I testamenti di Guru Garab Dorje

Ritiro di insegnamenti Atiyoga,
Pomeriggio 3° giorno Dzamling Gar, Tenerife, 30 dicembre 2017
I Tre Testamenti di Guru Garab Dorje
Kangyur e Tengyur

Poi Guru Garab Dorje insegnò lo Dzogchen. Quando si dice che l’Insegnamento Dzogchen è un insegnamento del Buddha e quindi è Buddhista, potrebbe essere vero, ma non significa che l’Insegnamento Dzogchen sia stato insegnato dal Buddha Shakyamuni. È importante che quando si segue un insegnamento si capisca cos’è un insegnamento del Buddha, altrimenti si rimane limitati, come nell’Hinayana. Nell’Hinayana si dice che in un certo periodo il Buddha insegnò l’Hinayana in India, e che quindi l’Hinayana sia l’unico insegnamento del Buddha. Ma il Buddha ha insegnato anche il Mahayana e la maggior parte degli insegnamenti Mahayana del Buddha provengono da dimensioni diverse come quella dei naga o dei deva, e successivamente, da esseri realizzati come Nagarjuna che ha introdotto tali insegnamenti nella condizione umana. Esistono infatti tanti insegnamenti Mahayana ma l’Hinayna non lo accetta, perché ritiene che gli unici insegnamenti buddhisti validi siano quelli insegnati dal Buddha in India.

Se si comprende l’insegnamento del Buddha in questo modo, (la propria considerazione) non è completa. Per afferrare veramente l’insegnamento del Buddha, dovremmo comprendere diversi aspetti. Ad esempio, oggi in lingua tibetana esiste la raccolta del Kangyur (bka’ ‘gyur) che è l’insegnamento del Buddha tradotto dall’antico sanscrito nella lingua tibetana e che conta più di cento volumi. Poi c’è il Tengyur (bstan ‘gyur) che è l’insieme dei commentari del Kangyur in cui gli studiosi hanno scritto e spiegato le parole del Buddha. Anche questi sono stati tradotti dall’antico sanscrito indiano. Nella collezione del Tengyur ci sono più di duecentoventi-duecentotrenta volumi. Tutti questi scritti sono considerati Insegnamenti del Buddha.

Questo non significa che il modo di vedere Hinayana sia l’unico insegnamento del Buddha o che tutto ciò che il Buddha ha insegnato sia stato in India. Molti di questi Insegnamenti, come i sutra Mahayana, sono stati insegnati dalla dimensione dei deva e dei naga. Ad esempio, c’è un insegnamento molto famoso chiamato Lhai Ngawochei Do (lha’i rnga bo che’i mdo) che significa Sutra del Grande Tamburo. Questo tipo di insegnamenti non è ciò che il Buddha ha dato oralmente.

I testi Hinayana e i sutra Mahayana insegnati in India, o anche in altre dimensioni, sono chiamati Shalne Sungpai Ka (zhal nas gsungs pa’i bka’), e sono stati insegnati oralmente dal Buddha. Ma quando il Buddha impartiva insegnamenti orali usava linguaggi diversi.

A volte l’insegnamento del Buddha si manifestava quando le circostanze lo richiedevano. Una qualifica del Buddha era la sua onniscienza che significava vedere la condizione relativa nel tempo e nello spazio. Per questo motivo, il Buddha aveva la qualità e la quantità della saggezza, poteva manifestare e potenziare. Non era necessario per il Buddha viaggiare nelle dimensioni dei naga o dei deva. Ad esempio, con il (lha’i rnga bo che’i mdo il Sutra del Grande Tamburo della Divinità) è stato necessario un certo tipo di insegnamento nella dimensione dei deva che richiedeva un tamburo molto grande. Di solito, c’era qualcuno che suonava un grande tamburo per fare suono. Un giorno non è stato necessario battere il tamburo per produrre quel suono, il suono è venuto naturalmente. Quel suono uscito naturalmente era l’insegnamento del Buddha, che è stato chiamato sutra, un sutra totalmente completo. Sono ottanta o novanta pagine, non ricordo con precisione, e ne esiste una spiegazione. Questo è uno dei famosissimi sutra Mahayana. L’insegnamento Mahayana include anche il modo in cui il sutra veniva spiegato. Non essendocene solo uno ma molti tipi di insegnamenti che il Buddha ha potenziato. Questo tipo di insegnamenti chiamati Jyinki Labpai Ka (byin gyis rlabs pa’i bka’), Jyinki Labpa sono stati potenziati e trasmessi dal Buddha. Nel Kangyur, se osserviamo, leggiamo di molti insegnamenti in cui il Buddha conferiva il flusso potenziante proveniente da rocce, da alberi e da alcune montagne e ci sono i relativi titoli. Tutta questa serie di insegnamenti, sono chiamati Jyinki Labpai Ka.

