Dzogchen: Who’s Who & What’s What in the Great Perfection

di Nigel Wellings

Mud Pie Books, 2022

Recensione di Julia Lawless

 

Indirizzato a coloro che sono nuovi agli insegnamenti dello Dzogchen e a coloro che vogliono approfondirli, questo libro fornisce una cornice storica e riferimenti di contesto che aiutano a capire i principi fondamentali della tradizione. Si tratta di qualche cosa di più di un repertorio di temi fondamentali, maestri e divinità della tradizione Dzogchen, essendo il libro un grande volume di oltre 400 pagine.

Una breve rassegna delle vite dei maggiori maestri comprensive di date, lignaggio, attività e influenze sono presentate in modo semplice e accessibile nel quadro più ampio del Buddhismo Tibetano in particolare e, in minusra minore del Buddhismo in generale. Il testo include anche una spiegazione generale dei principali guardiani e divinità connessi allo Dzogchen ed offre delucidazioni sulla terminologia specifica comunemente utilizzata nella trasmissione dell’insegnamento. Area delicata quest’ultima per il fatto che molti termini, come bodhicitta e vuoto, possono avere un diverso significato all’interno del loro contesto specifico, sia esso Sutra, Tantra o Dzogchen. A tale riguardo Tsokny Rinpoche scrive nella sua prefazione:

“Ai nostri giorni la letteratura in lingue occidentali sul Dharma è diventata piuttosto vasta con la sua gamma di termini tecnici. Coloro che vogliono approfondire la conoscenza del Buddhismo attraverso i libri, possono avere difficoltà a comprendere alcuni termini che molto spesso appaiono in particolari insegnamenti profondi. Sebbene molti di questi testi includano un glossario consultabile per chiarimenti, a volte questi non danno una spiegazione esaustiva”.

Conosco Nigel come amico da tanti anni, essendo egli stato uno dei primi studenti di Chögyal Namkhai Norbu e avendo partecipato a molti dei primi ritiri in UK durante gli anni 1980 e ’90. Nigel incontrò Rinpoche in India, la prima volta nel 1976/77 mentre era lì a studiare la pittura dei thangka e in seguito molti dei suoi disegni furono impiegati per le illustrazioni dei libri di Rinpoche. Anni dopo, Nigel fece anche parte del sangha di Tsokny Rinpoche, uno dei figli del rinomato Maestro Dzogchen, Tulku Urgyen Rinpoche. Nigel è anche socio fondatore di The Forum of Conteplative Studies, è stato insegnante deil programma di Corsi Bath & Bristol Mindfulness, come pure direttore della formazione per il London Centre for Transpersonal Psychology per molti anni. Oggi lavora come psicoterapeuta psicoanalitico in prospettiva contemplativa. La familiarità di Nigel con tutti questi diversi punti di vista si evince attraverso il suo libro e, in questo senso, copre varie prospettive quando presenta la materia e gli argomenti qui trattati. Alcuni degli argomenti e dei temi più arcaici e complessi sono da lui sviluppati con un approccio e un linguaggio più contemporaneo occidentale.

‘’In ogni caso, quello che troviamo qui non è una replica diretta o una reintegrazione degli insegnamenti. Attingendo al materiale accademico disponibile, ho aggiunto, per alcune voci, un po’ di background per maggiore chiarezza. Né questo libro dà per scontato che il lettore sia necessariamente un devoto studente Dzogchen: molti di noi possono essere impegnati con l’insegnamento pur conservando alcune esitazioni. Riconoscendo ciò, in alcuni casi ho descritto empaticamente la tradizione da un punto di vista parzialmente esterno, senza dare per scontato di essere del tutto d’accordo, ma invitando a riflettere. Faccio questo dalla mia duplice prospettiva di aspirante studente dello Dzogchen, ma anche di qualcuno che dà valore alla conoscenza della storia del Dharma nel suo complesso e di come questo si sia sviluppato nel tempo”.

Da un punto di vista storico, gli insegnamenti Dzogchen hanno appena messo piede in occidente. I primi insegnanti tibetani hanno iniziato a trasmettere questi profondi insegnamenti solo negli anni ’70 in Europa e negli USA. Sebbene, 50 anni più tardi, ci siano molti Centri Dzogchen in tutto il globo, alcuni aspetti della terminologia aventi a che fare con la traduzione di termini dal tibetano e dal sanscrito non hanno ancora trovato unanime accordo. Questo è un fattore importante dovuto al fatto che le fonti testuali sono una componente vitale del modo in cui la conoscenza venga tramandata da una generazione all’altra. Ciò è evidente nel libro laddove varianti della traduzione di certi termini importanti possono essere interpretate in modi differenti.

Un altro ostacolo da superare nell’approccio alla continuità della tradizione Dzogchen, è la differenza di prospettiva culturale tra oriente e occidente, perché, sebbene in realtà l’essenza dello Dzogchen, lo stato del rigpa, va oltre la prospettiva culturale, esso deve comunque trovare il modo di esprimersi nella lingua locale. In occidente, tecnologia e scienza sono fattori dominanti della nostra società, così come quegli elementi della filosofia e psicologia occidentali che definiscono i nostri valori culturali, tutti ritratti su una a tela con uno sfondo cristiano. Gradualmente, gli insegnamenti Dzogchen hanno bisogno di metter radici in occidente e trovare una propria forma espressiva in modo autentico e che non dismetta o distrugga nessuno dei valori intrinseci e vitali della tradizione.

Nigel spinge un po’ oltre i limiti di questo campo di ricerca, esplorando modi per colmare il divario e allo stesso tempo lasciando spazio per ulteriori interpretazioni come lui stesso suggerisce nel suo PostScript sulle Definizioni.

“… raccomando una certa leggerezza nella lettura di questo libro, nel considerare il suo contenuto come ‘mere’ definizioni, prendendo in prestito una frase di Tsokny Rinpoche: per evitare di rendere le cose troppo concrete. In questa prospettiva, i molteplici significati e le contraddizioni non devono essere causa di confusione, quanto piuttosto prova del contributo di quante persone hanno lavorato per rendere possibile il continuo sviluppo di significato che questo libro presenta. Le definizioni hanno un valore inestimabile ed hanno bisogno di un attento discernimento ma, come il Dharma dimostra, alla fine esse sono vuote di esistenza intrinseca, totalmente transitorie e contingenti, e più fondamentalmente esse sono semplicemente l’effimera espressione della consapevolezza intrinseca”.

 

‘Dzogchen: Who’s who & What’s what in the Great Perfection’, by Nigel Wellings, paperback pub. Mud Pie, 2022, disponible su Amazon £20. 

Recensione di Julia Lawless

Traduzione in italiano di Antonio Ferraro

 

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