Yantra Yoga d’estate a Dzamling Gar

Parte I: 15 – 21 luglio 2018
Parte II: 22 – 28 luglio 2018

istruttori: Alessandra Policreti, Nataly Nitsche e Maxim Leshchenko

di Marta Cappelli

Ultimo giorno della prima sessione

È la fine di giugno e ho tutta l’estate davanti a me. Nei mesi a venire vorrei fare un po’ di Yantra Yoga e ritornare alla mia pratica personale. Negli ultimi anni il mio lavoro mi ha allontanato e non sono riuscita a integrare la pratica nella mia routine quotidiana. Sono andata sul sito dello Yantra Yoga e ho visto che non c’erano  corsi in programma in nessun Gar. Che peccato, ho pensato!

Due giorni dopo ricevo nella mia mail privata un messaggio di un amico che mi segnala il programma del ritiro di Yantra Yoga che si sarebbe svolto a Tenerife. (Yantra Yoga Tenerife è la pagina Facebook)

Non potevo crederci!!!

Leggo questo messaggio con gioia e inizio ad organizzare la mia partenza.

Il martedì seguente incontro una mia amica e mentre parliamo le dico che presto sarei partita per un ritiro di Yoga. Mi chiede dettagli ed entusiasta mi dice: “Marta, è quello che mi serve. Vengo anch’io!!! Non ho mai preso del tempo per me in vita mia. È ora che lo faccia!” La mia amica aveva appena scoperto di avere un fibroma di dieci centimetri nell’utero.

Siamo partite, siamo arrivate a Tenerife e inizia la nostra avventura a Dzamling Gar.

Ci sono undici persone più tre istruttori. È un corso aperto. Solo i tre istruttori ed io siamo studenti di Chögyal Namkhai Norbu. Gli altri sono qui per lo Yantra Yoga.

Fin dalla prima lezione ci ricordiamo di avere un corpo e di avere la potenzialità di respirare. Alessandra, Nataly e Maxim, ciascuno con il proprio specifico talento, ci guidano nello studio e nell’approfondimento di questo prezioso insegnamento armonizzando i tre aspetti di voce, corpo e mente, diventando consapevoli della nostra respirazione.

Dopo ogni pausa si formava il gruppo. La nostra disponibilità allo scambio dei punti di vista diventa sempre più fluida. Ogni studente ha una storia diversa da raccontare. C’è chi segue un Lama, chi non segue nessun insegnamento e c’è chi è qui per conoscere questo stile di yoga di cui hanno sentito parlare tanto.

Giorno dopo giorno abbiamo imparato sempre di più. Il corpo si rilassa e così anche la mente. Lo abbiamo visto e osservato. Se durante il primo giorno del ritiro sentivamo il bisogno di definizioni, distinzioni, paragoni, lentamente abbiamo sviluppato e incrementato la presenza del momento. Il silenzio, che negli ultimi giorni siamo riusciti a condividere nella pratica nella quale ognuno di noi è riuscito ad essere più presente a sé stesso e più capace di affinare l’armonia di mente, voce e corpo, era ora in noi stessi. Ci ha accompagnato durante le passeggiate nella foresta, l’abbiamo portata durante la gita in barca in cui abbiamo incontrato i delfini e le balene e l’abbiamo portata con noi alla Spa dove abbiamo goduto insieme un momento di relax.

L’ultimo giorno ci siamo salutati con un abbraccio e un sorriso. È interessante vedere che essere rilassati ha nutrito il desiderio di approfondire la conoscenza dello Yantra Yoga. Tutti hanno comprato i testi nei quali Chögyal Namkhai Norbu spiega questo insegnamento o libri dove esperti dello Yantra Yoga e di medicina tibetana ne spiegano i benefici.

Dzamling Gar a questa incredibile potenzialità, quella di aprire, di aiutare a scoprire e di non separare. La semplicità, la chiarezza, l’espressività e la competenza di chi ci ha guidato durante queste due settimane sono stati emementi importanti e forse il frutto più tangibile della potenzialità di questo grande insegnamento.

Grazie Maestro per mostrarci questa preziosa via!

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