Poi c’è anche un altro tipo di insegnamenti chiamati Jesu Nangwai Ka (rje su gnang baìi bkaì). Jesu Nangwai Ka vuol dire che il Buddha da il permesso ai suoi studenti di insegnare, e in quel momento potenzia quell’insegnamento in modo che l’insegnamento degli studenti si
manifestasse in modo perfetto. Un buon esempio di questi insegnamenti detti Jesu Nangwai Ka, è il breve sutra chiamato il Prajñāpāramitā Hṛidaya (prajñāpāramitāhṛdaya), l’essenza della pāramitā. Nel Mahayana questo è considerato il sutra più importante di tutti.
In questo sutra è spiegato che, quando il Buddha Shakyamuni era nello stato di contemplazione, Śāriputra – che era una specie di arhat con un alto livello di realizzazione dell’Hinayana e conoscenza dell’insegnamento del Buddha – aveva chiesto al Buddha come spiegare il principio dello shunyata totale nel Mahayana e il Buddha gli avesse detto di chiedere al Bodhisattva Avalokiteshvara. Quando il Buddha era nello stato di contemplazione, infatti in quel momento, non c’era differenza tra lo stato di Avalokiteshvara e quello del Buddha. Avalokiteshvara allora spiegò tutto il Sutra Prajñāpāramitā Hṛidaya (prajñāpāramitāhṛdaya).
Ricordate, quando abbiamo visto il film ‘Il Piccolo Buddha’ c’era un monaco che cantava e ripeteva sempre una specie di sutra che diceva: “Non ci sono occhi, non ci sono orecchie”ecc. Niente esiste perché tutto è vuoto, e di base ci sono diciotto tipi di vuoto. Questo è il sutra Prajñāpāramitā Hṛidaya (prajñāpāramitāhṛdaya) che alla fine dice: lammed, yeshemed, thobpamed mathobpayangmed (lam med | ye shes med | thob pa med | ma thob pa med). Poi c’è il mantra TADYATHĀ OṂ GATE GATE PĀRAGATE PĀRASAṂGATE BODHI SVĀHĀ. Questo mantra è il vero senso della Prajñāpāramitā. Cosa significano lammed, yeshemed, thobpamed, mathobpayangmed? Lammed (lam med) significa non c’è via; yeshemed (ye shes med): non c’è saggezza; Thobpamed (thob pa med): non c’è niente da ottenere; e Mathobpayangmed (ma thob pa yang med): non c’è ottenimento. Dunque questo sutra finisce con il vuoto totale. Questo insegnamento, il Prajñāpāramitā Hṛidaya, è molto breve, molti praticanti tibetani nei monasteri di tutte le tradizioni lo conoscono a memoria. Lo stesso vale per le tradizioni cinese e giapponese Mahayana, che leggono il Prajñāpāramitā Hṛidaya e lo considerano il sutra più importante del Mahayana.

Questo è solo un esempio di Jesu Nangwai Ka, e nel Kangyur ce ne sono molti altri. Poi esistono i Shalne Sungpai Ka, insegnamenti diretti del Buddha; le parole di potenziamento (Jyinki Labpai Ka) e
quelle con cui ha dato il permesso che venissero insegnati (Jesu Nangwai Ka) che poi anche sono diventati insegnamenti del Buddha;
Ci sono anche i Lungdu Tenpai Ka (lung du bstan pa’i bka’); Lungdu Tenpai Ka significa che il Buddha ha detto “questo tipo di insegnamenti un giorno apparirà”. Una volta infatti qualcuno chiese al Buddha Shakyamuni: “Come possiamo andare oltre il tempo e lo spazio?” e il Buddha disse: “Un giorno questo insegnamento verrà dato da un maestro come me”. Quel Maestro sarebbe stato Guru Garab Dorje. l’insegnamento oltre il tempo e lo spazio è l’Insegnamento Dzogchen.

