkhai Norbu venne presentato come candidato al Premio Nobel per la pace.

Nel 2010 Rinpoche è stato nominato cittadino onorario di Tanti, Cordoba, in Argentina, vicino a Tashigar South.

L’11 settembre 2010 l’antica medicina tibetana fu il fulcro della lezione magistrale tenuta dal Prof. Chögyal Namkhai Norbu nell’aula magna dell’Istituto di Anatomia dell’Università di Bologna (la più antica università dell’Occidente, fondata nel 1088). Questa conferenza, intitolata “Medicina tibetana, patrimonio dell’umanità”, fu il primo evento pubblico tenuto nell’Auditorium dell’Istituto di Anatomia. L’evento venne organizzato dall’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona Onlus in collaborazione con l’International Shang Shung Institute for Tibetan Studies.

In occasione delle celebrazioni per il 30° anniversario di Merigar, sono stati creati un timbro speciale e tre cartoline con tre diverse scene di Merigar. Le Poste italiane in occasione di eventi di interesse rilevante creano timbri speciali che riproducono quell’evento. Questi timbri sono usati nel giorno di quell’evento per poi essere conservati per i posteri nell’archivio delle Poste italiane a Roma. Il 15 luglio le Poste hanno allestito un tavolo al centro di Arcidosso dove le persone hanno potuto prendere gratuitamente le cartoline, preparate da Merigar, timbrate con la data dell’evento, così non solo ricordano l’evento ma sono anche oggetto da collezione.

Nel 2011, la comunità Dzogchen si raccolse insieme da tutto il mondo per le celebrazioni del 30° anniversario: “La gioia di essere qui: dal Monte Amiata al mondo intero”. Le celebrazioni includevano l’inaugurazione e la presentazione del monumento alla Pace dell’artista Piero Bonacina ad Arcidosso e la mostra “Tibet Art Now” organizzata da ASIA con opere di giovani artisti tibetani a Castel del Piano. Numerosi “Friendship Meetings” furono tenuti da professori universitari e altre eminenti personalità in tre comuni del Monte Amiata, nonché spettacoli di danza e musica creati e offerti da un gran numero di artisti e studenti provenienti da tutto il mondo. In quei giorni Chögyal Namkhai Norbu fu onorato con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana in occasione del 30° anniversario dell’Associazione Culturale della Comunità Internazionale Dzogchen.

Nel 2011 la Terza Conferenza Internazionale sulla Lingua Tibetana fu convocata da Chögyal Namkhai Norbu e tenuta presso la Columbia University di New York, negli Stati Uniti. La conferenza, organizzata congiuntamente dalla Columbia University, dal Shang Shung Institute, dal Tibetan Buddhist Resource Center e dalla Trace Foundation e coordinata da Enrico Dall’Angelo, è stata seguita da due precedenti conferenze organizzate rispettivamente nel 1987 e nel 1992 in India e in Italia. Alle cerimonie di apertura hanno partecipato circa duecentosessanta persone che provenivano da tutto il mondo, comprese molte aree dell’altopiano trans-himalayano, Europa, Oceania, ecc. Questo gruppo era composto da tibetologi, linguisti, grammatici, tecnologi, ricercatori e osservatori interessati.

Nel 2011 Chögyal Namkhai Norbu è stato insignito di una laurea honoris causa in studi sulla comunicazione e l’evoluzione dall’Università internazionale dell’Europa orientale, Izhevsk, Russia.

Dall’ottobre 2010 al gennaio 2013 nella citta di La Laguna, Tenerife si sono svolti eventi culturali tibetani della durata di tre settimane, con la finalità di presentare la cultura tibetana al gran- de pubblico. Il primo evento è stato organizzato dallo Shang Shung Institute, dalla Dzogchen Community, da ASIA, dalla Fundació Casa del Tíbet di Barcellona, dall’Università della Laguna e dal consiglio comunale di La Laguna. All’inaugurazione del primo evento culturale, Chögyal Namkhai Norbu ha tenuto conferenze all’Aula Magna dell’Università di La Laguna (ULL), a cui hanno partecipato anche le autorità locali. Il secondo evento di una settimana nell’ottobre 2011 si è tenuto in diversi luoghi a La Laguna, in cui il momento clou è stato la conferenza di Chögyal Namkhai Norbu all’Università di La Laguna sul Libro Tibetano dei Morti, che ha riunito i suoi studenti, la gente del posto e gli studenti della ULL. Il terzo evento sempre di una settimana, incentrato principalmente sulla medicina tibetana, si è svolto nel gennaio del 2013. La maggior parte degli eventi si sono svolti presso l’ex monastero di Santo Domingo de Guzmán, con la collaborazione del Consiglio comunale e la partecipazione di alcuni membri di una delle più grandi organizzazione mediche tibetane del mondo, Arura, e il suo presidente, il dott. O Tsokchen, con i quali Rinpoche ha firmato un accordo di collaborazione molto importante per il futuro della medicina tibetana. Questo evento è stato organizzato anche in collaborazione con lo Shang Shung Institute, ASIA, la Comunità Dzogchen, l’Università della Laguna e le autorità locali.

