Artista Dzogchen Frederica Henrieta Hegedus

La scimmia è occupata

Mi chiamo Federica Henrieta Hegedus, disegno e dipingo gioielleria. Vengo dalla città di Košice, nella quale sono nata, anche se mi sento cittadina del mondo. Tutta la Terra è casa mia. Sono cresciuta sotto il socialismo che condannava e sopprimeva la religione e promuoveva l’ateismo. Non è andata così male, perché questo mi ha salvata da una educazione religiosa senza compromessi e senza la possibilità di scegliere la mia via.

Per quanto posso ricordare, avevo una visione del mondo e opinioni diverse da quello che mi circondava. Quando frequentavo l’asilo infantile, mi chiedevo se la gente vedesse l’erba verde e il cielo blu così come li vedevo io. Non sono mai stata capace di accettare che dentro al nostro corpo ci fosse un’anima infinitamente grande. Da bambina mi chiedevo come qualcosa di così immenso e, a mio parere, così infinito potesse risiedere in una persona così piccola come ero io. Avevo la sensazione che il mio piccolo corpo fosse in un ‘anima che si espandeva tutt’ attorno, concentrando la sua attenzione su di me in modo tale da creare il falso concetto che quel corpo fossi io. Potete immaginare lo stupore dei miei quando ho cercato di comunicare loro la mia idea. Col passare del tempo ci ho rinunciato, ma a tutt’oggi non ho nessun motivo di cambiare idea a questo proposito.

L’arte mi ha sempre affascinato più d’ogni altra cosa, soprattutto la pittura ma anche creare gioielli o vestiti. Mi piaceva leggere perché sono molto curiosa e amavo anche imparare qualsiasi cosa nuova. Man mano che crescevo, i dintorni mi stavano stretti ed ero attratta da orizzonti lontani. E così il mondo attorno a me, che volevo esplorare, cresceva assieme a me. Disegnavo le mie sensazioni, perché la pittura esprime più di migliaia di parole.

‘Golden Buddha in thigle’

Alla scuola superiore mi piaceva la fisica perchè il mio mondo spaziava oltre i confini della Terra e raggiungeva spazi lontani. Ero affascinata dalla filosofia orientale e scoprii l’hinduismo e il buddismo, che meglio si confacevano alla mia attitudine verso la vita. Fu a quel tempo che iniziai a meditare con gioia e frequentemente. Durante la meditazione, non mi sentivo vincolata al passato, né preoccupata per il futuro. Percepivo solo il qui e ora e mi sentivo parte del tutto.

Da bambina, disegnare mi permetteva di catturare le mie sensazioni ma anche visioni e quello che gli
altri non riuscivano a percepire. Ho partecipato a molte mostre per bambini e studenti. Questo mi ha permesso di studiare disegno al Dipartimento di Arte presso l’Università Tecnica di Kosice. Questo campo mi attraeva principalmente perchè combinava lo studio dell’arte con le scienze tecniche e naturali, come la fisica e la matematica. A quel tempo lavoravo anche alla crezione di pittogrammi per sistemi di informazione grafica. Diseganre messaggi pittorici chiari e di facile comprensione mi prendeva totalmente, perchè essi vanno al di là delle barriere linguistiche ed hanno un grande potenziale narrativo.

Nel giorno in cui mi diplomai, nacque Lucas, il mio primogenito e così divenni una mamma a tempo pieno, ma di sera continuavo a disegnare. Dieci anni dopo, nacque Marius, il mio secondo figlio, che ebbi con un diverso compagno. Lucas ha sempre amato disegnare ed ha studiato scultura e pittura. Marius per tutta la sua infanzia era accompgnato da un amico immaginario. Quell’amico era un serpente. Una volta venne da me e mi chiese come mai meditavo ancora. Fui sorpresa da questa domanda. Mi disse: „Mamma, sai che la miglior meditazione è la vita stessa?“ A quel tempo non lo sapevo. I miei due figli avevano un‘ immagine della vita simile a quella che avevo io e fu allora che realizzai che le persone che mi circondavano erano più simili a me. Più di quanto pensassi prima.

Marius era affascinato dalla scienza e dalla fisica, ha studiato fisica quantica e attualmente sta studiando per il dottorato alla Royal Holloway University di Londra e al National Physics Laboratory.

Nel 2012 ho avuto un incontro interessante con il Maestro. Il Maestro entrò nella mia meditazione. Eravamo seduti vicino a un lago di montagna e mi diceva di cercare un percorso che avevo già iniziato sotto la sua guida nel passato. Ora non dovevo aspettare niente altro, dovevo cercare lo Dzogchen.

