Messaggio dal Gakyil Rosso di Tashigar North

Cara Famiglia del Vajra

di seguito la traduzione di un articolo scritto dal nostro Gakyil Rosso Dimitry per l’edizione russa del The Mirror. L’articolo spiega le nostre idee su quello che ho anticipato in un recente post sul Progetto Immigrazione. Aggiungo a quello che Dimitry illustrerà in dettaglio che non stiamo cercando immigrati stabili che vengano in Venezuela ma praticanti di tutto il mondo che ci aiutino a far funzionare regolarmente il Gar, che partecipino alle attività del Dharma e che ci diano una mano nella manutenzione e nelle attività produttive. Come verrà sottolineato è importante ottenere un visto per il nostro paese nel vostro paese di origine e ci auguriamo che possiate rimanere qui dai 6 mesi a 3 anni. Ovviamente se si dovessero presentare le condizioni potete sempre decidere di restare definitivamente. Anche se ci rivolgiamo soprattutto ai praticanti russi e cinesi chiunque senta la chiamata e desideri venire, lavorare e praticare qui non esiti a contattarci a  tashigarnortesecretary@gmail.com.

Rolo Carrasco,
Gakyil Giallo

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Cari Fratelli e Sorelle del Vajra! Vi sto scrivendo da Tashigar North, dall’isola Margarita, in Venezuela. Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Stranamente non si tratta di soldi. Anche se molti di voi probabilmente conosce (e non solo ma partecipate come meglio potete) del raccolta fondi per Tashigar North. Ringrazio tutti quelli che contribuiscono! Il nostra Gakyil Giallo Rolando Carrasco recentemente ha scritto sui progressi di questo progetto sull’edizione inglese del The Mirror. Qui l’articolo http://melong.com/update-from-tashigar-north/.

Ora parliamo di un’altra e ben più preziosa risorsa di cui Tashigar North ha gran bisogno. Parlo della risorsa umana, abbiamo bisogno di voi, cari Fratelli e Sorelle del Vajra. Siamo rimasti in pochi. Al momento riusciamo a tenere un certo ritmo di lavoro che ci permette di gestire l’apparato tecnico e mantenere operativa l’infrastruttura di Tashigar, oltre a condurre pratiche collettive. Però la potenzialità di Tashigar North è davvero più di questo. Nonostante le condizioni secondarie sfavorevoli Tashigar potrebbe diventare non solo un Gar autosufficiente ma anche produrre introiti. Vi do un esempio. Alla fine dell’anno scorso abbiamo deciso di avviare un progetto di agricoltura ecologica con l’obiettivo finale di commercializzare i prodotti. In altre parole coltivare verdure e venderle. Con 30 ettari di terra, di cui una parte è equipaggiata con un sistema di irrigazione, una lunga stagione della pioggia e un clima molto favorevole all’agricoltura, cosa di più facile? Eppure, sei mesi più tardi è diventato chiaro che il progetto non poteva essere realizzato a pieno e non per un problema di fertilà del terreno. Oltre a lavorare direttamente la terra, coltivare, conservare e raccogliere i prodotti questo progetto ha bisogno di fondi – per entrare nel mercato, per la pubblicità, per mantenere i contatti con i rivenditori, e i social media. Anche la contabilità, l’imballaggio, la consegna ecc. Non siamo abbastanza ma il progette ha ottime possibilità. Al di là della profonda crisi politica ed economica, il progetto è ancora possibile. Tutto quello che ha che fare con i prodotti di bellezza e cibo è molto importante.

Tornando al punto qualunque praticante che voglia partecipare al progetto di larga scala di agricoltura biologica, o ne abbia uno,  troverà a Tashigar North immense possibilità. Qui può essere realizzato tutto ciò che riguarda la produzione biologica, che sia coltivazione o produzione successiva, con permacultura, con impianto controllato o diretto, con la creazione di orti forestali, con la produzione di compost o altri eco-fertilizzanti, con idroponica e acquaponica. In una parola abbiamo bisogno che veniate qui. Abbiamo gli strumenti e le tecniche di base. Non ci sono le persone necessarie per realizzare questi progetti.

Ovviamente non dimenticate che Tashigar, come qualunque Gar, non è una fattoria in cui far crescere patate, ma è un luogo dove realizzare il corpo di luce. Qui si pratica, yantra yoga, si fanno ritiri personali e si partecipa ai corsi. Voglio sottolineare i seguenti punti: i praticanti che hanno visitato Tashigar North nei suoi anni migliori possono ricordare il costante problema di vivere all’interno del Gar. Ora non c’è più questo problema. Chiunque abbia voglia di venire e realizzare un suo progetto o contribuire a uno esistente (sì, al plurale, oltre all’agricoltura ce ne sono altri, potete seguirci su Facebook https://www.facebook.com/tashigar.norte.9) avrà a disposizione alloggi comodi all’interno del Gar. Restando qui si progredisce sulla via della realizzazione perché come tutti gli altri Gar non esiste per caso ma è stato creato dal nostro Maestro Chogyal Namkhai Norbu, che ha dato e ricevuto insegnamenti essenziali quando era a Tashigar North.

Infine, anche se non meno importante, c’è il problema del permesso di soggiorno. Dovete provvedere da soli al visto dal vostro paese. Al momento si sta discutendo di un programma per attirare praticanti russi e cinesi a Tashigar North. Questo per i ben noti motivi politici grazie ai quali tra Russia Venezuela e Cina vige un’amichevole e indistruttibile alleanza di cui evidentemente gli impiegati venezuelani addetti all’immigrazione non ne sono a conoscenza, per niente indulgenti con i cittadini russi. Basandomi sulla mia personale e piuttosto costosa esperienza con gli impiegati dell’immigrazione posso concludere che sia piuttosto difficile ottenere la Cedula (un visto di un anno) stando in Venezuela. La situazione è completamente diversa presso l’ambasciata russa in Venezuela. Secondo la buona tradizione degli enti statali venezuelani il loro sito non funziona o solo a momenti. Il console è molto cortese con i visitatori e fornisce loro tutte le informazioni necessarie per ottenere questo tipo di visto. Se tutte le richiesto sono soddisfatte il visto è infilato nel passaporto senza nemmeno una stretta di mano. Per riassumere: se volete venire in Venezuela per più di tre mesi ottenete un visto da Mosca. Tutti quei percorsi indiretti e diretti che potreste aver sentito dai praticanti che erano in Venezuela prima non funzionano più ora.

Le circostanze secondarie sono impermanenti. Una sola cosa non è cambiata: il Venezuela resta il miglior paese al mondo, solo che al momento sta attraversando circostanze negative da cui noi come praticanti ne traimo solo benefici. Nella situazione attuale è impossibile pensare a un posto migliore per praticare al di là di paura e speranza. L’isola Margarita è rispetto ad altre aree del paese quella che soffre meno della crisi economica e politica. Tutto quello che vedete, sentite, leggete di negativo avviene nel continente. Ci sono delle difficoltà, ci sono dei problemi, ma ci sono anche cambiamenti positivi. Per esempio il livello dei crimini di strada è calato drasticamente. Non è nemmeno chiaro dove siano spariti tutti questi ladri, comunque a Tashigar il sistema di sicurezza funziona bene e per questo aspetto non ci sono particolari ostacoli.

Ovviamente parliamo di opportunità quando i confini saranno nuovamente aperti. Intanto chiedo a tutti di leggere questo articolo, di pensarci su e magari di decidere di venire qui.

Siamo tutti nella stessa barca ma mancano i rematori.

Dimitry Kalmykov,
Gakyil Rosso
Tashigar North

 

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