Firma del contratto con Arura a gennaio 2013 a Tenerife.

Nel settembre 2011 Chögyal Namkhai Norbu è stato invitato a partecipare a una conferenza internazionale intitolata “Bön, Shang Shung and Early Tibet” che celebrava i 60 anni di studi tibetani presso la SOAS, Università di Londra, i 50 anni di studi Bonpo in Occidente e la fondazione della Istituto Shang Shung per gli studi tibetani a Londra.

.Nel 2011 Chögyal Namkhai Norbu ha iniziato a selezionare, trascrivere e tradurre una selezione di canzoni tibetane tradizionali e moderne che saranno poi successivamente pubblicate come raccolta di canzoni e danze “Khaita”. Oltre a preservare la cultura, la lingua e le tradizioni tibetane, il suo obiettivo era anche quello di usare la musica e la danza come una forma di meditazione. Rinpoche si è dedicato a Khaita Joyful Dances fino all’inizio del 2018. Centinaia di persone hanno portato il messaggio di Joyful Dances in tutto il mondo, esibendole al British Museum di Londra, al museo Regina Madre di Napoli e al Dora Stratou Theater di Atene, che li ha inclusi nei loro programmi culturali.

Khaita – Armonia nello Spazio
Adriana Dal Borgo

Danze Khaita di fronte al British Museum, Londra.

Con le canzoni e le danze Khaita si fondono i due aspetti che più di tutti gli altri hanno caratterizzato la vita del Maestro: la sua grande erudizione in tutti i campi della cultura tibetana e la sua ineguagliabile attività e saggezza come Maestro Dzogchen. Fra le numerose pubblicazioni con le quali il Maestro ha contribuito a far conoscere al mondo la cultura tibetana, ci sono le sue raccolte di canzoni popolari, la prima pubblicata nel lontano 1967 (*) Nell’introduzione il Maestro stesso racconta che l’interesse per questo genere è iniziato quando aveva 16 anni, interesse che negli ultimi anni della sua vita si è rin- novato dando forma alle raccolte di canzoni e danze Khaita, alle quali ha lavorato costan- temente e con grande impegno dalla fine del 2011 ai primi mesi del 2018. Tra i numerosissimi video di giovani autori e cantanti tibetani disponibili on line, Rinpoche ha selezionato più di 400 canzoni, scegliendole per i loro testi significativi e ritmi armoniosi coinvolgenti. Le ha accuratamente trascritte in tibetano prima, spesso correggendole nella forma grammaticale, e traslitterate poi nel sistema drayor perchè potessero essere cantate da tutti noi. Non solo, per ognuna ha indicato con dei simboli particolari il ritmo, le modulazioni della voce, le ripetizioni delle sillabe.

Uno degli scopi di questo immenso lavoro è quindi la salvaguardia della cultura ed in particolare della lingua tibetana senza la quale non avremmo più; accesso agli antichi testi buddisti e ai testi dell’insegnamento Dzogchen. Originale e decisamente innovativo è stato però l’utilizzo della musica e della danza come pratica contemplativa, come strumento per scoprire uno stato rilassato e gioioso e come allenamento alla presenza e alla consapevolezza.

Chogyal Namkhai Norbu, incomparabile Maestro di Dzogchen, di un insegnamento cioè il cui scopo è riconoscere e superare i propri limiti, ha presentato ai suoi studenti un metodo che ha spiazzato ogni aspettativa o idea preconcetta di pratica spirituale utilizzando melodie e movimenti ‘mondani’, piuttosto che suoni o movimenti ‘sacri’, per allenare la presenza. Una via che ci porta ad allenare l’integrazione di corpo, voce e mente con il supporto di ritmi, movimenti e coreografie che cambiano in continuazione, con la presenza come unico punto stabile, ancorata solo a sè stessa.