‘The meditation base, path and fruit’

Era notte inoltrata quando uscii da questa meditazione. Mi chiedevo come potevo trovare lo Dzogchen. Provai con Google. Aprii il computer e trovai una pagina della Comunità Dzogchen, non in qualche posto lontano e sconosciuto, ma proprio nella mia città. Il giorno dopo chiamai e incontrai un uomo, Juraj Karlik, che mi parlò dello Dzogchen e del suo Maestro, Namkhai Norbu Rinpoche, che avrebbe dato una trasmissione in tutto il mondo, via webcast, tra pochi giorni. Alla parete c’era un’immagine di un uomo e una donna, proprio come li avevo visti una volta durante una meditazione, Samantabhadra e Samnatabhadri Yab Yum. E seppi immediatamente che ero nel posto giusto. Così è come sono venuta a conoscenza di Namkhai Norbu Rinpoche.

In seguito ho incontrato Rinpoche di persona diverse volte. La prima volta è stato a Merigar nel 2013, quando stava dando insegnamenti e trasmissioni. Avevo la sensazione che le sue parole fossero indirizzate personalmente a me. Ogni sua parola toccava direttamente il mio cuore. Era come se lui fosse un membro della mia famiglia. Poi nel 2016 a Praga e a Bratislava ho avuto l’opportunità di incontrarlo ancora personalmente. Poi l’ho incontrato ancora a Wangdenling e questo è stato l’incontro più forte e purtroppo è stata l’ultima volta che l’ho incontrato. A Bratislava ho mostrato a Rinpoche uno dei miei dipinti, e lui mi ha incoraggiato e mi ha detto che avrei dovuto esporre in una mostra.

Una volta che i miei figli fossero cresciuti, anche se non avessi fatto una mostra individuale, avrei esibito la mia arte. A Praga ho esposto la mia gioielleria in una esposizione a lungo termine e ho esposto pure i miei dipinti negli Studi K2 e alla Nova Gallery. A quel tempo Marius studiava alla Charles University e io davo lezioni sulle tecniche di arte moderna. Nel 2016 ho dato una mostra a Kosice assieme a mio figlio Lukas Polyak, chiamata NEXT.

‘Violet stargazer clematis’

L’incontro con l’Insegnamento Dzogchen ha cambiato la mia vita e il mio modo di esprimermi attraverso la pittura. In uno degli ultimi Insegnamenti che ho ricevuto dal Maestro, lui ha detto che nel tempo si deve trovare il Maestro interiore. Anche se Rinpoche ha concluso il suo viaggio, continuuo a sentire un forte legame con lui e ho molte esperienze personali che mi mostrano che il suo contributo è ancora vivo, qui con noi.

Dopo le sue trasmissioni e i suoi insegnamenti ho dipinto una serie di quadri usando una tecnica ad alchool su carta Yupo. Sono come delle bolle che si intersicano tra di loro a formare diverse composizioni e catene. In altri dipinti, vaghe bolle si trasformano in immagini concrete di fiori, di natura, di persone. Ho concluso questo periodo di lavoro con una mostra chiamata Spirit in spiritus nel luglio del 2017, a Kosice.

Poi ho fatto esperimenti di pittura, usando l’acrilico su tele a sfondo dorato. La lucentezza del metallo dorato sullo sfondo fa risaltare ulteriormente l’essenza delle forme, di fiori e di farfalle. Quando l’osservatore si trova di fronte a tali immagini, interagisce direttamente con loro , come se il dipinto fosse vivo e respirasse.

Ora sto lavorando su tavole stampate con monotipi di gelatina. Sono grafici, ognuna è originale. Mi piace anche combinarle con il luccichio. Il mio lavoro è molto vario, dipingo paesaggi, fiori, animali marini, sensazioni astratte, utilizzando diverse tecniche. La vita presenta così tante diverse forme che sarebbe un peccato limitarsi a una sola tecnica di pittura.

Nel 2018 ho iniziato a cercare una galleria con la quale collaborare a Londra, dove mio figlio Marius sta attualmente studiando. Anche se sono riuscita a fare dei buoni contatti, la pandemia del Covid ha completamente danneggiato lo sviluppo di questa collaborazione , dato che non sono riuscita ad andare a Londra. Per il momento, è tutto nelle stelle.

Non sono speciale, sto solo cercando di fare quello che mi rende felice. Ognuno di noi possiede dei talenti, dobbiamo solo scoprirli , rilassarci e lasciargli spazio.

Quello che mi attrae di più dello Dzogchen è l’idea che siamo tutti esseri perfetti , siamo dei veri Budda, solo che a causa dei diversi aspetti della nostra mente, non siamo in grado di percepirlo. Non c’è nessun bisogno di correre dietro all’illuminazione, come un cane corre dietro alla sua coda. E’ il nostro stato naturale.

‘The Luminous Thigle’

Un’ultima considerazione. Come è giunto Darwin a credere che veniamo dalle scimmie? Deve aver letto da qualche parte che la nostra mente è come una scimmia, che salta di pensiero in pensiero e la scimmia deve aver avuto una risonanza particolare con lui. Chi non riesce a tener a bada la sua scimmia è come una scimmia. La maggior parte delle volte io sono come una scimmia, ma quando dipingo la scimmia è occupata e io posso stare nello stato naturale.

Grazie Rinpoche per il tuo Insegnamento che mi ha permesso di capire.

Frederica Henrieta Hegedus
Traduzione in italiano Gloria Ramita

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