Al tempo del Buddha, si iniziò con la causa della sofferenza. Quali erano la causa e l’effetto della sofferenza? Questa relazione di causa ed effetto è stata chiamata karma. L’insegnamento del Buddha è stato fondamentalmente legato a questa relazione. Al tempo del Buddha era necessario avere quel tipo di insegnamento. Più tardi, quando ci sono state le circostanze, è apparso lo Dzogchen. Ad esempio, quando Garab Dorje era un bambino molto piccolo, non era un essere normale. Fin dall’inizio è stato un’emanazione del Buddha.

Dorje Sempa Namkha Che
Garab Dorje si manifestò in modo molto speciale. Quando era piccolo cantava sempre il Dorje Sempa Namkha Che un importante testo radice Dzogchen, di cui abbiamo la traduzione in inglese, in italiano ecc. Poiché il testo radice non è facile, ci sono anche i commentari di Shri Singha e Vairocana, tradotti entrambi. Ho preparato anche una specie di calendario del Dorje Sempa Namkha Che. Per cui leggendo ciascun verso si può approfondire passo dopo passo la conoscenza e attraverso i commentari si può sviluppare. Cosi facendo però, si dovrebbe lavorare un po’ di più. Uno sforzo che alla gente non piace fare.

Comunque sia, così è sorto l’insegnamento di Guru Garab Dorje. Quando era molto piccolo Garab Dorje cantava il Dorje Sempa Namkha Che. Non perchè l’;avesse imparato da qualcuno che lo cantava. Poi disse: “Voglio discutere con il Maestro dei Maestri reali del re di Oddiyana”. Ma sua madre rispose: “Oh, non puoi discutere con i Maestri reali perché sei ancora un ragazzino e non hai nemmeno cambiato i denti”.

Quando Garab Dorje aveva circa sei o sette anni; era molto giovane. La sua fama arrivò in India in questo modo: “C’è un ragazzo speciale in Oddiyana che canta degli insegnamenti chiamati Dorje Sempa Namkha Che, che spiegano come dovremmo andare oltre causa e effetto. Dobbiamo stare attenti perché l’insegnamento del Buddha riguarda causa ed effetto. Cosa dobbiamo fare?”, e allora decisero di andare in Oddiyana per discutere con Garab Dorje. Poi Manjushrimitra, uno dei maestri più famosi della Scuola Yogachara dell’Università di Nalanda, insieme a un gruppo di pandit, si recò in Oddiyana. Ci volle molto tempo, non era come oggi, non c’era nemmeno una strada. Alla fine, in qualche modo arrivarono in Oddiyana e lì incontrarono Garab Dorje. Poi Manjushrimitra iniziò a fare qualche domande al ragazzino Garab Dorje. Che subito spiegò. Quando Garab Dorje spiegò a Manjushrimitra, questi realizzò che Garab Dorje era uno studioso di altissimo livello e capì che quella era davvero l’essenza dell’insegnamento del Buddha. Allora Manjushrimitra ebbe fede e disse: “Mi dispiace, ho sbagliato a discutere con te. Come posso purificare tutte le cattive azioni che ho accumulato?” Guru Garab Dorje disse: “Quello che hai capito ora, lo devi scrivere e presentarlo ai buddhisti”.