Danze Khaita con Rinpoche

Danzando le Gioiose Danze si manifesta inoltre il mandala della Comunità Dzogchen, cioè il luogo e lo spazio autoperfezionato dove i praticanti danzano insieme armoniosamente. Quante volte durante i ritiri abbiamo danzato insieme al Maestro, muovendoci in centinaia all’unisono in grandi cerchi concentrici come in un grande mandala, rilassati e gioiosi. Penso che Khaita, che è stato in un certo senso l’ultimo grande regalo del Maestro, porti con sè un importante messaggio per il futuro della Comunità Dzogchen: ci indica la strada della collaborazione rilassata, ci mostra un modo di stare e di praticare insieme consapevoli e rispettosi l’uno dell’altro e contemporaneamente consapevoli di appartenere al mandala del Maestro che puòmanifestarsi e risonare solo attraverso l’armonia. A questo proposito, vorrei ricordare un breve episodio: nell’agosto 2018, Rinpoche stava guardando, come faceva spesso, una serie di video delle canzoni. Quando fu la volta di Tundril (**), una delle canzoni inserite nelle collezione Mekhor, Rinpoche iniziò a canticchiarla sottovoce, annuendo contemporaneamente con la testa. Mi sono rivista subito il significato del testo scoprendo che, attraverso diversi esempi e metafore, è un invito all’armonia, all’amicizia, al ‘muoversi’ insieme, e che indica queste come la strada per la felicità.

(*) Namkhai Norbu Dewang (1967). “Musical Tradition of the Tibetan People. Songs in Dance Measure”, Orientalia Romana, Essays and Lectures, 2. Roma: ISMEO (**) Tundril: https://www.youtube.com/watch?

Verso la fine del 2011, il desiderio di Rinpoche di costruire un altro centro a Tenerife, in Spagna, dove il clima e le circostanze geografiche sembravano molto favorevoli ai suoi numerosi studenti per riunirsi, incontrarsi e esercitarsi insieme, portò Rinpoche a concentrarsi su possibili acquisizioni nel sud dell’isola. Quando vide per la prima volta il terreno a Playa Paraiso, con le sue 13 case, concepì la visione di avere un Gar globale che rappresentasse tutte le sue filiazioni, come ASIA, ISS e altre entità della Comunità stessa: una “Nazioni Unite dei Gar”, come lui stesso disse. Nell’estate del 2012 il nome Dzamling Gar è stato assegnato a questo concetto ispiratore e un team composto dall’International Gakyil e dai membri del consiglio di amministrazione del Meriling fu incaricato di portare avanti la raccolta di fondi e l’acquisto di questo pezzo di terra particolare a Playa Paraiso. Contemporaneamente al lancio del progetto Dzamling Gar, un altro importante momento di crescita e sviluppo, guidato da Enrico Dell’Angelo, fu la fondazione della International Dzogchen Community (IDC). La visione di Rinpoche per l’IDC aveva una lunga storia, con molti aspetti e intrecci internazionali, da quando fu fondato il primo Gakyil Internazionale nel 2001. La novità del 2012 era la creazione di un’entità legale formale con Statuti scritti per aiutare a garantire la sopravvivenza a lungo termine della Comunità Dzogchen. Attraverso la combinazione di un “codice d’uso” per il logo Longsal e un “accordo di affiliazione globale”, gli Statuti IDC sono serviti per promuovere la convergenza e l’allineamento, per la prima volta, di tutti i 10 Gar della comunità Dzogchen in tutto il mondo.

Poiché i due progetti hanno acquisito slancio, verso la fine del 2012, ci sono state chiare opportunità di collaborazione tra i due team. La raccolta fondi per Dzamling Gar, a nome dell’International Gakyil, fu unita con il nuovo Board IDC. Con Dzamling Gar, non ancora formato come persona giuridica, divenne presto responsabilità dell’IDC e du Meriling effettuare l’acquisto della proprietà. Questa iniziale convergenza di eventi ha rafforzato le aspirazioni globali del nostro Maestro. Attraverso questo luogo fisico centralizzato per tutti i suoi studenti, e alle reti di connessioni ed energia che l’IDC fornisce ai Gar in tutto il mondo, Chögyal Namkhai Norbu ha legato così insieme tutto ciò che ha creato nella sua vita.

Nel 2014 Chögyal Namkhai Norbu ha presentato la pubblicazione The Temple of the Great Contemplation: The Gönpa of Merigar al castello Aldobrandesco di Arcidosso e all’Università di Bologna. Il volume riccamente illustrato e dettagliato era basato sul testo scritto a mano originale di Rinpoche.

Dal 2014 al 2016, Chögyal Namkhai Norbu ha chiesto alla comunità Dzogchen di organizzare, insieme alla School of Tibetan Medicine dello Shang Shung Institute, una
conferenza annuale di medicina integrata a Barcellona, in collaborazione con l’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS – Ente Morale.
Tutte le conferenze si sono svolte nello storico edificio Casal del Metge – la sede del fondo di assistenza medica – situato vicino alla Cattedrale di Barcellona. Sebbene le conferenze fossero aperte al gran pubblico, a causa dell’alto livello dei relatori e della specificità degli argomenti c’era una numerosa presenza di medici interessati. Tutte le conferenze hanno avuto una traduzione simultanea, sono state trasmesse in diretta via webcast, seguite su Twitter e Facebook, con un totale di oltre 50 relatori e moderatori con la preziosa partecipazione di Chögyal Namkhai Norbu, che ad ogni suo inter- vento riempiva i 326 posti dell’auditorium. Queste conferenze sono diventate un riferimento a Barcellona per altri futuri incontri relativi alla medicina integrativa. Inoltre, sono state stabilite importanti relazioni durature tra i diversi oratori, partecipanti, SSI e Comunità Dzogchen. Sono stati un vero esempio di integrazione, grazie alla collaborazione dei partecipanti e di tutti i volontari della comunità Dzogchen, che hanno reso possible l’evento.

Rinpoche con i sindaco di Adeje e di Arcidosso.

Nel dicembre 2016, Chögyal Namkhai Norbu ha inaugurato ufficialmente il Museo di Arte e Cultura Orientale (MACO) nel complesso del castello Aldobrandesco di Arcidosso. La missione del Museo è quella di raccogliere, conservare e comunicare il prezioso patrimonio culturale dell’Himalaya e dell’Asia e aumentare e stimolare il dialogo interculturale. È un piccolo museo interattivo, molto specializzato, dove si tengono regolarmente seminari, visite guidate e incontri con le scuole di tutti gli ordini e gradi. Numerosi ospiti hanno partecipato all’evento, tra cui personalità politiche come i sindaci di Adeje (il comune di Tenerife dove si trova Dzamling Gar) e Tanti (Tashigar Sud, Argentina) e rappresentanti di università e centri di ricerca internazionali, nonché dell’Associazione Culturale Comunità di Merigar e centri Dzogchen di tutto il mondo.

“Perché un museo di arte Asiatica in Arcidosso?”
Jacobella Gaetani

Molti membri della nostra Comunità in tutto il mondo ovviamente sanno perché enire ad Arcidosso e conoscono la ragione per cui il museo è qui.