I Tre Testamenti di Guru Garab Dorje
Quindi Manjushrimitra scrisse un testo chiamato Chang-chub-gi sem Dola Sershün, che è uno dei testi più importanti dello Dzogchen. Questi libri furono mandati all’Università di Nalanda in modo che tutti gli studiosi potessero capire che Garab Dorje era un’emanazione del Buddha. Manjushrimitra divenne così lo studente numero uno di Guru Garab Dorje. E in seguito fece una raccolta di tutti gli insegnamenti di Guru Garab Dorje. Quando questi manifestò il corpo di arcobaleno, in quel momento Manjushrimitra ricevette I Tre Testamenti da Guru Garab Dorje che rappresentano l’essenza di tutti gli Insegnamenti Dzogchen. I Tre Testamenti di Garab Dorje sono considerati una chiave per come iniziare a imparare l’Insegnamento Dzogchen; per i Maestri per come insegnare agli studenti; per come avere la realizzazione e per che cos’è la realizzazione. Tutto è in relazione a queste tre affermazioni. Nei Tre Testamenti di Garab Dorje, qual è il primo? Il Primo Testamento è l’introduzione diretta. Il Maestro introduce direttamente dall’inizio, ma se non si è in grado di fare l’introduzione diretta di alto livello in modo Dzogchen, allora si introduce con Ati Guruyoga. In quel modo si può comprendere l’essenza della pratica Dzogchen e in quale direzione si deve andare. Per questo motivo, abbiamo prima l'introduzione. Non c’è bisogno di un’iniziazione o di un voto, e non c’è bisogno di addestramento in qualcosa. Ma bisogna fare l’Introduzione Diretta.

Oggi, quando si seguono gli insegnamenti, tutte le tradizioni dicono: “Per prima cosa si dovrebbero fare le pratiche preliminari o ngöndro”. Pratiche preliminari significa una preparazione. L’idea ordinaria è che se non si ha almeno un po’ di preparazione, non si può capire. Questa idea è molto diffusa nelle scuole tradizionali. Quando ho iniziato a insegnare Dzogchen in Italia, ho iniziato l’introduzione diretta in modo molto semplice, con Ati Guruyoga. Non ho mai dato insegnamento Dzogchen senza questo principio. Non chiedo a nessuno di fare pratica con il ngöndro. Il Ngöndro non è indispensabile in tutti gli insegnamenti. A volte può essere utile. Quando ho dato l’insegnamento Dzogchen a persone che non avevano praticato il ngöndro, molti lama tibetani hanno criticato Namkhai Norbu e hanno detto: “Namkhai Norbu impartisce l’insegnamento Dzogchen, un insegnamento di alto livello, a persone che non hanno fatto il ngöndro”. Non è colpa mia, perché io seguo l’insegnamento Dzogchen insegnato da Garab Dorje. Se il ngöndro fosse indispensabile, perché non ci sono quattro testamenti di Garab Dorje invece di tre? Forse il primo testamento dovrebbe essere ngöndro, e poi introduzione diretta. A volte ribatto un po’, perché non pensano in modo corretto. Quindi, dico: “Se volete criticare, per favore criticate Garab Dorje, non me”. Garab Dorje non ha presentato in quel modo, quindi, introduzione diretta significa sapere cos’è lo Dzogchen.

Lo Dzogchen non è un libro, una tradizione o una religione, ecc. Lo Dzogchen è la propria vera natura, quindi si deve scoprirla ed essere in quello stato. Perciò esaiste il Primo Testamento di Garab Dorje. Il Secondo Testamento di Garab Dorje è non restare in dubbio. Anche se si è ricevuto qualcosa di formale, come un insegnamento interno dello Dzogchen, a volte si potrebbe pensare di aver scoperto che la propria vera natura è lo Dzogchen. Ma è molto difficile esserne certi al cento per cento, e quindi si rimane nel dubbio: se si rimane in dubbio su qualsiasi tipo di pratica, non funziona, e lo stesso vale per una pratica come l’Insegnamento Dzogchen. Vi farò un esempio. Quando si inizia a imparare l’insegnamento Vajrayana, la gente dice: “Stiamo ricevendo molte azioni negative, qualcuno sta facendo magia nera contro di noi e quindi abbiamo problemi”. In questo caso, nell’insegnamento Vajrayana, se si ha paura di qualche magia nera si dovrebbe fare la pratica di Simhamukha. Ci sono quattordici sillabe nel mantra A KA SA MA RA TSA SHA DA RA SA MA RA YA PHAT, lo si canta con la visualizzazione, ecc.. In questo modo si può superare la magia nera. La potenzialità del mantra è chiamata cyema bumthub (byad ma ‘bum thub). Cyema significa magia nera. Non solo una o due magie nere, ma bum, che significa centomila. Quando si riceve una provocazione, si canta il mantra di Simhamukha, e si fa la visualizzazione, si possono eliminare le negatività o anche rimandarle indietro.