Copia della statua di Jowo del museo

Il Museo di Arte e Cultura Asiatica (MACO) é situato in quella che nel XVII secolo era la Cancelleria del Granducato di Toscana, ed è uno dei tre musei alloggiati nel complesso del Castello Aldobrandesco. Dai primi due piccoli spazi adibiti a galleria che Chögyal Namkhai Norbu inaugurò nel 2013, fino all’inaugurazione ufficiale avvenuta in occasione del suo compleanno nel 2016, il Museo è cresciuto fino a occupare l’intero edificio: al piano terra ci sono nove spazi per esposizioni a tema, al secondo piano, aperto nel 2017, c’è lo Spazio Progettuale dedicato a mostre temporanee di arte Asiatica contemporanea. Quest’anno, grazie al sostegno del Comune di Arcidosso, la Regione Toscana e l’Unione Europea hanno assegnato al Museo un fondo di 100.000 euro per il restauro delle facciate esterne e la pavimentazione in ciottoli in pietra della terrazza posteriore. In quest’ultima sarà possibile, nella prossima stagione, allestire alcuni eventi. I lavori avranno inizio nell’autunno di quest’anno. Oltre ad ospitare numerosi manufatti d’inestimabile valore e raffinati oggetti d’arte che costituiscono la Collezione della Famiglia Namkhai, il Museo ha la speranza di essere riuscito a manifestare, pur se in piccola parte, l’attività illuminata e compassionevole di Rinpoche. Molteplici campi di studio e ricerca trovano espressione nelle nostre mostre; attraverso ciascuno di essi Rinpoche offre un ponte verso l’Insegnamento. Il Museo è il dono prezioso che Chögyal Namkhai Norbu e Rosa hanno concepito e offerto ad Arcidosso, alla comunità locale e a tutti noi, un punto d’incontro che fa confluire le persone e le avvicina agli Insegnamenti. Questa è forse una delle risposte maggiormente piene di significato alla domanda del perché il Museo è qui. Esso è diventato parte del panorama culturale della Toscana Meridionale; l’utilizzo d’istallazioni multimediali per sviluppare la narrativa nelle nostre presentazioni, ha richiamato in visita classi provenienti
dall’Umbria e da altre zone della Toscana. Tra gli eventi in programma per la celebrazione di Rinpoche del 27 settembre, il Museo inaugurerà una mostra che esplora il mondo delle danze sacre Tibetane, dal titolo “Meditazione in Movimento”. Stiamo inoltre progettando, nel Gönpa di Merigar, un’istallazione-video che coprirà un angolo di 360 gradi, nella quale scorrerà il materiale filmato nei nostri Gar in tutto il mondo. Questi due eventi sono solo una parte del programma previsto. Per il biennio 2020-2021 il Museo ha in progetto alcune mostre, in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e con il Museo dell’Università del Sichuan. Nel 2020, inoltre, sta organizzando un viaggio di gruppo lungo la Via della Seta. Maggiori informazioni al riguardo saranno diffuse nel prossimo futuro. Grazie a tutti per il vostro supporto. Per informazioni visitate il sito: https://www.merigar.it/en/maco/ oppure inviate una mail a: maco.arcidosso@ gmail.com 

Il 2 luglio 2018, Chögyal Namkhai Norbu ha fondato la Fondazione Atiyoga (ATIF), ombrello per tutte le organizzazioni della Comunità Internazionale Dzogchen, con sede e indirizzo legale a Dzamling Gar. ATIF è una Fondazione culturale con l’obiettivo di supportare l’evoluzione dell’individuo, che fa riferimento all’eredità e al patrimonio culturale di Chögyal Namkhai Norbu attraverso le diverse forme culturali o aree della mente che Rinpoche ha sviluppato durante la sua vita.

master namkhai norbu commander

Foto Enzo Russo

Fino al 2017 Chögyal Namkhai Norbu ha continuato a viaggiare costantemente in tutto il mondo, tenendo conferenze e ritiri frequentati da migliaia di persone: ha guidato oltre 600 ritiri Dzogchen in tutto il mondo (dal 2005 trasmessi anche via webcast) e tenuto conferenze e seminari in molte università.

Il 10 settembre 2018, nel Municipio di Arcidosso, il Prefetto di Grosseto, Cinzia Teresa Torraco, ha conferito al Prof. Namkhai Norbu l’onorificenza di “Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana”, alto riconoscimento onorario per aver dedicato la sua vita ad attività che hanno portato benefici alla comunità e alla nazione.

La scomparsa di Chögyal Namkhai Norbu ha avuto un enorme impatto non solo sui suoi numerosi studenti in tutto il mondo ma anche nel mondo in generale. Come uomo di straordinaria saggezza e compassione, con una capacità insuperabile di trasmettere questa conoscenza suprema a innumerevoli persone di ogni estrazione sociale, la sua perdita è davvero una perdita per tutta l’umanità. La visione e il desiderio di Chögyal Namkhai Norbu, che gli esseri umani vivessero in modo pacifico e armonioso, è qualcosa sicuramente necessario in questi tempi. La sua eredità sopravvive attraverso i suoi copiosi scritti e insegnamenti, nonché nei cuori e nelle menti di coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarlo.

La prima parte di questa biografia si basa sull’articolo Chögyal Namkhai Norbu – The Master Who Revealed Dzogchen to the Western World di Paolo Roberti di Sarsina, Alfredo Colitto e Fabio Maria Risolo, pubblicato sulla rivista online Religions nell’aprile 2013. Le informazioni relative alla vita di Chögyal Namkhai Norbu sono ritenute corrette e ci scusiamo per eventuali inesattezze o omissioni.

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