Ricordate che la manifestazione di Guru Padmasambhava ha otto diversi aspetti, uno dei quali è Guru Padmasambhava che ebbe problemi con le tradizioni indiane. Lo giudicavano e dibattevano con lui e, naturalmente, Guru Padmasambhava non perdeva mai i dibattiti. Ciononostante i contraenti non lo accettavano e dissero: “Ora facciamo una magia nera diretta contro di te e in una settimana ti distruggiamo completamente”. Cosi Guru Padmasambhava aspettò una settimana, facendo la pratica di Simhamukha, la manifestazione con la faccia di leone, chiamata Sengge Dradrog (seng ge sgra sgrogs) e Invece di ricevere le negatività che quelli mandavano, le rimandò indietro a coloro che le preparavano, e li distrusse. In questo modo, quelli produssero quel karma e anche l’effetto. Questo è il valore di Simhamukha. Perciò vi dico che dovreste praticare il mantra di Simhamukha. Alcuni dicono di averlo praticato ma che non ha funzionato. Allora dico che non funziona a causa di come fate la pratica e perchè non avete abbastanza fede e devozione per questo insegnamento. Se non avete dubbi e lo fate in modo perfetto, funziona sempre.

Ho fatto ritiri personali di Simhamukha, non solo per eliminare le negatività ma per molte azioni, e quando ho applicato le azioni si sono manifestate al cento per cento. Se funziona per me, perché non dovrebbe funzionare per voi? È importante capire che non dobbiamo rimanere in dubbio riguardo a nessun tipo di pratica. Soprattutto nell’Insegnamento Dzogchen, questo è molto importante. Non è sufficiente andare dal Maestro e dirgli che avete praticato e scoperto come vi sentite. Lo potete spiegare per una, due o tre ore, ma il Maestro non può decidere se avete davvero scoperto qualcosa o meno. Dovete scoprirlo da soli. Per questo motivo, nell’Insegnamento Dzogchen, abbiamo le serie (di insegnamenti) dello Dzogchen Longde. Lo Dzogchen Longde non è il principio dell’introduzione diretta; l’introduzione diretta è usata nello Dzogchen Semde. In tutto lo Dzogchen Semde a volte c’è l’introduzione diretta, e a volte funziona in modo molto preciso, passo dopo passo, e poi lo possiamo scoprire. Questo insegnamento chiamato Dzogchen Semde, sem significa mente e semnyi significa natura della mente. De significa una serie di questo tipo di insegnamenti: molti, diversi tipi di tantra. Questo è per l’introduzione diretta, per scoprire la propria vera natura. Se state seguendo l’Insegnamento Dzogchen, è indispensabile scoprire la propria vera natura.

Altrimenti, se state solo facendo una pratica formale con il libro del thun e pensate di fare ogni giorno una pratica dal libro del thun, sarà preziosa solo quando capirete come entrare nella vostra vera natura. Se seguite solo parole, mantra, mudra e visualizzazioni, ecc., non è questo il punto più importante. Questo è lo Dzogchen Semde. Quando ho iniziato a insegnare lo Dzogchen, ho cominciato con lo Dzogchen Upadesha. L’Upadesha è l’ultima serie. Tradizionalmente, in Tibet, la maggior parte dei maestri che impartiscono insegnamenti Dzogchen insegnano sempre l’Upadesha. Nell’Upadesha non c’è l’introduzione diretta. Upadesha è molto dettagliato e funziona in modo semplice. Per questo, lo Dzogchen Semde è diventato molto importante. Quando insegnavo ai miei studenti, all’inizio questi erano felici perché per uno o due anni ho insegnato Upadesha e dicevano che questo insegnamento era profondo e molto bello. Ma era solo un’idea, nella mente, non stavano manifestando qualcosa di concreto. l’ho scoperto dopo quasi due anni. Poi ho pensato di iniziare con lo Dzogchen Semde e lavorare più concretamente con l’introduzione diretta. Già dopo pochi mesi vedevo che il modo di essere e di fare degli studenti era più concreto.

Poi c’è Manjushrimitra, che fondamentalmente ha lavorato con il secondo testamento di Guru Garab Dorje, non rimanere in dubbio diventando certi al cento per cento. In questo metodo c’è il tantra e anche molte istruzioni della serie chiamata Longde. Cosa significa Long? Long significa dimensione. La dimensione dello spazio dove tutto può manifestarsi. Quindi, usando la serie dello Dzogchen Longde con i chakra, i canali, le visualizzazione e facendo tutto in modo perfetto, allora possiamo anche avere le visioni. Quando parliamo di visioni, potremmo pensare di veder qualcosa solo con gli occhi. Ma quando impariamo il senso delle visioni, dobbiamo capire che con gli oggetti funzionano tutti i sensi e quando c’è quella comprensione, allora c’è l’esperienza. L’uso del metodo delle visioni e dell’integrazione, è la base di ciò che è chiamato la realizzazione del corpo di arcobaleno. La maggior parte dei Maestri dello Dzogchen Longde hanno una storia di come hanno realizzato il corpo di arcobaleno. Questa è la seconda serie degli insegnamenti Dzogchen collegata al secondo testamento di Garab Dorje. Dopo essersi allenati molto bene negli insegnamenti Dzogchen Semde, a volte do l’insegnamento dello Dzogchen Longde e facciamo quella pratica. Poi, alla fine, abbiamo lo Dzogchen Upadesha. Upadesha significa qualcosa di segreto.

Tutti i praticanti hanno bisogno di una base concreta. Quando si ha una buona base, cioè si è imparato l’insegnamento, si è ricevuta la trasmissione e la si applica, allora si può avere la realizzazione più rapidamente. Questo è ciò che nello Dzogchen viene chiamato, thögal e yangti. Ed è collegato al terzo testamento di Garab Dorje. Il terzo testamento di Garab Dorje è quando non si rimane in dubbio, si è scoperta la propria vera natura, si ha fiducia automaticamente in quella conoscenza e la si integra completamente nei propri aspetti di corpo, voce e mente. Ora, il modo in cui questa spiegazione viene sviluppata, una per una, è chiamata Nangwa zhi, che significa le Quattro visioni. Quando si arriva al quarto livello e si sta morendo, per esempio, allora si ha la realizzazione del corpo di arcobaleno, il corpo non rimane, scompare. Se non solo si arriva al quarto livello, ma lo si completa tutto, allora si è compiuto il Grande Trasferimento. I protagonisti di questa realizzazione sono stati Guru Padmasambhava e Vimalamitra. Il Grande Trasferimento significa che la morte non si manifesta. Se avevano raggiunto il Grande Trasferimento, le persone comuni non lo potevano vedere perché il corpo fisico ha una visione dualistica. È così che si ha il proprio corpo, voce e mente.

Quando si fa una pratica come il thögal, si possono avere anche visioni della dimensione pura. La dimensione pura, che è la propria potenzialità, appare come un oggetto. Si è integrati con la propria potenzialità della pratica. Quando si riesce a integrare totalmente, il corpo fisico scompare. La gente comune non può vederlo, e questo è chiamato il Grande Trasferimento. Questo Upadesha è l’ultimo testamento di Garab Dorje. È molto importante che voi ricordiate sempre i Tre Testamenti di Guru Garab Dorje perché sono come una chiave dell’Insegnamento Dzogchen. Come si comincia, come si impara l’insegnamento Dzogchen e come lo si applica, tutto ha a che fare con i tre testamenti. A volte le persone studiano e imparano in modo molto intellettuale ma non afferrano il vero senso.

Trascrizione di Anna Rose
A cura di Naomi Zeitz
Testo Tibetano con la gentile assistenza di Fabian Sanders e Adriano Clemente
Traduzione italiana a cura di Enrica Rispoli

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